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Carcere di Asti

Frattura tra sindacati di polizia penitenziaria e direzione: proclamato lo stato di agitazione

Documento congiunto in cui vengono spiegate le ragioni di tale decisione

Frattura tra sindacati di polizia penitenziaria e direzione: proclamato lo stato di agitazione

Nessuna divisione sindacale fra i rappresentanti della Polizia Penitenziaria della Casa di Reclusione di Asti che hanno firmato un comunicato congiunto per proclamare lo stato di agitazione del personale in servizio alla struttura di Quarto.

Da anni, per una crescente carenza di organico, i rapporti fra sindacati e direzione sono tesi proprio a causa della difficoltà di organizzare il lavoro con sempre meno uomini e donne in servizio e numerose sono state le comunicazioni da parte dei rappresentanti dei lavoratori sulle criticità gravi, sull’assenza di un confronto concreto sulle problematiche segnalate con osservazioni, richieste e proposte per alleggerire e frenare il deterioramento delle condizioni lavorative.

«A tali sollecitazioni – spiegano i sindacati -  ha fatto seguito un atteggiamento di progressiva e ingiustificata chiusura da parte della Direzione, sviluppatosi anche in coerenza con indirizzi e valutazioni provenienti dalla linea di comando dell’Istituto». Poi il caso che ha fatto originare la decisione dello stato di agitazione. Per il 27 di maggio era convocata una riunione relativa proprio all’organizzazione del lavoro e i sindacati avevano chiesto di rinviarla in attesa dell’accordo locale che dovrebbe scaturire dalla definizione del protocollo di intesa distrettuale, un documento territoriale in cui vengono indicate le linee guida di collaborazione fra enti dello stesso ambito.

«Tale richiesta di rinvio – scrivono ancora i sindacati -  non nasceva da una posizione ostruzionistica, bensì dall’esigenza di evitare una trattazione locale priva del necessario quadro di riferimento distrettuale, come già rappresentato in occasione della precedente convocazione che era stata rinviata dalla stessa direzione del carcere di Asti. Quella per il 27 invece no, non è stata rinviata confermando una gestione poco incline al confronto e scarsamente orientata alla ricerca di soluzioni condivise».

Da qui la decisione di proclamare lo stato di agitazione ad oltranza del personale di Polizia Penitenziaria della Casa di Reclusione di Asti, di interrompere ogni relazione sindacale ordinaria fatti salvi i casi di urgenza, emergenza o inderogabile necessità istituzionale, di chiedere un immediato cambio di impostazione gestionale da parte dei vertici dell’Istituto e di ripristinare corrette relazioni sindacali e sollecitare la convocazione urgente di un tavolo di confronto al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria con il coinvolgimento, se necessario della Prefettura».

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