Natura
20 Maggio 2026 18:49:34
In occasione della Giornata Mondiale delle Api, celebrata il 20 maggio e istituita dall’Onu per richiamare l’attenzione sull’importanza degli insetti impollinatori, Coldiretti Asti torna a puntare i riflettori sul comparto apistico e sulle sfide che il settore sta affrontando tra cambiamenti climatici, concorrenza estera e tutela della produzione italiana.
Per approfondire il tema, sabato 30 maggio, all'interno del Mercato Contadino di Campagna Amica di corso Alessandria 176 ad Asti, si terrà l’incontro aperto al pubblico “Api, miele e territorio”, una mattinata dedicata all’informazione tecnico-scientifica e nutrizionale, con la partecipazione del medico dietologo Giorgio Calabrese e dei tecnici di Aspromiele.
Secondo i dati riportati da Coldiretti, in Italia il valore economico dell’impollinazione garantita da api e insetti pronubi è stimato in circa 3 miliardi di euro. Il settore conta oltre un milione e mezzo di arnie e circa 77mila apicoltori, confermandosi fondamentale non soltanto per la produzione di miele, ma anche per l’equilibrio ambientale e la qualità delle colture agricole.
«Con tre colture alimentari su quattro che, per resa e qualità, dipendono anche dalle api, è facile comprendere come la loro attività di impollinazione vada ben oltre la produzione di miele» ha sottolineato la presidente di Coldiretti Asti Monica Monticone, ricordando come la presenza delle api rappresenti anche un importante indicatore della salute dell’ambiente.
Le api, infatti, sono indispensabili per numerose produzioni agricole, dalle mele alle pere, passando per fragole, ciliegie, cocomeri e meloni. Basti pensare che una singola ape può visitare fino a 7mila fiori al giorno e che per produrre un chilogrammo di miele sono necessarie circa quattro milioni di esplorazioni floreali.
L’Italia, con oltre 60 varietà di miele, detiene inoltre un primato europeo in termini di biodiversità. La produzione nazionale si aggira intorno ai 31 milioni di chili di miele, mentre il consumo medio italiano resta inferiore rispetto alla media europea.
Accanto al valore ambientale ed economico, cresce anche l’attenzione scientifica verso le proprietà benefiche dei prodotti dell’alveare. Recenti studi hanno infatti evidenziato le proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche di miele, propoli, pappa reale e polline, considerati sempre più alimenti funzionali di supporto anche in ambito nutrizionale e clinico.
A preoccupare il comparto resta però la concorrenza del miele straniero. «Nel 2025 sono entrati in Italia oltre 26 milioni di chili di prodotto estero, spesso di bassa qualità e venduto a prezzi stracciati, con forti ripercussioni sui produttori italiani» ha spiegato il direttore di Coldiretti Asti Giovanni Rosso. Un sostegno importante, secondo Coldiretti, arriva dall’obbligo di etichettatura dell’origine del miele, rafforzato dalla Direttiva Breakfast dell’Unione Europea.
Non mancano poi le criticità legate ai cambiamenti climatici, che negli ultimi anni hanno colpito duramente il settore apistico tra siccità ed eventi meteorologici estremi, causando un forte calo della produzione in diverse regioni italiane.
L’incontro del 30 maggio sarà quindi anche un’occasione per approfondire gli aspetti tecnici dell’apicoltura. Dopo i saluti introduttivi della presidente Monticone e dell’apicoltrice Claudia Roggero, interverranno i tecnici apistici di Aspromiele Ulderica Grassone e Andrea Fissore, che parleranno rispettivamente della presenza della vespa velutina nel territorio astigiano e delle tecniche di contenimento della varroa dopo la fioritura dell’acacia.
A seguire, l’intervento del professor Calabrese dedicato al valore nutrizionale dei prodotti delle api.
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