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12 Giugno 2026 11:31:00
Asti, scontro in Consiglio sulla Variante 40: è battaglia sul consumo di suolo e le aree verdi
Il Consiglio comunale di Asti ha approvato la Variante parziale 40 al Piano regolatore generale, un provvedimento passato con 20 voti favorevoli e 9 contrari. Presentata dall'assessora all'Urbanistica Monica Amasio come un atto di «coerenza in attesa della Variante generale», la manovra raccoglie poco meno di trenta modifiche puntuali nate da richieste di privati e necessità di adeguamento cartografico.
«Nella pratica abbiamo previsto alcune modifiche puntuali che arrivano da richieste per nuovi insediamenti produttivi o per richieste che sono in linea con quello che abbiamo inserito nella proposta tecnica e che stiamo portando avanti nel preliminare della Variante generale» ha esordito l'assessora. Durante l'illustrazione della pratica, Amasio ha delineato chiaramente la prospettiva urbanistica dell'amministrazione, respingendo l'idea di un blocco totale delle nuove edificazioni, specie se produttive. «Lo sviluppo deve passare da quello. Non si può pensare di vivere con l'esistente - ha dichiarato - Trovo molto pericoloso essere estremisti nello zero consumo di suolo e, da cittadina, sono spaventata da queste esclamazioni».
Il punto più controverso ha riguardato la gestione del verde pubblico. Secondo l'assessora, alcune aree attualmente vincolate a verde, in particolare ha citato casi di modeste metrature, non svolgerebbero una funzione reale: «Quello che ho portato avanti con il mio lavoro in questi quattro anni è assolutamente un'attenzione al verde perché io ci credo, ma non in modo estremista. Lo voglio sottolineare perché non bisogna esagerare: anch'io difendo il verde, lo reputo fondamentale, ma deve essere accessibile e vivibile dai cittadini. Si possono, anzi si devono creare delle aree verdi, ma che siano provviste di vero utilizzo».
Le parole dell'assessora hanno innescato la reazione del consigliere Mario Malandrone (Ambiente Asti) che, prendendo atto di alcune richieste inserito nella Variante, ha contestato duramente la definizione di utilità del verde data da Amasio: «Ma come fa a dire una roba del genere? Non mi interessa di come sia classificato dal punto di vista urbanistico, ma se c'è un campo, quello è un campo; se diventa qualcosa di edificabile viene consumato suolo e non è più un campo. C'è un significato ecologico e uno tecnico. A me interessa il significato tecnico quando viene accompagnato da una relazione ecologica». Il consigliere ha poi attaccato il «giochino dei numeri» sul consumo di suolo, sottolineando come, al di là delle riclassificazioni tecniche, la Variante «sottragga effettivamente terreno naturale».
Anche diversi consiglieri di minoranza hanno sollevato perplessità sulla mancanza di una visione d'insieme. Maria Ferlisi (Pd) ha criticato un metodo che procede per "frammenti" e "deroghe", affermando che il Comune dovrebbe mantenere un'autonomia di programmazione invece di limitarsi a «rincorrere le richieste particolari dei privati». Valter Saracco (Prendiamoci cura di Asti) ha evidenziato i dati tecnici della Variante, segnalando un aumento della capacità insediativa e una diminuzione complessiva degli spazi pubblici. Gianfranco Miroglio (Europa Verde - Verdi) si è detto imbarazzato dalla frammentazione degli interventi, ricordando che anche «un metro quadro di verde ha una funzione importante per i cittadini e per la loro salute».
Dalla maggioranza, il consigliere Marco Bona (Lega) ha invece difeso l'operato della giunta, lodando il pragmatismo dell'assessora e sottolineando che «nel governare, è necessario prendere decisioni concrete senza farsi frenare dai "paraocchi" ideologici».
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