Politica
13 Giugno 2026 12:43:00
Il consigliere regionale Sergio Ebarnabo (Fratelli d'Italia)
Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Sergio Ebarnabo interviene di nuovo sulla gestione dei flussi migratori nella provincia di Asti, contestando la narrazione dell'Astigiano come "modello" di accoglienza e mettendo in guardia dai rischi per la sicurezza e la tenuta sociale del territorio.
Secondo Ebarnabo, i dati che vedono l’Astigiano ospitare 57 migranti ogni 10 mila abitanti — una cifra quasi doppia rispetto alla media regionale, con 103 strutture attive — dovrebbero essere oggetto di un'analisi più approfondita «Questi numeri vanno letti fino in fondo: - commenta - sono davvero un primato di cui vantarsi o sono il segnale di una pressione sproporzionata scaricata su una provincia, sui piccoli Comuni, sui servizi sociali, sulla casa, sulla sanità, sul lavoro e sulla sicurezza?». Poi aggiunge categorico: «Asti non può diventare il laboratorio dell’accoglienza senza limiti».
La critica di Ebarnabo non è rivolta «a chi lavora, rispetta le leggi e contribuisce alla nostra comunità», ma il problema è «l’idea che l’immigrazione possa essere gestita senza limiti, senza controlli, senza una vera capacità di integrazione e senza distinguere tra chi viene per costruirsi un futuro onestamente e chi invece vive nell’irregolarità o nella marginalità».
Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, un’accoglienza non governata produce effetti deleteri noti come «l'aumento delle situazioni di marginalità, attività illecite, degrado urbano, chiusura o impoverimento delle attività commerciali nelle aree più problematiche, perdita di valore degli immobili, reati predatori, danneggiamenti e aggressioni».
A supporto della sua tesi, Ebarnabo cita i dati regionali piemontesi: sebbene gli stranieri rappresentino circa il 10,6% della popolazione, costituiscono oltre il 41% della popolazione detenuta. Per il consigliere, questi numeri non servono a criminalizzare una comunità, ma dimostrano «che legalità, controlli, espulsioni per chi delinque e stop all’accoglienza indiscriminata non sono slogan: sono condizioni minime di serietà».
Il consigliere chiede quindi alla politica di abbandonare quelle che definisce la "retorica buonista" e il "business dell’accoglienza". «L’Astigiano - conclude Ebarnabo - ha bisogno di lavoro regolare, controlli efficaci e sicurezza. Ha bisogno di alloggi dignitosi per chi qua è nato e cresciuto».
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