Politica
22 Maggio 2026 10:25:03
Riceviamo e pubblichiamo
Pare che Livio Negro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, stia per fare votare al Consiglio di indirizzo il prolungamento del suo mandato da 4 a 6 anni. Generalmente prendiamo le voci di corridoio con grande beneficio del dubbio, ma la vicenda Rasero-Negro-banca-fondazione ci ha insegnato che a pensar male si fa peccato ma quasi sempre si indovina. Fino ad oggi si sono verificati tutti gli scenari peggiori che sembravano talmente “grossi” da sembrare materiale da complottismo. Scenari che erano vociferati da mesi, sempre smentiti da tutti i protagonisti, e che poi si sono realizzati puntualmente.
E allora è lecito porsi più di un dubbio: dopo aver assecondato la nomina di Rasero a presidente della Banca, Negro si fa allungare di due anni il mandato ricambiando il favore? Questo prolungamento avverrebbe, guarda caso, sfruttando una norma dell’addendum Acri-Mef per la cui sottoscrizione pare Negro, nei mesi scorsi, avesse fatto una campagna pressante. La campagna fu serrata: la Fondazione sarebbe stata in grave violazione di legge (l'accordo però non era obbligatorio, e infatti nel 2025 si è arrivati ad un accordo col Mef senza sanzioni), Asti sarebbe rimasta una delle due o tre in Italia a non averlo fatto e soprattutto stavano per arrivare sanzioni perché aveva troppe azioni della banca rispetto al suo capitale. Sembrava che fosse una campagna mirata a ottenere il consenso per la vendita della banca, e probabilmente era anche quello. Comunque poco male: se l'operazione è stata temporaneamente bloccata dall’avvento di Rasero in banca, Negro comunque può portare a casa qualcosa: il prolungamento suo mandato. E vedremo poi se dura questa volontà di non vendere.
Negro rimarrebbe a cavallo per due anni in più, Rasero terrebbe le mani in fondazione anche per buona parte della prossima amministrazione del Comune di Asti, blindando così il suo ruolo di top player anche grazie all’elezione del presidente della provincia e alle sue influenze nelle associazioni di categoria. La gravità politica di quello che sta succedendo in questa città è inaudita, eppure personalismi, accumulo di potere, controllo dei nominati come ordinaria amministrazione sembrano aver anestetizzato le coscienze, in primis di quelli che si prestano o assecondano queste operazioni. Stanno mettendo le radici di un potere parapolitico.
I consiglieri
Uniti si può, Ambiente Asti, Verdi
Briccarello, Bosia, Malandrone e Miroglio
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