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Asti e Castelnuovo Don Bosco

17 giorni nelle carceri libiche: si moltiplicano gli appelli per la liberazione di Dina

Gli aggiornamenti: il Procuratore libico ha disposto la continuazione della carcerazione fino alla prossima udienza

17 giorni nelle carceri libiche: si moltiplicano gli appelli per la liberazione di Dina

Con oggi sono 17 giorni che Leonarda “Dina” Alberizia, ex insegnante in pensione residente ad Albugnano, è nelle carceri di Bengasi, in Libia insieme a Domenico Centrone.

Tre giorni fa il Ministero degli Affari esteri ha pubblicato un comunicato in cui ha dato aggiornamenti della loro situazione: il Procuratore libico, davanti al quale sono comparsi, ha disposto la prosecuzione della custodia cautelare fino alla prossima udienza non ancora stabilita. Il Console Generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita ai due italiani.

Entrambi sono attivisti della Global Sumund Flotilla che facevano parte di un grande convoglio di 200 persone e numerosi mezzi di soccorso (case mobili e ambulanze stipati di generi di prima necessità e forniture sanitarie) in viaggia verso Gaza, per portare un po’ di sollievo alla popolazione allo stremo.

Dina faceva parte di una piccola delegazione di attivisti che, dopo giorni di “fermo” del convoglio ai limiti del deserto, si era recata a Bengasi per chiedere l’autorizzazione a proseguire il viaggio verso Gaza. Ma le milizie del generale Haftar li ha arrestati tutti con l’accusa di immigrazione clandestina. Il resto del gruppo è stato fatto rientrare subito in Italia mentre Dina e Domenico sono ancora in carcere. Hanno ricevuto la visita del console italiano Filippo Colombo che ha riferito di averli trovati in buone condizioni ma sicuramente preoccupati per la prolungata detenzione.

Intanto si moltiplicano le mobilitazioni in Italia per chiedere la loro liberazione.

Nei giorni scorsi a Torino una manifestazione con la raccolta di centinaia di firme a cura delle ex colleghe di Dina e la protesta si sposta ora nell’Astigiano.

Sabato 6 giugno, alle 17.30, Rete Welcoming organizza un presidio in piazza San secondo per affermare la vicinanza della rete e dei pacifisti astigiani a Dina. «Welcoming esprime, insieme a tante donne e uomini di Torino e del Piemonte una grande preoccupazione per la situazione di Alberizia – si legge in una nota - Ci uniamo idealmente ma anche con la mobilitazione e le azioni a sostegno, alle ex colleghe di Dina Alberizia – che hanno promosso una raccolta di firme con 700 adesioni in due giorni e hanno chiesto alla Città di Torino e al suo Consiglio comunale di contribuire a tenere accesi i riflettori sul caso, auspicando per quest’ultimo una rapida e positiva soluzione».

Subito dopo il presidio, alle 18.30, al Foyer delle Famiglie di via Milliavacca si terrà la presentazione del libro di Arturo Scotto “Flottilla in viaggio per Gaza”.

E ci sono altri amici di Dina molto preoccupati per la sua sorte.

Sono i suoi compagni di Castelnuovo per la Palestina, un gruppo formato da una quarantina di pacifisti aderente all’associazione internazionale Hafsa e  attivo dalla fine del 2025 che hanno come obiettivo di promuovere la pace nel mondo con obiettivi specifici come quello del sostegno al paese di Sebastia in Cisgiordania e, ovviamente il sostegno a Gaza.

«Sebastia è un paese agricolo proprio come Castelnuovo Don Bosco – spiegano – Conta  circa 3 mila residenti, è famoso per i suoi santi, le sue storie di resistenza e un  sito storico romano.  Sebastia è quotidianamente aggredito dai coloni e dall’esercito IDF che minacciano anche di occupare il sito romano. Attraverso Hafsa participiamo a riunioni mensili con rappresentanti di Sebastia con i quali organizziamo anche regolari chiamate dirette; riceviamo informazioni quotidiane sull’evoluzione sempre in peggio per i cittadini. Abbiamo anche    informazioni dirette sui fabbisogni concreti dei residenti così abbiamo organizzato eventi ed incontri con la comunità castelnovese per diffondere la visibilità d quanto stanno vivendo».  

Con azioni concrete come la bancarella di oggetti di artigianato la cui vendita solidale ha fruttato circa 1700 euro che sono stati inviati al contatto del gruppo a Sebastia per l’acquisto di semi, piantine, bombole di gas e taniche per l’acqua (vedi foto copertina con la partecipazione di Dina).

  Dina è stata fra i promotori dell’evento così a lei è dedicato il pomeriggio di domenica 14 giugno in cui, nella sala consiliare, si terrà lo spettacolo teatrale “Come le mani umide nella farina”, letture e pensieri di donne contro la guerra a cura della sezione Lomellina Maria Maddalena Rossi dell’Anpi.  Seguirà la presentazione del libro “L’ultimo respiro di Gaza”, presentato al Salone del Libro di Torino di quest’anno  con Tariq Alfarra e Naim Abu Saifa. Sempre dalla sala consiliare si terrà un videocollegamento con Sebastia per l’aggiornamento delle condizioni di vita della popolazione. Ingresso ad offerta libera che sarà destinata all’acquisto di beni di prima necessità per la cittadina della Cisgiordania “adottata” dal gruppo castelnovese.

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