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Riesplode il caso Trovamici, ennesima interrogazione sulla struttura di via Vigna che è stata chiusa oltre sei anni fa

Il consigliere Malandrone (Ambiente Asti) chiede all'amministrazione che fine abbiano fatto i piani di recupero dell'immobile che ospitava anche servizi specialistici e sostegno alla genitorialità

Il Trovamici di via Vigna

Riesplode il caso Trovamici, ennesima interrogazione sulla struttura di via Vigna che è stata chiusa oltre sei anni fa [foto Billi]

La vicenda dell'ex Centro Infanzia e Famiglie "Trovamici" di via Vigna, ad Asti, torna a far discutere con la presentazione dell'ennesima interrogazione al sindaco Rasero da parte del consigliere Mario Malandrone (Ambiente Asti). Il documento ripercorre una storia fatta di progetti educativi, promesse amministrative e un degrado che sembra non trovare soluzione trasformando l'edificio in uno dei simboli più evidenti dell'abbandono di spazi pubblici in città.

Inaugurato nel dicembre del 1998, il centro ha rappresentato per oltre vent'anni un pilastro per la zona est della città, fungendo da luogo di incontro, socialità e crescita per centinaia di famiglie. La sua attività non si limitava al semplice intrattenimento ludico, ma offriva servizi specialistici come la psicomotricità, il sostegno alla genitorialità e percorsi specifici dedicati a bambini con disabilità o bisogni educativi speciali. Questo presidio di prossimità è stato essenziale per prevenire l'isolamento sociale in un quartiere complesso, consolidando legami comunitari che oggi sembrano essersi sfilacciati a causa della sua chiusura, avvenuta tra il 2019 e il 2020.

Il destino della struttura è stato segnato da continui cambi di rotta da parte dell'amministrazione comunale. Inizialmente inserito nel progetto PINQuA, l'immobile avrebbe dovuto essere trasformato in un dormitorio maschile, un piano che tuttavia non ha mai trovato finanziamento. Nel marzo del 2022, durante una seduta del Consiglio, la Giunta dichiarò un netto cambio di orientamento, promettendo il ritorno del Trovamici alla sua originaria funzione educativa. In quell'occasione venne stimata una spesa contenuta, tra i 35.000 e i 50.000 euro, per rimettere in sesto l'edificio e restituirlo alla cittadinanza, ma a distanza di oltre tre anni non risultano ancora avviati interventi concreti di recupero.

Il persistere dell'inutilizzo ha generato un inevitabile degrado urbano dell'area esterna e della struttura stessa, provocando costi indiretti per la collettività e una progressiva perdita di valore del patrimonio pubblico. Il "rimpianto" per questo spazio è emerso anche nel 2025, in occasione del dibattito pubblico legato alla mostra "Vite tra le crepe", quando residenti e associazioni hanno denunciato lo stato di abbandono e la nostalgia di un luogo molto frequentato da famiglie e bambini. Per questo il consigliere Malandrone sottolinea come la chiusura sia ancora più paradossale se si considera che i servizi sociali e l'area educativa comunale continuano a segnalare una cronica carenza di spazi per incontri protetti, logopedia e interventi di sostegno ai minori.

Dalla lista Ambiente Asti, tramite l'interrogazione, vengono chieste risposte sulla destinazione d'uso dell'immobile e sulla validità dei progetti annunciati nel 2022. Il consigliere di minoranza interroga l'amministrazione affinché chiarisca l'ammontare aggiornato dei costi necessari per la riapertura e se esistano programmi di sinergia con le istituzioni scolastiche limitrofe. L'interrogazione punta infine a ottenere quello che spera poter diventare un impegno formale: la definizione, entro la fine del 2026, di un cronoprogramma che sancisca una data certa per la restituzione del Trovamici alle famiglie e ai bambini, ponendo fine a una vicenda che si trascina ormai da troppi anni.

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