Cerca

Lutto

Capriglio e l'addio a Carlin Petrini, suo cittadino onorario

Grande il suo impegno per il riconoscimento del Peperone di Capriglio nel paniere di Slow Food

Capriglio e l'addio a Carlin Petrini, suo cittadino onorario

In tanti oggi piangono e ricordano Carlin Petrini, quel visionario che si è battuto per rallentare un mondo lanciato a tutta velocità verso il progresso. 

Fra questi anche un piccolo paese astigiano, Capriglio, dove Carlin è andato più volte in visita nel corso degli ultimi 25 anni. Che poi, è anche un po' casa sua visto che era cittadino onorario del paese.

Un riconoscimento che gli era stato assegnato 25 anni fa dall'amministrazione guidata dall'allora sindaco Gian Barberis per il suo impegno nel riconoscimento del peperone dall'inconfondibile qualità come Presidio Slow Food e del quale parlava anche quando si trovava in qualcuno dei suoi tanti convegni e incontri in giro per il mondo.

L'amministrazione comunale ha espresso cordoglio, a nome di tutta la comunità caprigliese, per la sua scomparsa.

Aveva sempre ben presente quel presidio piccolissimo, di un peperone che ancora oggi nasce da semi che si tramandano di raccolto in raccolto da oltre 200 anni. Soprattutto, Carlin Petrini amava dire che era un presidio femminile, perché storicamente (ma anche ai giorni nostri) erano soprattutto le donne che si occupavano di questa coltivazione, con la pazienza della selezione dei semi, della loro essicazione, della loro semina in primavera e di un primo rinvaso delle piantine prima della messa a dimora con almeno tre mesi di cura e diserbo a mano.  

E Capriglio era stato per anni anche una attiva e collaborativa comunità di Terra Madre, altra "creazione" di Petrini, ospitando per i giorni della manifestazione a Torino, agricoltori che provenivano da tutto il mondo e vivevano e mangiavano a casa di agricoltori del paese.

Per questo motivo, nel 2018, Carlin Petrini scelse proprio il piccolo Comune astigiano per presentare quella sua nuova visione che avrebbe fatto il giro d'Italia. Non più solo un gruppo di produttori “resistenti” che portano avanti coltivazioni di nicchia con metodi che affondano nella tradizione Slow Food chiedeva ai Presidi di diventare Comunità, nel senso più ampio del suo significato. Condivisione, obiettivi comuni, territorio abitato da persone che perpetuano valori di auto aiuto reciproco, educazione del gusto, filiere eque dal punto di vista sociale.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133