Decoro
21 Maggio 2026 14:01:57
Una delle scritte che imbrattono via Cotti Ceres
Basta fare un giro nel cuore del centro storico di Asti, tra via Cotti Ceres e via Solari, per rendersi conto che la «guerra al degrado» annunciata un anno fa dall'amministrazione comunale è, ad oggi, una battaglia con risultati non entusiasmanti. Nonostante le buone intenzioni dell’assessore al Decoro Marco Galvagno e l’attivazione di una “task force” composta da addetti Asp e agenti della polizia municipale, la realtà restituita agli occhi dei cittadini e dei turisti è quella di un città dove gli incivili spadroneggiano.

I muri degli edifici, pubblici e privati, continuano a essere una lavagna a cielo aperto per i "soliti ignoti", dove si stratificano messaggi di ogni tipo in un caos visivo senza giustificazione. Ciò che amareggia profondamente non è solo l'imbrattamento di via Cotti Ceres e via Solari, ma la scarsa manutenzione e rimozione di scritte che risalgono, in certi casi, a nove anni fa. È il caso di una lunga dedica d'amore, tracciata su un muro, che recita: “Sei l’inizio della vita che vorrei! Ti amo”, datata impunemente 18.07.17. Il livello di degrado tocca il fondo con la comparsa di insulti volgari e scritte a sfondo sessuale, spesso di natura omofoba o esplicitamente oscena, che deturpano i vicoli frequentati da residenti e turisti.

Anche gli arredi urbani non vengono risparmiati: i portoni in metallo delle due vie sono sepolti sotto decine di "tag" e firme che rendono le superfici irriconoscibili. È per questo che molti si domandano dove sia finita la squadra di "volenterosi" della task force e quali risultati abbia ottenuto.

Le foto, scattate solo pochi giorni fa, parlano chiaro: via Cotti Ceres e via Solari affondano nell’incuria, ostaggio di vandali che agiscono sapendo di restare impuniti e, soprattutto, sapendo che le loro opere rimarranno lì per anni. Va detto che si tratta di un controllo quasi impossibile perché l'inciviltà è tanta, in crescita, e anche sul fenomeno delle deiezioni canine ci sono attività di contrasto che si devono ripetere con regolarità perché, appena si abbassa la guardia, il problema si ripropone.
Abbiamo chiesto all'assessore Marco Galvagno cosa pensa di fare per garantire una maggiore cura di questi luoghi. «Sono appena passato da via Cotti Ceres e posso dirvi che gli operatori dell'Asp hanno terminato di lavare la strada pochi minuti fa, rimuovendo le deiezioni canine - risponde - La rimozione delle scritte dai muri è però a carico dei privati che devono fare la loro parte. Informalmente abbiamo già sollecitato molti cittadini ad attivarsi dove necessario e ne approfitto per lanciare un nuovo appello: dopo l'estate, se le scritte non saranno rimosse, saremo costretti a far partire ordinanze e sanzioni, anche se si tratta di una decisione spiacevole. Il Comune fa la sua parte, come nel caso del muro del Teatro Alfieri che è stato ripulito. Ci sono sei operatori Asp dedicati e agenti della municipale che controllano e sanzionano chi non rimuove le deiezioni dei cani, ma il senso civico è fondamentale per avere una città più ordinata».
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