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Lutto

Il ricordo di Carlin Petrini: «Ha costruito un pezzo importante di ciò che oggi sono il Piemonte e la sua eccellenza agricola»

Dal Presidente della Regione Cirio agli amministratori locali, enti e consorzi del territorio, in tanti hanno voluto rendere omaggio al papà di Slow Food

Carlin Petrini a Terra Madre e Salone del Gusto © Marco Del Comune & Oliver Migliore

Carlin Petrini a Terra Madre e Salone del Gusto © Marco Del Comune & Oliver Migliore

Sono tanti i messaggi di cordoglio e le attestazioni di affetto dimostrati verso Carlin Petrini, 76 anni, ideatore di Slow Food, della rete internazionale di Terra Madre e dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche a Pollenzo. Petrini, giornalista, sociologo, gastronomo e scrittore, è deceduto ieri nella sua abitazione di Bra. Un uomo che ha saputo cambiare il modo in cui si parla di cibo, lo si consuma, lo si valorizza fin dal più piccolo dei terreni che rappresenta un bene inestimabile.

«Se ne va un uomo straordinario che ha cambiato la cultura agricola del nostro Paese e del mondo intero - commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio - Innamorato della terra, con la sua intelligenza, la sua visione e la sua capacità di guardare lontano ha insegnato a tutti noi che la sostenibilità e il rispetto della natura sono un atto politico, civico e umano prima che ambientale; che quella contadina non è un’attività, ma una cultura che deve essere giusta e avere dignità ovunque la si pratichi. Pensatore acuto, mai banale, instancabile studioso, curioso del mondo e degli uomini, ha saputo essere uno stimolo prezioso per tutti coloro che ha incontrato sulla strada, e sono stati tantissimi. Per il nostro Piemonte, la sua perdita è ancora più dolorosa, perché con Slow Food, Terra Madre, l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, Petrini ha costruito un pezzo importante di ciò che oggi sono il Piemonte e la sua eccellenza agricola e enogastronomica. Per me, poi, se ne va un caro amico, con il quale ho avuto il piacere e l’onore di confrontarmi molte volte e da cui ho imparato tanto. Grazie Carlin, ci hai reso tutti un po’ migliori e ci mancherai moltissimo».

L’assessore regionale all'Agricoltura e Cibo, Paolo Bongioanni osserva che «fra le tante cose per cui Carlin Petrini ci mancherà e per cui dobbiamo essergli grati, c’è che ha reso patrimonio universale un rapporto con il cibo e la terra iscritto da sempre nel Dna del Piemonte e dei Piemontesi». «Il senso etico dell’atto del cibarsi, - continua - la memoria e la sapienza tramandata dai nostri nonni contadini hanno riscritto la consapevolezza di un cibo buono, pulito e giusto, e da idea controcorrente oggi sono diventati patrimonio universale e condiviso che ha risvegliato la consapevolezza del valore del nostro cibo, delle nostre eccellenze agroalimentari e dei loro produttori».

Il presidente del Consorzio Asti Docg Stefano Ricagno si unisce al cordoglio di molti astigiani che hanno conosciuto e apprezzato l'impegno di Petrini per la valorizzazione delle eccellenze locali. «È stato allo stesso tempo un maestro e un allievo: un maestro nel ricordarci le cose più importanti, le tradizioni che devono essere collegate alla consapevolezza del presente e a una necessaria visione del futuro; e un allievo nella voglia di comprendere le nuove esigenze, le giovani generazioni, l’afflato di un’umanità in cerca di una dimensione nuova, più giusta e di rispetto della nostra “Terra Madre”. Oggi abbiamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, il compito di portare avanti i suoi insegnamenti e le sue testimonianze».

Dalla Fondazione Giovanni Goria di Asti lo ricordano «come amico prezioso» ed evidenziano: «I suoi consigli sono stati preziosi nell'elaborazione di vari nostri progetti orientati sempre più ai temi della sostenibilità e dell'accessibilità. La sua prematura scomparsa rappresenta una grave perdita. Il suo contributo al confronto e al dialogo non andrà perduto».

Il deputato astigiano della Lega, Andrea Giaccone, lo commemora ricordando che «ha rivoluzionato il modo di vedere il cibo e l'agricoltura, il suo messaggio di cibo "buono, pulito e giusto" ha cambiato una narrativa imperante; attraverso Slow Food e il grande network di Terra Madre ha fatto riscoprire e tutelato prodotti tipici che rischiavano di scomparire sotto la spinta dell'omologazione dei gusti e delle produzioni; si è sempre schierato coerentemente per la dignità dei contadini e per la difesa dei territori».

Il sindaco di Costigliole, Enrico Cavallero, affida ai social il suo ricordo: «L’uomo che ha insegnato al mondo intero a difendere la terra, la biodiversità e le nostre radici. Ho avuto modo di incontrarlo e conoscerlo molto bene; di lui il ricordo del suo legame con il nostro territorio che resta indelebile: se oggi a Costigliole custodiamo presidi fondamentali come quello di Slow Food per le nostre eccellenze, come il Peperone quadrato della Motta di Costigliole e il Carciofo del sorì, lo dobbiamo alla sua lungimiranza e alla sua volontà di sostenere i piccoli produttori e le loro eccellenze».

Anche l'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, con il presidente Mariano Rabino e il direttore Bruno Bertero, partecipa al lutto ricordando come Carlin Petrini lascia «un’eredità che continuerà a vivere nei nostri territori di Langhe Monferrato Roero dove ci impegniamo a lavorare su un modello di turismo che sappia mantenere l’autenticità e le persone felici».

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