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Il caso
15 Giugno 2026 10:57:26
Il consigliere comunale Gianfranco Miroglio (Europa Verde Verdi)
Il futuro ecologico ed economico della città passa anche attraverso i suoi boschi, ma serve una guida politica chiara che oggi, secondo i gruppi di opposizione, mancherebbe. I consiglieri comunali Gianfranco Miroglio (Europa Verde Verdi) e Mario Malandrone (Ambiente Asti) hanno presentato una dettagliata interpellanza, sottoscritta anche dai gruppi del Pd, Movimento 5 Stelle, Uniti si Può e Prendiamoci cura di Asti, per chiedere all'amministrazione Rasero un impegno concreto e strutturale nella gestione del verde.
Il documento nasce dal rapporto "Foreste in Comune" che evidenzia come l’Italia abbia ormai superato i 10 milioni di ettari di patrimonio boschivo, coprendo più di un terzo del territorio nazionale. Anche il Piemonte si conferma una delle regioni più ricche di boschi, con quasi un milione di ettari, sebbene la distribuzione sia disomogenea e concentrata soprattutto nelle zone montane.
In questo scenario, il capoluogo astigiano presenta un dato di partenza incoraggiante: una copertura boschiva del 27,1%. Tuttavia, la situazione provinciale appare più critica a causa della forte antropizzazione e della vocazione vitivinicola, con una presenza boschiva inferiore alla media nazionale e regionale. Come sottolineano i consiglieri di minoranza, «dietro questi segni positivi, emergono forti criticità e squilibri territoriali», poiché la crescita dei boschi è spesso dovuta o all'istituzione di aree protette o, purtroppo, all’abbandono di terreni coltivati che genera i cosiddetti boschi poveri.
Secondo Miroglio e Malandrone, non è più possibile gestire un patrimonio così vasto senza una visione politica ed economica di lungo periodo. «Non possiamo più permetterci di ignorare l'importanza strategica di una governance dedicata al nostro patrimonio forestale» e quindi occorre adottare «una visione che metta al centro la tutela ambientale, l'equilibrio climatico e lo sviluppo economico sostenibile».
L'opposizione evidenzia come il patrimonio boschivo non sia solo una questione estetica, ma un «alleato cruciale per il futuro ecologico ed economico della città», essenziale anche per proteggere le stesse colture agricole circostanti dagli effetti devastanti del cambiamento climatico.
Nell'interpellanza, i firmatari chiedono di sapere «perché si continui a ignorare l’importanza strategica di un assessorato specifico, destinato a seguire, indirizzare, gestire le politiche agricole e forestali sul territorio, anche in considerazione della sua storia, delle sue tradizioni, della sua vocazione» e «perché non si pensi a scelte di conservazione e di valorizzazione del patrimonio boschivo/forestale, anche incentivandone lo sviluppo e la riqualificazione». Sul piano operativo, i gruppi di minoranza domandano «se non sia auspicabile immaginare l’istituzione di un ufficio specifico e se non sia il caso di porre maggiore attenzione ai bandi nazionali e regionali per la forestazione.
Propongono inoltre un coinvolgimento diretto del settore produttivo, chiedendo «se non sia fattibile un impegno di promozione di tali azioni verso le aziende agricole di territorio, atte a incentivare attività di gestione sostenibile (si pensi, ad esempio, allo sviluppo e sostegno alla forestazione tartufigena così coerente con le caratteristiche delle nostre zone)».
L'obiettivo dell'iniziativa è trasformare quello che oggi è un dato statistico positivo in una «concreta e lungimirante politica di sviluppo» che possa tutelare Asti e il suo territorio per le generazioni future.
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