Sociale
25 Maggio 2026 09:32:00
Uno dei garage delle case Atc in viale Pilone
Si è svolto sabato scorso ad Asti, in viale Pilone, un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di oltre trenta persone in rappresentanza delle famiglie residenti nel complesso condominiale numero 139-149 e di rappresentanti delle forze politiche Città Amica, Azione e Partito Popolare del Nord. La vicenda, narrata dagli involontari protagonisti, sembra un film sull’ingiustizia, sul vuoto amministrativo e sull’incomunicabilità, ma film non è.
È, piuttosto, una storia che si trascina dal 2013: contatori non collegati, abitabilità che solleva dubbi, garage non agibili, cancelli automatici non funzionanti, ripartizioni delle spese improbabili: «Abbiamo tentato di tutto per fare chiarezza, - dicono Antonio e Damiana, portavoci delle famiglie residenti – non ci siamo riusciti e ci sentiamo presi in giro». Le due palazzine, edificate poco più di dieci anni fa, avrebbero dovuto essere in classe A++, «peccato però, ad esempio, che il fotovoltaico per riscaldamento e acqua calda, installato da una azienda di cui non si sa nulla, – interviene Roberto Marmo, in rappresentanza di Azione – non è mai stato collegato per mancanza di fondi o di certificazioni».

Secondo quanto emerso durante il confronto, i residenti avrebbero più volte segnalato le numerose problematiche presentando istanze urgenti, ma le risposte da parte dell’ATC, non sarebbero mai arrivate. «La situazione riscontrata oggi – dice Mario Cuniberti di Città Amica e vice presidente dell’Istituto Case Popolari dal 2000 al 2005 – è dovuta anche all’unione, voluta dalla politica, delle tre ATC (Asti Alessandria e Cuneo) e alla conseguente perdita di conoscenza locale. Il problema – ribatte Cuniberti – è politico, la governabilità si deve fare sul territorio con l’ascolto, l’umanità e la buona volontà. Oggi noi siamo qua per appoggiare dei diritti».
«Iniziai ad occuparmi di questa situazione quando la signora Damiana mi interpellò per una ripartizione delle spese non corretta, – sottolinea il geometra Mirko Mondo – A fronte di questo, una delle prime cose notate fu il mancato collegamento, in remoto, dei singoli contatori di acqua ed energia con la conseguente ripartizione delle spese fatta in modo forfettario». Da ciò iniziò un’indagine più approfondita da cui si riscontrò che nemmeno gli impianti fotovoltaici erano mai stati funzionanti tanto che la sirena annessa continua ad andare in allarme e che anche il locale interrato per i posti auto, dove molti condomini pagano regolare affitto e dove si è già verificato un incendio, è inagibile.

«Oltre a questo, anche i cancelli elettrici non sono mai stati collegati e rimanendo sempre aperti, danno libero accesso a chiunque, creando situazioni di pericolo, – continua il geometra Mondo - Ci sono poi problemi di scarico nel locale interrato con tubature in contropendenza che si intasano e richiedono interventi di spurgo che pagano i condomini». Situazioni che si concatenano, che danno origine ad altro, ma non solo: "Si informa l’assemblea che a seguito di un pagamento verso altro stabile ATC per morosità gas, il condominio Pilone è in attesa di ricevere circa 15.000 euro che verranno girocontati a stretto giro" si legge su un verbale di un'assemblea straordinaria del 30 marzo. Soldi che sarebbero ancora da restituire.
L’incontro è stato voluto per rendere pubblica una situazione complicata, affinché tutti i servizi vengano regolarizzati, visto che le trenta famiglie residenti pagano l’affitto per uno stabile A++ e, infine, perché i costi vengano ripartiti meglio. «A nostre spese – informa Antonio – abbiamo anche incaricato una persona esterna per capire la situazione, ma nessuno ha mai risposto».

Dopo l’incontro all’esterno c’è stato un sopralluogo nei garage: qui manca l’allacciamento alla luce, diversi posti auto sono utilizzati come magazzino, per non dire discarica, non ci sono estintori, ma macchie di umidità, perdite, sporcizia, infiltrazioni: «E noi paghiamo l’affitto». Non manca, poi, la presenza di topi e di sconosciuti che stanno rendendo una situazione critica, pericolosa anche dal punto di vista sanitario.
«Quando chiediamo spiegazioni all’ATC – ripetono i portavoce – l’unica cosa che ci rispondono è che sono cose loro e noi non sappiamo davvero più cosa fare». Le richieste, dunque, sono risposte, dialogo e interventi urgenti per quello che dovrebbe essere un diritto scontato e che, invece, sta rovinando il portafoglio e la qualità di vita di trenta famiglie.

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