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L'addio

Questa mattina al Diavolo Rosso di Asti l'ultimo saluto a Gianluigi Porro

Dalle 10.30 alle 15 il mondo della cultura renderà omaggio all'ex dirigente comunale artefice di Astimusica, AstiTeatro e di tanti altri progetti che hanno plasmato la città

Gianluigi Porro

L'ex dirigente comunale Gianluigi Porro

L'ultimo saluto a Gianluigi Porro, figura centrale della vita amministrativa e culturale cittadina, storico dirigente alla Cultura del Comune di Asti, che ha legato il suo nome alla crescita di eventi che oggi definiscono l'identità astigiana, da AstiTeatro ad Astimusica, non poteva avvenire in un luogo più simbolico del Diavolo Rosso di piazza San Martino.

Un luogo che Porro aveva contribuito a creare, sostenuto, visto crescere e difeso quando, nel 2016, iniziò a farsi avanti l'ipotesi della sua chiusura definitiva, poi scongiurata. Il Diavolo Rosso è ancora lì, a testimoniare quanto l'idea di Porro e degli altri "amici del Diavolo" fosse giusta e di come Asti avesse bisogno di una fucina culturale e artistica di quel tipo, aperta a tutti e casa di tutti. Ed è al Diavolo Rosso che oggi, dalle 10.30 alle 15, sarà allestita la camera ardente per permettere al mondo della cultura, ad amici, conoscenti e ai cittadini astigiani di poterlo salutare e ricordare.

Un momento di condivisione per stare insieme e, ognuno a suo modo, per dirgli grazie di tutto. Porro ha infatti coordinato 13 edizioni di AstiTeatro e ben 24 di Astimusica; negli ultimi 15 anni della sua carriera ha guidato con passione il settore Cultura e il Teatro Alfieri, ma ha anche lavorato affinché ad Asti si aprissero realtà come Spazio Kor e FuoriLuogo, per citarne alcune.

Negli ultimi giorni non sono mancate attestazioni pubbliche di affetto e di ricordo verso di lui. Centinaia di messaggi, molti affidati ai social, hanno tratteggiato momenti della sua vita e del suo impegno al servizio della cultura. «Con la scomparsa di Gianluigi Porro, Asti perde una delle figure chiave della vita culturale degli ultimi decenni - commenta l’assessore alla Cultura Paride Candelaresi - A nome dell’Assessorato alla Cultura esprimo vicinanza alla sua famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un percorso umano e professionale così significativo».

«È stato un artigiano paziente e visionario dello sviluppo culturale del territorio» evidenziano con rimpianto dalla Fondazione Piemonte dal Vivo dove Porro è stato presidente per un triennio, mentre il coordinatore cittadino del Pd, Enrico Panirossi, sottolinea che «Gian ha animato i suoi quarant’anni di servizio alla città con competenza e dedizione, doti che ha sempre offerto insieme a un’immancabile ironia capace di spezzare anche le situazioni più difficili».

Anche lo staff di AstiTeatro, oggi progetto culturale di spicco della città grazie al lavoro fatto da Porro nel corso del tempo, rimarca il ruolo avuto dall’ex dirigente comunale nel percorso di crescita: «Ha reinventato AstiTeatro, smontandolo e rimontandolo con la curiosità di un bambino da un lato e la competenza del professionista dall'altro. Perché Gian era questo, grandi sorrisi e grande serietà, un cuore generoso che è stato un motore culturale insostituibile. Gian credeva nelle idee, credeva nelle opportunità e, soprattutto, nella bellezza di fare le cose insieme».

Dalla Casa del Popolo - Associazione A Sinistra lo tratteggiano «sempre sorridente e ironico, creativo e solare: Gian, nei momenti difficili e in quelli di entusiasmo, non ci hai mai lasciati soli. Non lo dimenticheremo mai», mentre Lillo Agrò racconta come «apprezzava tutti dagli amatoriali ai professionali, non faceva nessuna distinzione di razza, di sesso o di ceto sociale; la sua attenzione era rivolta a tutti, ma non parliamo di quella di facciata o istituzionale, ma di quella sua propria personale e partecipata. Queste persone quando se ne vanno lasciano una storia, lasciano un vuoto e la città lo percepisce, ne sente il dolore e la mancanza. Il teatro amatoriale ha apprezzato e beneficiato della sua presenza e non ne può essere che riconoscente e grato».

Parole di ringraziamento che arrivano anche dal Teatro degli Acerbi: «Tu ci accoglieresti sorridendo e ricordandoci che ‘alla fine, tutto si aggiusta e una quadra si trova’. Grazie per averci ascoltato, dato gambe e passione alle nostre acerbe idee, tra furgoni teatro, spettacoli in luoghi improbabili, spazi da aprire e condividere. Un privilegio la tua amicizia e attenzione. Asti deve ringraziarti, ricordarti e soprattutto averti come esempio per il futuro, per le politiche culturali e per i giovani che fino all'ultimo hai coltivato».

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