Natura
25 Maggio 2026 16:21:21
Animali esotici, natura, corpi celesti e laboratori creativi sono gli ingredienti della giornata speciale che il branco del gruppo Asti 1 composto dai lupetti dagli 8 ai 12 anni, ha vissuto domenica 17 maggio all'Astrobioparco di Felizzano.
Gli scout sono sempre alla ricerca di “specialità” ovvero gli ambiti distintivi da cucire sulla camicia scout che rappresentano capacità, impegno e passioni personali. L’attività aveva proprio lo scopo di presentare ai lupetti alcune delle più importanti “specialità” previste dal metodo scout, aiutandoli a conoscerne il significato attraverso giochi, prove e momenti di scoperta. E quale luogo migliore di un parco con oltre 40 specie e più di 200 animali per imparare sul campo?
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Durante la visita guidata, i bambini hanno incontrato nandù, emù, pecore, capre, cavalli, pony, asini, pavoni, papere, tori, suricati, puzzole, conigli, rettili e tanti altri animali che popolano questa piccola oasi immersa nel verde. Ogni incontro è diventato un’occasione per imparare qualcosa di nuovo e per provare sul campo nuove specialità come “amico degli animali” o “amico del bosco”.
Nel pomeriggio l’esperienza si è spostata in laboratorio, dove i lupetti si sono dedicati alla creazione di saponette artigianali. Tutti hanno partecipato con entusiasmo, sperimentando la specialità di "mani abili". La giornata si è poi conclusa con un momento molto speciale: un’intervista sotto le stelle ai gestori del Bioparco, che da anni si prendono cura di questo angolo di
natura.

Le domande dei lupetti sono state tante, curiose e spesso divertenti. Innanzitutto si sono fatti raccontare come e quando è nata l’Oasi. I responsabili hanno spiegato che tutto iniziò nei primi anni Duemila, quando Carlo Monti e sua figlia biologa decisero di creare un piccolo laghetto in un terreno tra Felizzano e Fubine. Con il tempo arrivarono gli alberi, poi gli animali e infine il sogno di trasformare quel luogo in un centro dedicato alla natura, alla scienza e all’astronomia.
Grazie a quella passione nacque il Bioparco, affiancato ora anche da un osservatorio astronomico e da spazi pensati per le scuole e per le famiglie.
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Interessante anche la domanda sulle numerose tartarughe dalla testa rossa presenti nel laghetto e che avevano attirato l’attenzione dei lupetti. I gestori hanno spiegato che molte di loro sono state abbandonate da privati: spesso comprate da piccoli come animali “simpatici”, una volta cresciute sono state lasciate nel parco, a volte persino di nascosto.
Queste tartarughe, oltre a non appartenere all’ambiente naturale del luogo, sono una specie invasiva e possono causare seri danni alla biodiversità. È stato uno degli insegnamenti più importanti della giornata: prima di prendere un animale bisogna pensarci bene, non una ma cento volte, perché ogni creatura richiede cura, responsabilità e rispetto.
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