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Appuntamenti

Torna la festa della Casa del Popolo con quattro giorni tra politica, diritti e il futuro della città per dire: "No Kings"

Dal 18 al 21 giugno ospiti e momenti di confronto «contro il tentativo globale di trasformare le democrazie in autocrazie, mettendo a rischio lo stato sociale, i diritti civili e l'uguaglianza». In programma anche un incontro con l'ex AD della Banca di Asti.

Bego, Caron e Bosia

Da sinistra Stefano Bego, Claudio Caron e Mauro Bosia tra i promotori della Festa alla Casa del Popolo

Dal 18 al 21 giugno si svolgerà la manifestazione "No Kings", la tradizionale festa alla Casa del Popolo di Asti, in via Brofferio. Un appuntamento che quest'anno assume un significato di estrema attualità tra mobilitazione politica e analisi sociale. Durante la conferenza stampa di presentazione, Mauro Bosia ha illustrato il tema dell'edizione, spiegando come lo slogan "No Kings" richiami «una mobilitazione internazionale contro il tentativo globale di trasformare le democrazie in autocrazie, mettendo a rischio lo stato sociale, i diritti civili e l'uguaglianza».

«Ci sono una serie di tendenze politiche che fanno sì che ci siano di nuovo degli scenari che sembrano arrivare da prima della seconda guerra mondiale - ha aggiunto Bosia - Sostanzialmente lo scontro tra le potenze, la guerra di nuovo in tutto il mondo, ma anche all'interno dei singoli stati, il fatto che la vita umana conti sempre di meno, che lo stato sociale si sgretoli, che si aumentino le spese militari e non si pensi invece al benessere dei cittadini. Abbiamo però deciso di declinare a livello locale lo slogan "No Kings" perché ad Asti abbiamo il nostro King - ha aggiunto riferendosi al sindaco e presidente di banca Maurizio Rasero - C'è un'idea dell'uomo solo al comando che prima, per assurdo, doveva spartire il comando con qualcuno in più, ma adesso si è messo in testa di spartire il controllo da solo».

Gli appuntamenti in programma

Il fitto calendario di appuntamenti prenderà il via giovedì 18 giugno alle 18.30 con un dibattito sulla realtà carceraria, partendo dal tragico suicidio di Christian Guercio, 38 anni, avvenuto nel carcere di Asti, per discutere della tutela dei diritti dei detenuti. L'incontro "Il carcere come realtà sociale: prima dopo e durante la detenzione" vedrà gli interventi della consigliera regionale Giulia Marro, del garante dei detenuti di Asti Domenico Massano, dell'attore di Agar Teatro Aps Mario Li Santi, dell'avvocato penalista Alberto Avidano e del presidente del Consorzio Co.a.la Luca di Giandomenico. Modererà l'insegnante Giacomo Burbello. Seguirà cena dalle ore 20.

La festa andrà avanti venerdì 19 alle 18.30 con la presentazione del libro "Amori queer contro il fascismo - Manifesto per una democrazia deviante" di Costanza Spina. Modererà Stefano Bego che ha sottolineato come l'incontro, in collaborazione con Asti Pride, analizzerà l'odio verso il mondo Lgbtqi «come caposaldo delle nuove destre autoritarie». La serata del venerdì si chiuderà con una grigliata e il dj set di Lory the Dolphin e The Taste.

Sabato 20 giugno, ancora alle 18.30, l'attenzione si sposterà sulle sfide del giornalismo d'inchiesta e il ruolo della stampa indipendente. All'appuntamento "Fare inchiesta oggi - Le sfide del giornalismo al tempo delle querele temerarie" saranno presenti la giornalista di Fanpage Elisabetta Rosso, il giornalista di Radio Popolare Luca Parena, Meriem Makhloufii e Giulia Oliveri di Sanduq Edicola. Seguirà grigliata e il concerto, alle 21.30, del Gruppo Spalla.

La giornata conclusiva di domenica 21 si preannuncia particolarmente densa: alle 18.30 si parlerà di "Medio Oriente in fiamme" con l'eurodeputata Benedetta Scuderi che ha partecipato alla missione sulla Global Sumud Flotilla e con il giornalista e divulgatore Alessandro Sahebi. Dopo la cena (ore 20) ci sarà l'atteso dibattito dal titolo "Banca di Asti: valore sociale, economico e prospettive con l'ex amministratore delegato Carlo De Martini e, se accetterà l'invito, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti Livio Negro. Modererà il giornalista Beppe Rovera.

Claudio Caron, parlando dell'ultimo incontro in programma, ha evidenziato come «la discussione sulla banca sia fondamentale per la città», ma ha anche rilanciato un progetto sulla produzione energetica, nato anni fa come quarta vela dell'Asp, che non ha avuto il seguito sperato. «Il progetto - ha ricordato - si basa sull'idea di trasformare le grandi superfici della città in "piastre" per la produzione di energia pulita e alternativa. Come nel caso dei tetti dell'ex Way Assauto, per una superficie di circa 200.000 mq, ma anche installando impianti sui tetti di altri edifici pubblici come scuole, ex Ospedale ed ex Maternità».

Giovanni Pensabene ha invece criticato la gestione delle passate amministrazioni e l'uso «poco lungimirante» dei fondi Pnrr. «Uno dei problemi che hanno tutte le amministrazioni, non solo ad Asti, è che esce un bando dell'Unione Europea per finanziare qualcosa. Corriamo, facciamo un progetto, in genere si arriva tardi e male e quindi si perdono delle occasioni. Ora questa idea di produrre energia all'ex Waya ha 20 anni perché è stata offerta in dono la prima volta al sindaco Galvagno che si era dimostrato interessatissimo, tanto da non farne assolutamente nulla. Poi offerta con altrettanto amore al sindaco Brignolo che è succeduto a Galvagno, il quale prima del ballottaggio disse che quel progetto gli piaceva, ma non ha fatto niente. Un progetto di massima, vero, ma un progetto che c'era».

Un presidio di militanza e servizi nel cuore di Asti

La Casa del Popolo non è solo un luogo di festa, ma un centro di aggregazione che conta circa mille soci e una programmazione settimanale costante. La gestione lo definisce uno spazio prettamente pubblico e indipendente, «nato per rappresentare le idee della sinistra che i partiti tradizionali non riescono più a intercettare». La gestione è interamente basata sul volontariato e sulla militanza, un modello che permette di mantenere autonomia politica e finanziaria.

Oltre all'attività politica, la Casa ospita un patronato, una scuola Lis, una biblioteca e offre supporto a realtà come Asti Pride e il collettivo studentesco. È inoltre un punto di riferimento per le comunità migranti, che utilizzano gli spazi per iniziative culturali e momenti di ritrovo. Ogni anno vengono organizzati circa trenta concerti e venti presentazioni di libri, confermando la vocazione di centro polivalente aperto alla cittadinanza.

Verso le elezioni comunali: il nome di Vittoria Briccarello

Con lo sguardo rivolto al futuro amministrativo della città e alle elezioni del 2027, la Casa del Popolo rivendica il proprio ruolo di perno del dibattito a sinistra. Nonostante le aperture a confronti con forze moderate per il bene della città, gli esponenti ribadiscono «il rifiuto verso dinamiche consociative o lobbistiche». Ad oggi, la posizione politica è chiara: «La candidata a sindaco per la Casa del Popolo è Vittoria Briccarello - ha spiegato Mauro Bosia che insieme a Briccarello è consigliere comunale per Uniti si può - È nostra donna di punta che all'ultima tornata elettorale ha preso 2500 voti. Ma noi, a differenza di altri, non spacciamo i nostri desiderata come candidatura di coalizione. È però un nome su cui si può discutere». Quindi il campo largo con il presunto candidato a sindaco del Pd, Michele Miravalle è tutt'altro che scontato? «Noi sappiamo solo che Miravalle è un candidato del Pd» hanno replicato senza giri di parole i diretti interessati.

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