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Astigiani ricorderà Gianluigi Porro durante la presentazione dell'uscita n.55

L'associazione lo ricorda come un grande amico e sostenitore di associazione: «Un vulcano che non si è spento e non si spegnerà mai»

Astigiani ricorderà Gianluigi Porro durante la presentazione dell'uscita n.55

La copertina della nuova uscita di Astigiani n.55

L’associazione Astigiani, segnata dal dolore per la scomparsa di Gianluigi Porro, figura molto amata e da sempre vicina alle attività associative, questo pomeriggio, lo ricorderà con affetto durante la presentazione del nuovo numero della rivista nel cortile dell'Istituto Penna.

«Mercoledì sera ad Asti si è creato un vuoto», scrivono gli organizzatori nel messaggio rivolto ai soci abbonati, esprimendo il profondo cordoglio per la perdita di un amico e sostenitore che ha accompagnato il cammino dell’associazione fin dai suoi primi passi.

Per consentire a chi lo desidera di rendere omaggio a Porro, sabato il feretro sarà esposto al Diavolo Rosso dalle 10.30 alle 15. Al termine seguirà la sepoltura al cimitero di Asti.

Per la concomitanza con l’ultimo saluto, il programma della giornata dedicata alla nuova uscita è stato modificato. L’assemblea di bilancio dell’associazione, inizialmente prevista in precedenza, è stata posticipata alle 16.30 e si svolgerà all’Istituto Agrario Penna. Rimane invariato l'orario invece per la presentazione, alle 18.00, del nuovo numero della rivista. Rinviato a data da destinarsi il picnic sui prati del futuro Bosco degli Astigiani.

La presentazione della nuova pubblicazione sarà anche l’occasione per ricordare Gianluigi Porro, protagonista della vita culturale e sociale astigiana. Autore di diversi contributi per le pagine della rivista, aveva firmato articoli dedicati a temi molto diversi tra loro, dalla storia astigiana del fenomeno beat fino alla figura di Emanuele Pastrone, l’attore-maschera.

Vivace astigiano del Palucco, dirigente comunale, anima di iniziative al Teatro Alfieri, Asti Musica e Asti Teatro, Porro è stato tra i fondatori del Diavolo Rosso, luogo che ha contribuito a rendere un punto di riferimento per la cultura cittadina. Partecipava con entusiasmo al Bagna Cauda Day e alla Carovana della Bagna, spesso a bordo del suo inseparabile “volvone”.

La sua energia si esprimeva in molti ambiti: aveva giocato a calcio, suonato nella Banda delle Zucche e nei Fiati Pesanti, oltre a dedicarsi al teatro con il Magopovero e la compagnia Brofferio. Nel tradizionale “Gelindo” interpretava il ruolo del giovane pastore, incarnando quello spirito ironico e coinvolgente che tanti amici ricordano oggi con affetto.

«Un vulcano che, nonostante l’infame contingenza, non si è spento e non si spegnerà mai», scrivono dall’associazione. Sabato pomeriggio, durante la presentazione del nuovo numero della rivista Astigiani, il suo ricordo accompagnerà inevitabilmente una giornata che sarà insieme momento di incontro e ricordo.

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