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Lutto

Addio a Carlin Petrini: il papà di Slow Food che ha cambiato il modo di "consumare" il cibo

È stato una guida per le comunità difendendo i piccoli produttori e le tradizioni locali. Da lui sono nati Terra Madre e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Addio a Carlin Petrini: il visionario di Slow Food che ha cambiato il modo di "consumare" il cibo

Addio a Carlin Petrini: il papà di Slow Food © Marcello Marengo

Il Piemonte e le tante regioni, non solo d'Italia, che l'hanno conosciuto e apprezzato, piangono la scomparsa di Carlo "Carlin" Petrini, 76 anni, ideatore di Slow Food (1986), della rete internazionale di Terra Madre e dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche a Pollenzo (2004). Petrini, giornalista, sociologo, gastronomo e scrittore, è deceduto ieri sera, giovedì, nella sua abitazione di Bra.

Petrini è stato un visionario, un uomo che con il suo lavoro ha saputo offrire alla società una via alternativa al consumismo più sfrenato. Ha promosso, tramite Slow Food, "il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, come parte della ricerca della prosperità e della felicità per l’umanità attuale e futura e per l’intera rete del vivente". L'ha fatto praticando il rispetto verso i produttori, soprattutto i più piccoli, in armonia con l'ambiente e gli ecosistemi rilanciando le tradizioni locali di cui si è fatto portavoce e strenuo difensore. Dalla sua fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4.000 gastronome e gastronomi provenienti da 100 diverse nazioni mentre Terra Madre si è sviluppata in una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti.

Petrini a Nizza Monferrato durante il conferimento del "Gobbo d'Oro"

Molto legato all'Astigiano, Petrini è stato più volte ospite di numerose manifestazioni in tema agricolo e gastronomico volte a sostenere i produttori delle eccellenze locali. Come a Capriglio, dov'era cittadino onorario e dove viene coltivato il peperone presidio di Slow Food, oppure ad Asti dove, nel 2019, era stato insignito del premio Testa d'Aj da parte dell'Associazione Astigiani durante il Bagna Cauda Day.

A Capriglio con i produttori del peperone presidio di Slow Food

Era di casa anche a Nizza Monferrato dove, nel 2012, era stato premiato con il "Gobbo d'Oro" diventando tra i principali sostenitori del cardo gobbo quale prodotto da sostenere e far conoscere, ma è stato più volte anche a Costigliole dove, a Motta, viene coltivato un altro presidio Slow Food, il peperone quadrato.

Ad Asti, durante il Bagna Cauda Day, quando ha ricevuto il premio Testa d'Aj

Petrini «sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia». È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si' (2017), ispirate all'enciclica di Papa Francesco. «Chi semina utopia, raccoglie realtà», amava dire Carlin che sintetizzava così la sua vita, «convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili».

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