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Arrestata in Libia

Cresce la preoccupazione per Dina, arrestata in Libia: nessuna notizia di lei da due giorni

L'ex insegnante è residente ad Albugnano e fa parte del convoglio di terra della Flotilla per portare aiuti umanitari, case mobili ed ambulanze a Gaza

Dina Alberizia leonarda

Cresce la preoccupazione per Leonarda "Dina" Alberizia, la donna di 67 anni, insegnante in pensione residente ad Albugnano, che da due giorni è stata arrestata dai miliziani libici del generale Haftar alle porte di Sirte.

Dina, attivista della Global Sumud Flotilla, fa parte del convoglio terrestre che, grazie a circa 200 volontari provenienti da tutta Europa, hanno intrapreso la rotta del nord Africa per raggiungere Gaza e portare aiuti umanitari, ambulanze e case mobili per la popolazione allo stremo.

Ma il viaggio si è interrotto in Libia, ai confini fra il Paese orientale e quello occidentale. Fino a domenica i volontari sono rimasti confinati in una zona che lambisce il deserto, nelle tende circondate dai mezzi a protezione.

Domenica Dina insieme ad altri attivisti, in delegazione, è andata a Sirte per ottenere un'autorizzazione a prosguire il viaggio ma è stata arrestata perché ritenuta una immigrata clandestina. Di lei, da domenica, non si sa più nulla.

Sulla sua detenzione interviene anche il Gruppo Uniti si Può del consiglio comunale di Asti insieme ad Alice Ravinale consigliera di AVS del Piemonte: «Chiediamo a tutte le istituzioni locali di tutelare Dina Alberizia: «Chiediamo al presidente della Regione Cirio e al presidente della Provincia Nosenzo di attivarsi urgentemente presso Ministero e Governo perché venga immediatamente liberata e che le istituzioni italiane sostengano le missioni umanitarie, come la Flotilla o il Global Covoy, in cui persone comuni si mettono generosamente in gioco nel nome dell'umanità, facendo ciò che governi complici della violenza infinita di Israele continuano vergognosamente a non fare».

Un appello arriva anche dal Coordinamento Asti Est:«Chiediamo al Sindaco di Albugnano, al Presidente della Provincia di Asti e al Presidente della Regione Piemonte di premere sul governo nazionale perché si attivi ai massimi livelli ed ottenga la liberazione di Dina Alberizia e di tutti gli altri. Con le autorità libiche si parla volentieri, quando si tratta di fornire soldi, navi ed armi per fermare i migranti, si chiudono gli occhi su abusi e torture, si restituisce alla Libia il torturatore Al Masri nonostante sia imputato di crimini di guerra e contro l’umanità….è troppo chiedere alle autorità libiche che restituiscano Dina, l’altro nostro connazionale catturato e tutti gli altri, rei confessi del crimine di solidarietà?».

(In copertina una foto di Dina Alberizia ad un banchetto pro Gaza allestito a Castelnuovo Don Bosco)

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