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Lions e Lilt uniti per la prevenzione: donazione all'ambulatorio

I Lions Club storici, artisti e presepisti di Asti donano alla Lilt i fondi raccolti con mostre e iniziative in memoria di Patrizia Nebiolo

Lions e Lilt uniti per la prevenzione: donazione all'ambulatorio

Un aiuto all'ambulatorio per le visite di prevenzione: a questo serviranno i mille euro donati dai Lions Club Storici, Artisti e Presepisti di Asti alla Lilt.

«La somma – ha sottolineato la presidente Lions Elena Binello – è stata raccolta principalmente attraverso due iniziative: una visita guidata alla mostra dedicata a Paolo Conte e una dimostrazione di un depuratore di acqua ad uso domestico, poi con donazioni private di singoli soci siamo arrivati alla cifra finale».

Un'iniziativa lodevole dedicata alla memoria di Patrizia Nebiolo, socia-volontaria Lilt e socia Lions, scomparsa a novembre del 2025: «Mia mamma ci teneva tantissimo a queste due associazioni – ha commentato la figlia, Raffaella Ferrari, presente insieme al papà – e ha sempre fatto moltissimo per divulgare la prevenzione quindi, con questa donazione, si sta mantenendo viva la sua volontà».

Il vicepresidente della Lilt,  Gianni Miroglio, ha ringraziato la presidente Lions Club Storici, Artisti e Presepisti di Asti: «Con questo ennesimo service, utile alle persone del territorio, - ha detto - state contribuendo concretamente alla promozione e alla cultura della prevenzione, pilastro essenziale nella lotta contro le malattie oncologiche».

Miroglio ha poi aggiunto l'intenzione di acquistare, sempre grazie a contributi di donatori, un dermatoscopio elettronico che permette di vedere strutture sotto la superficie cutanea non visibili ad occhio nudo: «Ma prima, visto il costo importante, – ha concluso il vicepresidente Lilt – vogliamo valutarne l'effettiva utilità».

Infine, la volontaria Cristina Gavazza ha ricordato l'amica Patrizia Nebiolo: «Non è facile parlare di lei, – ha esordito – l'ho conosciuta nel 1992 quando entrambe insegnavamo alla scuola media Jona, una persona schietta, che tutti amavano, capace di capire veramente i ragazzi. Era precisa, puntigliosa - ha continuato Cristina Gavazza – poi, quando nel 2011 entrammo entrambe a far parte del progetto Diana (rivolto a chi ha ricevuto una diagnosi di tumore alla mammella), rinsaldammo l'amicizia. Patrizia è sempre stata propositiva, con idee brillanti, con lei abbiamo anche avuto scontri, ma non è mai rimasto rancore perché subito ci si parlava e ci si chiariva, ancora adesso quando allestiamo le bancarelle del laboratorio ci viene in mente il suo amore per la bellezza, per la cura dei particolari e la grande eredità che ci ha lasciato è proprio questa meticolosità nel cercare di fare sempre le cose al nostro meglio».

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