Villafranca d'Asti
28 Maggio 2026 13:41:22
L’Asl di Asti le ha chiamate “palestre della memoria” perché non ci sono attrezzi o materassi su cui fare esercizi. Tutto si fa da seduto e i tanti volontari (200 in tutta la provincia) sono “trainer” del cervello. Un successo ogni oltre aspettativa il progetto dell’Asl per una longevità serena e sana che passa anche attraverso la sollecitazione di una attività cerebrale di qualità e, soprattutto, alla socialità che gli appuntamenti settimanali comportano. Soprattutto per persone che spesso sono vedove o sole.
L’appello (come a scuola) e poi gli “agenti di prossimità” distribuiscono i fogli sui quali ci sono esercizi (mica tanto facili) per esercitare l’abilità neurolinguistica di chi ha superato da un po’ l’età della scuola ma non si arrende all’invecchiamento del proprio cervello.
Ogni giovedì mattina, da mesi, la Sala Bordone messa a disposizione dal Comune, ospita fra i 30 e i 40 aderenti alla “palestra della memoria”.

Sono il gruppo più numeroso della provincia e di questo sono tutti orgogliosi. Ad accoglierli i volontari (quasi tutti appartengono anche ad altre associazioni del luogo) che hanno frequentato una giornata di formazione e che cercano, per ogni lezione, di ideare esercizi e giochi che stimolino l’interesse, la curiosità e l’attività del loro straordinario parterre di “scolari”.
Ma la palestra della memoria è molto di più di questo.
In prima fila sono Rita Bechis, Piera Pavan Vandero e Maria Teresa Suriano a raccontarcelo: «Io e Piera siamo amiche da tempo e abbiamo passato entrambe momenti difficili - racconta Rita - Questo appuntamento settimanale è stato utilissimo per aiutarci a non rinchiuderci nei nostri problemi». Piera ha perso il figlio in un incidente in elicottero qualche mese fa e alla palestra della memoria ha trovato un momento di sospensione al suo terribile dolore.
«Io mica sono di qua, ma mi sono seduta la prima volta vicino a loro due - dice Maria Teresa - e siamo diventate amiche. Ora anche fuori dagli appuntamenti del giovedì».
In ultima fila, con il marito, c’è Clotilde Somaglino, una donna di 88 anni che suscita invidia per il corpo agile che ha curato per tutta la vita: «Sono una prof di ginnastica in pensione e ho sempre fatto gli esercizi con i miei studenti. E questo mi ha aiutato ora che sono anziana. Qui alleno anche il cervello, oltre al corpo». Tenendo conto che per 25 anni è stata volontaria in Pro loco.

Fra gli “agenti di prossimità”, così come il direttore Asl Gorgoni chiama i volontari, vi è il dottor Alfredo Molinero, responsabile del gruppo e medico dermatologo in pensione che ha scelto la casa della nonna a Villafranca come residenza: «In un esperimento scientifico su 100 pazienti con conclamata diagnosi di Alzheimer, 4 di loro conducevano una vita normale senza alcuna interferenza della malattia. Erano coloro che per tutta la vita avevano allenato, per lavoro o per passione, il loro cervello e questo stile di vita li aveva preservati dalle conseguenze della malattia neurodegenerativa».
Per questo il direttore Gorgoni, orgogliosissimo di questo progetto, dice al saluto alla classe: «Non avete idea dell’importanza di cosa state facendo, vi state regalando salute e buona qualità della vita».

Indovinelli, oggetti nascosti da ritrovare, ricordi di infanzia, parole da ricordare, il gioco del Sudoku: Franca, volontaria, elenca una parte delle attività che in questi mesi hanno tenuto insieme questa speciale classe. Ma anche l’impegno di loro “facilitatori” che sono stati pionieri di questo progetto e ogni settimana si sono ingegnati per trovare cose divertenti ma al tempo stesso utili. «Ma la soddisfazione è tanta quando li vediamo così impegnati e sappiamo che nascono amicizie che proseguono fuori da qua. Oppure quando qualcuno viene a dirci che ha cominciato a giocare a Sudoku da solo, in casa, per conto suo».
Con l’ultimo incontro della prima stagione tutti sono dispiaciutissimi, vorrebbero continuare anche durante l’estate.

«Se i volontari riescono ad organizzarsi, noi siamo ben contenti di continuare a mettere a disposizione il salone – dice il sindaco di Villafranca Anna Macchia – siamo stati i primi ad aderire e siamo molto soddisfatti di come è andato il primo ciclo di incontri. Li vediamo contenti, soddisfatti, comprendiamo che sia un’azione sociale di grande spessore e consente all’amministrazione di prendere contatto con persone che normalmente non incontriamo e di cui, dunque, non possiamo eventualmente cogliere il momento di fragilità. Dal Comune, poi, tutta la nostra riconoscenza ai volontari che hanno impegnato il loro tempo in questo progetto. Siamo davvero grati a loro».
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