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20 Giugno 2026 10:08:00
L'ospedale di Asti Cardinal Massaia
Dopo il botta e risposta tra Comitato Articolo 32 e il direttore generale dell'Asl di Asti sulle criticità riscontrate per prenotare visite specialistiche all'Asl AT, riceviamo e pubblichiamo una lettera di Giovanni Pensabene
Il direttore generale dell’Asl di Asti, in una nota di risposta ai Comitati Articolo 32, afferma perentoriamente che per le visite e gli esami, tutti, compresa la rm di encefalo e tronco encefalico e l’angio rm del distretto vascolare intracranico, le agende sono aperte. Posso affermare senza tema di smentita che questa affermazione non risponde al vero. I due esami in questione mi sono stati prescritti in un’unica impegnativa dalla specialista che mi ha visitato. Da cittadino, abbastanza informato, ho seguito la prassi indicata in tutte le salse da tutti gli addetti ai lavori della Regione Piemonte, dall’assessore all’ultimo Direttore Generale.
Mi sono messo per giorni davanti al computer e ho provato ad effettuare la prenotazione sulla piattaforma CUP Piemonte, con il seguente invariabile risultato: su Asti, prima risposta “non ci sono date disponibili per la prestazione richiesta”; estendendo l’area di ricerca su tutto il Piemonte mi veniva fornita qualche disponibilità tra fine giugno e agosto per uno dei due codici inseriti, per l’altro la prima disponibilità era, ad Asti, per il 17 maggio 2027. Un po’ come andare dal barbiere chiedendo “shampoo e capelli” e sentirsi rispondere: lo shampoo posso fartelo domani ma per il taglio dei capelli devi passare tra un anno!
Non è affatto vero che le agende sono tutte aperte perché effettuati gli esami diagnostici richiesti, in parte a pagamento in libera professione intramoenia e in parte presso una struttura convenzionata, ho provato a prenotare la visita di controllo, guarda caso, la risposta è quella di sopra: per la prestazione richiesta non ci sono date disponibili. Ho provato a prenotare anche una visita oculistica, primo accesso, è la risposta continua ad essere: per la prestazione richiesta non ci sono date disponibili.
L’ineffabile direttore nella sua nota indica anche altri percorsi per raggiungere l’obiettivo, quello che omette di dire è come un normale cittadino possa venire a conoscenza di queste “varianti del diritto universale alla salute”. Nessun operatore mi ha mai indirizzato verso il privato, ho già dichiarato più volte il mio totale apprezzamento degli operatori della sanità pubblica astigiana. Il sistema però mi sembra proprio orientato a indirizzare i cittadini che possono permetterselo verso il settore privato.
Del resto al momento del suo insediamento proprio il direttore generale invocava una sorta di “compartecipazione per censo” al diritto alla salute, con buona pace all’universalità del diritto stesso e con felicitazioni agli evasori fiscali che non avendo partecipato alle spese generali di mantenimento dei servizi essenziali del Paese si rivolgono, anche senza l’invito del direttore generale dell’Asl di Asti, al settore privato, salvo ricorrere al pubblico per quello che i privati non garantiscono.
Credo che in un paese in cui si fa un gran parlare di merito un alto dirigente pubblico che non è in grado di far funzionare il servizio assegnatogli dovrebbe, per correttezza e coerenza, dimettersi, ma non oso sperare tanto!
Giovanni Pensabene (paziente spazientito)
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