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In “Asti per la Legalità” il fumetto diventa strumento di cittadinanza attiva per oltre 300 studenti

Al Polo Universitario una mostra realizzata dagli studenti racconta il rispetto delle regole attraverso il linguaggio del fumetto

In “Asti per la Legalità” il fumetto diventa strumento di cittadinanza attiva per oltre 300 studenti

La legalità raccontata attraverso il linguaggio del fumetto, capace di trasformare concetti complessi in immagini chiare, vicine ai ragazzi e al loro modo di comunicare. È stata inaugurata questa mattina al Polo Universitario Astiss  la mostra "Asti per la Legalità", un progetto rivolto agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori che ha unito istituzioni, assessorati e associazionismo in un percorso educativo costruito attorno al tema della legalità.

La mostra, inaugurata alla presenza delle autorità civili e delle forze dell’ordine, nasce con l’obiettivo di promuovere il rispetto delle regole, la responsabilità sociale e la consapevolezza civica attraverso il linguaggio creativo del fumetto e della grafica. A introdurre la presentazione è stato il giornalista Enzo Armando, che ha ringraziato la Prefettura, la Questura, i Carabinieri e la Guardia di Finanza, insieme agli assessori e ai consiglieri regionali coinvolti nel progetto.

Nel suo intervento, il Viceprefetto ha evidenziato come il percorso si basi su quattro pilastri fondamentali: il rispetto delle regole, il contrasto all’illegalità diffusa, la responsabilità individuale e sociale e il valore delle istituzioni. Un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani, chiamati a diventare cittadini consapevoli ancora prima del raggiungimento della maggiore età. «Le scelte giuste iniziano molto prima», è stato il messaggio lanciato agli studenti presenti.

Il progetto ha avuto successo anche grazie alla capacità del fumetto di sintetizzare temi profondi e delicati in immagini immediate. Una modalità comunicativa che permette ai ragazzi non soltanto di apprendere, ma anche di rielaborare e testimoniare visivamente il proprio punto di vista sulla giustizia, sul rispetto e sulla convivenza civile.

Gli assessori Marco Galvagno e Loretta Bologna hanno raccontato la nascita dell’iniziativa, spiegando come l’idea fosse quella di parlare di legalità in modo coinvolgente, evitando approcci troppo teorici o distanti dal mondo giovanile. Da qui la collaborazione con la Scuola del Fumetto, scelta per dimostrare che la legalità può essere raccontata anche attraverso il divertimento e la creatività. «Un concetto – ha sottolineato Bologna – che passa soprattutto dai piccoli gesti quotidiani, dal rispetto delle regole alla tutela dei più deboli, fino alla capacità di rifiutare scorciatoie apparentemente più semplici».

Il progetto "Asti per la legalità" è stato finanziato dal Ministero dell’Interno grazie ad una parte del “Contributo per l’adozione di iniziative per la promozione della legalità e per misure di ristoro, di cui all’articolo 1, comma 589, della legge n. 234 del 30 dicembre 2021” Art. 1 c. 589 L.Art. 1 c. 589 L.30-12-2021 n. 234 - Episodi di intimidazione per l'anno 2024.Al progetto hanno partecipato numerose classi: la 2A, 2C e 3C della scuola Jona; la classe 3 della scuola Best, le classi 3A, 3B, 3C e 4A dell'Istituto Penna e le classi 1 e 2 della scuola San Carlo di Asti.

A coordinare il lavoro è stata Elena Pianta, docente della Scuola del Fumetto di Asti, che ha illustrato il percorso didattico costruito a partire dalla lettura della graphic novel dedicata a Don Puglisi, pubblicata da Renoir.

Accanto all’analisi delle opere, gli studenti hanno poi realizzato elaborati originali, guidati dagli insegnanti e dagli artisti coinvolti nel progetto. Sergio Ponchione ha raccontato l’entusiasmo e la creatività dimostrati dagli studenti dell’Istituto Penna, mentre Paolo Moisello ha spiegato la sfida di affrontare il tema della mafia attraverso il disegno umoristico senza banalizzarne la gravità, scegliendo di rappresentare i mafiosi come “bulletti stupidi” per privarli di quell’aura di potere e fascino che troppo spesso li accompagna nell’immaginario collettivo.

Momento particolarmente intenso è stato il collegamento da Palermo con Marco Sonseri, sceneggiatore delle graphic novel dedicate a Don Puglisi e a Paolo Borsellino. Sonseri ha condiviso con i ragazzi il ritratto disegnato di Don Puglisi, lo stesso che è stato scelto come immagine ufficiale per la locandina dell'evento "Semi di Giustizia", organizzato qualche settimana fa, che ha visto la partecipazione della cittadinanza e il coinvolgimento della Diocesi di AstiHa poi spiegato ai ragazzi il lavoro di squadra tra sceneggiatore e disegnatore, ma soprattutto ha trasmesso il valore umano delle storie raccontate. Parlando di Don Puglisi, ha ricordato come la mafia non abbia realmente vinto, perché il messaggio del sacerdote continua ancora oggi attraverso il Centro Padre Nostro e le persone che ne portano avanti l’eredità educativa.

Ha voluto lasciare anche un messaggio specifico agli studenti: «Il coraggio non coincide con l’assenza di paura, ma con la scelta consapevole di fare la cosa giusta. E ancora, l’invito a leggere sempre perché la lettura rende più consapevoli e capaci di comprendere il mondo.

Verso la chiusura, Fabio Aquilino, uno dei più celebri e celebrati cosplayer italiani, ha invitato gli studenti alla partecipazione ad Asti Comics, manifestazione che durante l'anno ha promosso anche progetti sociali legati all’inclusione e al contrasto del bullismo.

Al termine dell'incontro sono stati inoltre consegnati gli attestati di partecipazione alle classi delle scuole coinvolte.

La mostra, itinerante, continuerà ora il suo percorso sul territorio, per portare il lavoro dei ragazzi con l'obiettivo di dare una testimonianza concreta e visibile di come educazione, cultura e creatività possano diventare strumenti efficaci per costruire una società più consapevole e responsabile.

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