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Festival dei Popoli
21 Giugno 2026 16:52:39
Il lavoro di ripristino del murale dei via del Bosco [foto Ago)
Sabato pomeriggio, via del Bosco, ad Asti, non è stata solo una strada, ma un cantiere di civiltà e resistenza artistica dove ribadire l'importanza dell'inclusione, dell'uguaglianza e della tolleranza tra tutti i popoli. Diversi cittadini si sono radunati per "curare" la ferita inferta al grande murale di 30 metri di lunghezza per 2,5 di altezza, un’opera inaugurata con grande entusiasmo lo scorso 2 ottobre come evento centrale del Festival dei Popoli. Nata da una profonda sensibilità dell'associazione Migrantes, l’opera aveva trasformato il muro esterno dell'ex Cdc comunale, precedentemente degradato da scritte e graffiti, in un simbolo di partecipazione, integrazione e creatività.

L’azione sociale di sabato è stata la risposta necessaria a un atto di vandalismo "chirurgico": ignoti avevano infatti coperto con della vernice bianca le due parole chiave del murale, "uguaglianza" e "tolleranza". Come ha sottolineato Paolo Maccario, referente dell'associazione Migrantes e responsabile del Festival, l'obiettivo non era semplicemente cancellare il danno: «Oggi non siamo qui solo per ripristinare un danno, siamo qui per riparare, che è qualcosa di diverso. Riparare significa prendersi cura di una ferita senza negarne l'esistenza».

A rendere l'atmosfera vibrante è stata la straordinaria partecipazione del Coro Euphonia, una formazione tutto al femminile diretta con passione da Cecilia Castelletti. Il coro, nato originariamente nel 2008 tra i banchi del Liceo Classico e ora entità indipendente impegnata nel sociale, ha regalato un concerto di strada di rara intensità. Mentre il coro si esibiva, diversi volontari hanno preso colori e pennelli per ripristinare le scritte "uguaglianza" e "tolleranza", rendendole nuovamente visibili sopra la vernice bianca.

Le voci delle ragazze hanno intonato brani iconici, scelti appositamente per ribadire i messaggi che qualcuno aveva tentato di soffocare. Il pubblico ha potuto ascoltare interpretazioni di Imagine di John Lennon, della speranza contenuta in Domani (Artisti uniti per l'Abruzzo) e della potente riflessione di Esseri umani di Marco Mengoni, ma non solo. La direttrice Castelletti ha poi ricordato come il nome "Euphonia" significhi proprio "bel canto", uno strumento che il gruppo usa per portare messaggi di inclusione e solidarietà.
Dennis Marcela Bejarano, responsabile del lavoro artistico del murale, ha parlato con forza alla cittadinanza presente: «L'arte urbana è fatta per comunicare. Chi ha fatto questo gesto ha lanciato un messaggio, e noi ne prendiamo atto, ma rispondiamo aprendo il dialogo». Ha spiegato come il murale sia un regalo per la città e come sia stato fondamentale il coinvolgimento dei residenti e degli studenti durante la sua creazione.
Un momento di profonda commozione ha segnato l’iniziativa quando è stato commemorato Gianluigi Porro, figura centrale della cultura astigiana per oltre 35 anni, scomparso solo pochi giorni fa. Gianluigi è il padre di Stefano "Pedro" Porro, uno dei due artisti professionisti (insieme a Cinthya L.) che hanno realizzato dell'opera di via del Bosco. «Mi piace pensare che una parte di Gianni rimarrà qua per sempre nel lavoro di suo figlio», è stato il toccante ricordo condiviso durante l'evento.

La cultura e la conoscenza reciproca possono essere un antidoto a chi fomenta intolleranza e disuguaglianze sociale, come rimarcato dal consigliere comunale Mario Malandrone che, in qualità di professore al Cpia di Asti, lavora a stretto contatto con i migranti. «La migliore risposta all'atto di vandalismo, una cancellazione "non casuale" di parole chiave, è il lavoro quotidiano di promozione dell'uguaglianza - ha rimarcato Malandrone - Investire, ribadire e far riemergere alcuni valori nella pratica quotidiana è l'unico vero antidoto contro chi agisce per solitudine, ignoranza o paura».

L'impegno di Migrantes e dei cittadini non si ferma a via del Bosco. Durante il pomeriggio è stata annunciata la sede del prossimo intervento artistico: un nuovo murale sarà realizzato sulla parete esterna della casa parrocchiale di San Domenico Savio, in un quartiere definito «particolarmente sensibile». L'opera sarà nuovamente una costruzione collettiva che seguirà il tema della prossima edizione del Festival dei Popoli: "Il filo invisibile: donne, pace, comunità".

Con l'azione sociale di sabato è stato dimostrato, in primis a coloro che hanno compiuto l'atto vandalico, che la vernice bianca può oscurare le parole, ma non può cancellare lo spirito di una comunità che ha deciso di «attraversare una speranza» anziché rassegnarsi al degrado e alle paure.
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