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Il caso
23 Giugno 2026 09:40:00
La Casa del Teatro 3 di via Scarampi
Il sipario è calato per sempre sulla Casa del Teatro 3 di via Scarampi 20. Una chiusura che avviene mentre ad Asti si celebra proprio il teatro, nelle piazze, con la nuova edizione del Festival AstiTeatro. Che la fine fosse dietro l'angolo era noto da tempo e già un anno fa il caso fu portato alla ribalta delle cronache con una discussione in Consiglio comunale. Lo sgombero degli spazi, dati in concessione dal Comune, dovrà avvenire entro il 30 giugno.
La storia di questo presidio culturale inizia ufficialmente nel 2014 (legata artisticamente a l'Arcoscenico), ma le sue radici affondano nel 2011, quando il duo artistico Sergio Danzi e Ileana Spalla prese in gestione quella che era la palestra in disuso della scuola Gatti. «All'epoca lo spazio era nel degrado totale: - raccontano i due attori - serrature saltate e incuria regnavano sovrane. Con un investimento personale di circa 100.000 euro per le migliorie e il recupero, abbiamo trasformato un rudere in un laboratorio sociale, in una scuola di vita prima ancora che di teatro».

Gli attori Sergio Danzi e Ileana Spalla
La Casa del Teatro 3 non è stata solo un palcoscenico, ma un luogo di accoglienza di ragazzi, anche per quelli più fragili, e una risorsa per le scuole, quelle che cercano progetti per chi non può permettersi rette elevate. «Il problema è che non sanno che lavoro facciamo - spiega Danzi, riferendosi alle istituzioni locali - Pensano che il teatro sia solo spostare quattro quinte, ma per noi è un progetto culturale di ampio respiro». Oggi, la struttura viene sacrificata sull'altare dei fondi del Pnrr: circa 8 milioni di euro destinati alla demolizione dell'edificio per far posto alla nuova succursale della scuola Monti. In questo sgombero forzato, a rischio è anche un pezzo di patrimonio artistico cittadino: un'opera scenografica di Ottavio Coffano, di 12 metri per 6 dedicata al tema della memoria, che ora dovrà essere smontata per evitare la distruzione.
«Dal 1° luglio saremo in mezzo alla strada - aggiungono Sergio e Ileana - perché nonostante mesi di interlocuzioni con gli uffici, non è emersa alcuna soluzione concreta per continuare in un altro luogo. Le alternative proposte dall'amministrazione comunale, - continuano i due attori - si sono rivelate impraticabili. Si è parlato della Purificazione, ma la convivenza con le esigenze dell'Anffas era impossibile; è stata ipotizzata la nuova scuola media Jona, dove però saremmo stati “ospiti”, con diverse criticità logistiche e con orari incompatibili con il nostro lavoro. La Consolata, proposta dal Vescovado, presenta costi di riscaldamento centralizzato insostenibili per un'associazione. Persino il Centro San Secondo, una delle opzioni più interessanti dal punto di vista della location, è sfumato per vari motivi».
«Asti è la città degli immobili vuoti, ma per noi non c'è posto - concludono Sergio e Ileana che avrebbero dovuto lavorare ancora cinque anni per poi passare il testimone ad altri - In questo modo è stato mandato in fumo anche il progetto dell'ex assessore alla Cultura Massimo Cotto, ideatore di questa iniziativa, perché in un anno la città ha perso ben due Case del Teatro».
La convenzione con il Comune non era stata rinnovata già un anno e mezzo fa (scadenza naturale il 31 dicembre 2025), ma il progetto di utilizzare anche gli spazi della Casa del Teatro 3 per le esigenze della nuova succursale del Monti risale a tempo prima, indicativamente al 2019. Un progetto che vede coinvolti Provincia (competente per le scuole superiori) e Comune (proprietario dell'immobile dato in concessione all'altro ente).
Sono trascorsi alcuni anni prima che l'iniziativa diventasse nota prendendo di sorpresa i gestori della Casa del Teatro 3, gli attori Sergio Danzi e Ileana Spalla, rimasti senza un luogo dove lavorare. «Mi sono messo a completa disposizione di Sergio e Ileana, confrontandomi con loro e dando tutta la mia vicinanza umana, perché ho una stima professionale per quanto fatto, stima dimostrata ben prima di questa vicenda - replica l'assessore alla Cultura Paride Candelaresi - C'era una scadenza naturale della concessione, che poi abbiamo posticipato di ulteriori 6 mesi, scelta non semplice né scontata, per consentire di trovare un altro spazio. Soluzioni sono state anche proposte, come nel caso della Jona, ma ci è stato detto che non erano adeguate. La richiesta di usare quei locali - continua l'assessore - fa parte di un progetto più grande, la costruzione della succursale del Monti, nato prima che io diventassi assessore. Tutto quello che l'amministrazione ha potuto fare l'ha fatto e sono certo che la storia di Sergio e Ileana non finirà qui».

La Casa del Teatro 3 sarà abbattuta per fare spazio alla succursale del Monti
Candelaresi aggiunge che «al di là dell'amarezza, comprensibile da parte loro, c'era comunque la prospettiva che un giorno il contratto arrivasse alla fine perché non è detto che uno spazio pubblico venga concesso all'infinito». Tutto questo in una città dove tante associazioni culturali chiedono spazi per lavorare, spesso senza trovarli se non investendo affitti in luoghi privati.
Sul fatto che si potesse far convivere la Casa del Teatro e il Monti, l'assessora al Patrimonio Stefania Morra è categorica: «No, non c'era la possibilità perché a seguito della redazione da parte della Provincia del relativo progetto (il Comune ha dato in concessione i locali per la messa in sicurezza e adeguamento sismico della succursale dell'istituto Monti ndr) è emerso che l'adeguamento sismico dell'intero edificio sarà effettivo solo a seguito delle demolizioni della struttura del teatro/palestra. Ciò significa che senza il completamento dell'adeguamento sismico, tutti i locali non sono utilizzabili in quanto, a oggi, l'indice di sicurezza non raggiunge i requisiti minimi di legge».
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