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Miravalle (Pd): «Una cena riservata con il sindaco Rasero? Fantasiose ricostruzioni»

Al tavolo, nel relais Le Cattedrali, sarebbero stati presenti anche Marco Goria e Livio Negro, presidente della Fondazione CrAsti. Ma anche loro negano che sia mai avvenuta

Miravalle, Rasero, Goria e Negro

In alto, da sinistra, Michele Miravalle e Maurizio Rasero. Sotto Marco Goria e Livio Negro

Dopo la cena tra gli esponenti del centrodestra astigiano, avvenuta all'Angolo del Beato ad aprile per iniziare a discutere anche delle prossime elezioni comunali (assente il sindaco Maurizio Rasero che non era stato invitato), è un'altra cena, stavolta solo presunta, ad animare il dibattito tra gli schieramenti. Una cena diventata, come nelle migliori spy story, oggetto di pettegolezzi, ricostruzioni nei gruppi WhatsApp, volantini creati con l'intelligenza artificiale e che ha gettato sospetti di “contatti diretti” tra il possibile candidato a sindaco del centrosinistra ed esponente del Pd, Michele Miravalle, e l'attuale sindaco del centrodestra Maurizio Rasero.

Entrambi, secondo la versione che sta rimbalzando in giro, sarebbero andati a mangiare, si dice alle Cattedrali, insieme a Marco Goria. Presente, anche perché è di casa, il proprietario del relais, Livio Negro, oggi presidente della Fondazione Cassa di Risparmio. Sebbene non esistano prove che questa cena sia davvero avvenuta, c'è chi si sarebbe allarmato commentando “il caso” in alcuni gruppi WhatsApp, tanto da obbligare uno dei diretti interessati, Miravalle, a diramare un comunicato stampa per etichettare la storia come «fantasiose ricostruzioni giornalistiche che raccontano di cene riservate con Rasero e che evocano chissà quali complotti». Insomma, nessuna cena, nessun confronto su possibili scenari politici futuri, o presenti, in vista delle elezioni.

Negro: «Ci sono temi ben più concreti»

Livio Negro, interpellato come presunto partecipante all'incontro, risponde andando oltre il caso: «Premesso che non ho preso parte all'incontro richiamato, francamente mi chiedo quale rilievo pubblico possa avere un'occasione privata tra persone che vivono e operano sul territorio. Mi stupisce che si dedichi tanta attenzione a una circostanza del tutto marginale, - continua Negro - quando ci sarebbero temi ben più concreti sui quali concentrare energie e confronto pubblico. Mi piacerebbe che la stessa attenzione fosse rivolta ai progetti per Asti e per il territorio, alle iniziative da costruire, alle proposte per sostenere la crescita economica, sociale e culturale della nostra comunità. È su questo terreno che, personalmente, sono interessato a lavorare e a confrontarmi con tutti».

La locandina, generata da ignoti con l'intelligenza artificiale, che sta alimentando il "caso" della misteriosa cena

Il Pd nelle ultime settimane si è trovato a dover gestire il caso dell'ex consigliere comunale Roberto Vercelli entrato nel CdA della Banca di Asti sotto la guida del presidente/sindaco Maurizio Rasero. Un passaggio dai banchi della minoranza ai vertici dell'istituto di credito che Miravalle, come altri suoi colleghi del Partito Democratico, ha condannato sebbene senza fargli cambiare idea. Vercelli rimane in banca e la coalizione che il centrosinistra astigiano sta cercando di tenere unita ha subìto un primo contraccolpo. Se ci fosse stata una cena tra Miravalle e Rasero avrebbe potuto mettere in ulteriore agitazione i compagni di Miravalle, più verso sinistra che al centro, convinti che con l'attuale sindaco, non più candidabile nel 2027, ma di certo aggregatore di voti, si debba essere alternativi in tutti i luoghi.

«Il Primo maggio, in un faccia a faccia di pochi minuti dopo il corteo dei sindacati, ho ribadito a Maurizio Rasero la necessità di ristabilire l'equilibrio istituzionale, dimettendosi (da sindaco ndr) - continua Miravalle - Rasero mi ha risposto che avrebbe atteso il parere di Banca d'Italia per fare qualsiasi scelta». E ancora: «Segnalo che l'unica cena condivisa con Maurizio Rasero in questi anni risale al 7 luglio 2025, quando insieme alla collega Vittoria Briccarello e ai consiglieri provinciali Andrea Gamba e Simone Nosenzo siamo stati ricevuti al Consolato cinese di Milano. Un contesto tutt'altro che “riservato”. Che siano cene, caffè o dialoghi all'angolo della strada, ho il brutto vizio di dire le stesse cose in pubblico e in privato. So che a qualcuno, più abituato a navigare alla “palude” della politica, potrebbe dare fastidio, ma questo è il mio stile e non intendo cambiarlo».

L'ingresso del relais Le Cattedrali di proprietà di Livio Negro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti

Anche Marco Goria, che sta lavorando su un progetto politico centrista in vista delle comunali, nega che quella cena sia mai avvenuta. «Non ho cenato alle Cattedrali insieme a Rasero, Miravalle e Negro e ritengo che, se Miravalle volesse incontrare qualcuno senza farlo sapere, resterebbe in ufficio e ordinerebbe un delivery». Goria, intanto, conferma che «non sarà candidato a sindaco, almeno ad oggi».

Ebarnabo: «Non ne so nulla»

Dal centrodestra il consigliere regionale Sergio Ebarnabo di Fratelli d'Italia afferma «di non aver sentito nulla a proposito di questa cena» e neanche della locandina, creata dall'I.A., dove la satira fa la sua parte lasciando intendere che il centrodestra e il centrosinistra astigiano non avrebbero ancora definito un candidato a sindaco perché, tra le varie opzioni, sarebbero proprio Livio Negro e Maurizio Rasero a doverli decidere (riconoscendo loro un potere decisionale e politico quasi assoluto). «Ma noi siamo ancora della vecchia scuola - risponde Ebarnabo - In Piemonte ci sono cinque città che vanno al voto (Asti, Alessandria, Novara, Cuneo, Torino) e a Roma si deciderà a quale partito della coalizione spetta indicare il candidato. Una volta stabilito il partito, questo metterà sul tavolo due o tre nomi e si farà poi un sondaggio».

Insomma, ci sono ancora troppi fattori in gioco, soprattutto “il fattore umano” di Graham Greene, perché qualche candidato a sindaco, o presunto tale, possa dire alla sua compagine politica: «Indovina chi viene a cena?».

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