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Palio di Asti
15 Giugno 2026 10:24:00
Una matita capace di raccontare il Palio, la città e persino le sconfitte con umorismo. Viene descritto così durante l’inaugurazione della mostra dedicata ad Antonio Guarene, l'artista profondamente legato all’identità culturale astigiana e celebrato da istituzioni, amici e familiari come una delle figure che meglio hanno saputo interpretare lo spirito del territorio.
L’esposizione, ospitata a Palazzo Mazzola, rappresenta un omaggio a un uomo che ha trasformato grafica e umorismo in strumenti per raccontare il Palio di Asti e le sue tradizioni più antiche, contribuendo a costruirne l’immaginario visivo attraverso grafoche, loghi e opere che hanno lasciato una sua traccia nella storia astigiana.
Ad aprire l’inaugurazione è stato l’assessore Riccardo Origlia, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, sottolineando: «La mostra riesce a fotografare il mondo del Palio come nient’altro. Guarene è stato l’artista della ripartenza, capace di raccontare il Palio con leggerezza e ironia, senza mai rinunciare alla profondità del suo significato».

Origlia ha inoltre ricordato il contributo di Guarene alla costruzione del “brand” delle manifestazioni ufficiali astigiane, citando la sala dedicata alle sue opere in Comune, i celebri Drappi del 2011 e del 2018 e il monumento situato davanti alla Saclà. Un’eredità tramandata anche attraverso i suoi allievi.
Momento particolarmente emozionante quello dell’intervento della moglie, Rosellina Guarene, che ha ringraziato i presenti per la partecipazione “amichevole”, immaginando la gioia che Antonio avrebbe provato nel vedere una sala così gremita. Lo ha ricordato come un uomo che aveva fatto della fusione tra grafica e umorismo la propria cifra artistica, divertendosi profondamente nel lavorare per la città e per il Palio.
Numerosi gli aneddoti emersi durante il suo racconto: dai loghi realizzati per associazioni e gruppi sportivi ai disegni creati per amici e conoscenti in occasioni speciali. «Continuava a disegnare fino all’ultimo», ha ricordato con commozione, spiegando come per lui non poter più tenere una matita in mano sarebbe stata la più grande delle disgrazie.

A raccontare la nascita della mostra è stato invece Piero Fassi, promotore dell’iniziativa insieme agli Ambasciatori dello Sport di Asti. Un progetto nato tre anni fa con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico di Guarene e la sua straordinaria capacità di raccontare il Palio con pochi tratti essenziali, sempre capaci di strappare un sorriso.
Proprio da questa riflessione è nata una proposta suggestiva: realizzare un piccolo volume tascabile con i disegni dell’artista da donare ai venti comitati che non vincono la corsa del Palio. Un gesto simbolico per trasformare la delusione della sconfitta in un momento di leggerezza.

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