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Convegno

Contenitori vuoti, ad Asti ci si confronta sugli immobili abbandonati e come recuperarli

L'Ordine degli Architetti organizza un dibattito con professionisti e rappresentati di associazioni di categoria per discutere di spazi "in bilico" e di un loro eventuale riutilizzo

Ex Casermone di Asti

L'ex Casermone, uno dei tanti immobili vuoti e decadenti di Asti

Ad Asti, quando si parla di immobili abbandonati, spesso lasciati nel più totale degrado, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Contenitori più o meno grandi, con alle spalle un glorioso passato, oggi ridotti a essere solo degli "ex luoghi": ex ospedale, ex Waya, ex palazzina dell'Inps di via d'Azeglio, ex Casermone, ex magazzini comunali di via Govone, parte dell'ex centro carni di viale Pilone, ex Casa di Riposo, una sezione dell'ex Caserma Felizzano tanto per citarne alcuni.

Proprio pensando agli spazi vuoti, l'Ordine degli Architetti di Asti organizza, in occasione degli eventi per il cinquantesimo anno di attività, un convegno dal titolo "Vuoti da colmare o vuoti a perdere? Gli immobili abbandonati della nostra città: un dibattito aperto tra speranze e opportunità di rigenerazione urbana" in programma venerdì 26 giugno, dalle 15 alle 19, nell'auditorium della Banca di Asti in piazza Libertà.

«L’incontro nasce dalla volontà di aprire una riflessione condivisa su un tema oggi sempre più centrale per il futuro delle città: il recupero dei cosiddetti “contenitori” vuoti, ovvero edifici, complessi immobiliari e spazi urbani abbandonati o sottoutilizzati che rappresentano al tempo stesso una criticità e una grande opportunità - spiega l'architetto Maurizio Pugliese, presidente dell'Ordine astigiano - Asti, come molte altre realtà urbane, conserva nel proprio tessuto costruito numerosi luoghi in attesa di una nuova funzione. Spazi un tempo vivi, produttivi, abitati o rappresentativi, oggi rischiano di diventare “vuoti a perdere”: aree degradate, immobili dimenticati, porzioni di città che perdono identità e valore. Tuttavia, proprio questi luoghi possono diventare il punto di partenza per una nuova stagione di rigenerazione urbana, capace di restituire qualità, servizi, bellezza e vitalità alla comunità».

Gli ex magazzini comunali di via Govone

Va da sé che il recupero di immobili vuoti ha un valore ambientale strategico perché non si consuma nuovo suolo, riducendo gli sprechi e valorizzando il patrimonio esistente. La prima parte del convegno, dalle 15 alle 16.30 (con registrazione partecipanti alle 14.30), sarà dedicata alla presentazione di interventi virtuosi di recupero e riqualificazione urbana, con un’analisi delle criticità burocratiche ed economiche che spesso rendono complessa la pratica del riuso. Porteranno i loro contributi, parlando di vari progetti che hanno seguito in prima persona, gli architetti Giovanni Cavallero, Paolo Catrambone, Alberto Lessan e Jacopo Bracco.

Seguirà, dopo il coffee break, la seconda parte, dalle 17 alle ore 19 (con registrazione partecipanti alle 16,30), dedicata al censimento degli immobili vuoti ad Asti, con la presentazione a cura dell’architetto Pugliese e una tavola rotonda con rappresentanti di istituzioni, associazioni di categoria e ordini professionali. Al tavolo dei relatori ci saranno la presidente Ance Piemonte Paola Malabaila, il presidente di Confcooperative Habitat Piemonte Alberto Anselmo, l'assessora all'Urbanistica del Comune di Asti Monica Amasio, il direttore di Confcommercio Asti Claudio Bruno, l'adjunct assistant professor of the Practice at Texas A&M University Fabrizio Aimar, Renato Morra dell'Ordine degli Ingegneri di Asti e il presidente della Fondazione CrAsti Livio Negro.

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