Cerca

Sociale

Intitolazione a don Pino Puglisi, «che sia un momento di impegno condiviso dalla città e senza strumentalizzazioni»

Libera Asti propone un percorso partecipato, educativo e non politicizzato per raggiungere l'obiettivo di intitolare un luogo pubblico al prete ucciso dalla mafia nel 1993

Padre Pino Puglisi

Padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia, a Palermo, il 15 settembre 1993

Riceviamo e pubblichiamo un intervento dei coordinatori provinciali di Libera Asti

Il nome di don Pino Puglisi unisce in maniera univoca molte realtà dell’antimafia: la Chiesa, la Scuola, la società civile e le Istituzioni. Già tre anni fa la città di Asti ha visto il giornalista astigiano Riccardo Santagati avanzare la proposta di intitolazione di un luogo pubblico cittadino a don Pino, raccogliendo piena adesione da parte del territorio. Un consenso trasversale, così come dev’essere intesa l’antimafia, lontana da ogni forma di protagonismo o ricerca di visibilità.

L’impegno nel contrasto alle mafie, alla corruzione e alla mafiosità vede un’unica possibilità di successo: il "noi". Deve vedere una sinergia tra il mondo della scuola, dell’associazionismo, del giornalismo e della politica – ognuno nel rispetto dei propri ruoli - basata sulla prevenzione, la sensibilizzazione, l’informazione e la formazione, al fianco dell’opera repressiva della magistratura e delle forze dell’ordine. L’intento è creare anche a livello territoriale quel movimento culturale e morale che coinvolga tutti i cittadini, e soprattutto le giovani generazioni, come auspicava il magistrato Paolo Borsellino.

In base a tali presupposti, come coordinamento provinciale di Libera Asti, ribadiamo alcuni concetti che riteniamo importanti e avanziamo una proposta. Il progetto “Asti per la legalità”  ha visto Prefettura, amministrazione comunale di Asti e coordinamento astigiano di Libera uniti per raccogliere  proposte formative da offrire gratuitamente ad alcune classi di scuole secondarie di primo e secondo grado: monitoraggio civico su corruzione e legalità, elaborati grafici a fumetti dedicati all’ antimafia sociale e a don Puglisi.

Le risorse impiegate per  sostenere tale progetto sono parte (circa il 50%) di un fondo straordinario del Ministero dell’Interno a supporto di quei Comuni che hanno ricevuto forme di intimidazione, come è stato per Asti nell’anno 2024. A differenza di quanto emerso in alcuni articoli online e social, il coordinamento provinciale di Libera Asti non ha ricevuto alcuna parte del suddetto fondo da parte dell’amministrazione comunale per il progetto “Asti per la legalità”,  avendo prestato il proprio impegno a titolo gratuito.

I contributi ricevuti dal coordinamento provinciale astigiano di Libera da parte del Comune sono stati impiegati in vari eventi dell’anno, quali la XXX e la XXXI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie o la messa a disposizione gratuita di locali in eventi patrocinati dal Comune di Asti, come ad esempio l’incontro pubblico con don Luigi Ciotti il 24 febbraio scorso presso l’aula magna di Astiss. Si conferma  un’ottima collaborazione con l’amministrazione comunale astigiana.

L’ intitolazione di uno spazio pubblico a don Pino Puglisi, come qualsiasi altra iniziativa  incentrata sul contrasto alle mafie e alla corruzione, da parte di Libera Asti o di qualsiasi altra realtà della società civile, non dovrebbe essere oggetto di polemica e/o strumentalizzazione politica o materia di campagna elettorale. La figura di don Pino come prete “antimafia” e il suo impegno civico nel togliere linfa alla subcultura mafiosa dovrebbero essere un esempio che unisce tutti, in maniera trasversale. 

Occorre riflettere in modo corale per dare il giusto senso e decoro all’iniziativa. Pertanto, come coordinamento provinciale astigiano di Libera, si propone un tavolo di incontro formato da rappresentanti dell’amministrazione comunale (Assessorato alla legalità e all’istruzione), un rappresentante dell’opposizione, del mondo cattolico, della società civile, l’Ufficio Scolastico Provinciale e, non per ultimo, Riccardo Santagati, proponente primo dell’iniziativa.

Tale procedura partecipata si è già rivelata vincente in occasione dell’intitolazione di due luoghi pubblici a Moncalvo a due vittime innocenti di mafia, Emanuela Setti Carraro e Graziella Campagna. Come coordinamento provinciale siamo certi che tutte le forze politiche del territorio accoglieranno con favore questa proposta educativa e civile.

Simone Barbiero e Gionata Borin per Libera, coordinamento provinciale di Asti

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133