Comunità
18 Maggio 2026 13:04:28
C’è un luogo nascosto nel cuore di Asti tra rose antiche, alberi da frutto secolari e sentieri immersi nel verde. Domenica 17 maggio la delegazione del FAI di Asti ha guidato i visitatori alla scoperta del “Giardino segreto di Arianna”, proprietà della famiglia Comotto dagli anni Cinquanta, aperto eccezionalmente per una visita guidata dedicata alla storia botanica e familiare di questo spazio unico nel cuore del centro cittadino.
Il giardino si sviluppa attorno a due abitazioni storiche nei pressi di corso Torino: una casa ottocentesca di proprietà dei genitori, datata 21 maggio 1871, acquistata negli anni ‘50 e una acquisita negli anni ’70 dalla famiglia Comotto, dove vivono attualmente. Un’oasi verde protetta dalle abitazioni circostanti, a pochi passi da corso Torino, viale dei Partigiani e dal parco Biberach.
Ad anticipare la storia del luogo la mamma Carla e la figlia Arianna a cui è stato intitolato il giardino, entrambe custodi di un patrimonio vegetale costruito negli anni con passione e attenzione alla biodiversità. Tra le piante più preziose spiccano due antichi "Pom Marcon", antica e pregiata varietà di mela autoctona del Monferrato Astigiano, che secondo gli agronomi avrebbero circa 150 anni e risalirebbero agli anni immediatamente successivi alla costruzione della casa ottocentesca. Nonostante il tempo continuano ancora oggi a produrre frutti.
Il giardino ospita anche un grande noce e un ciliegio di un’età intorno ai cinquant’anni, una magnolia grandiflora di oltre settant’anni, ortensie, peonie e soprattutto una straordinaria collezione di rose antiche. Sono circa un centinaio quelle presenti nel percorso visitabile, scelte non solo per la bellezza ma soprattutto per la storia e il ricordo che custodiscono.
«Le rose devono raccontare qualcosa, non possono solo essere esteticamente belle, altrimenti sono "soltanto" rose» spiega la proprietaria. Per questo tra le varietà coltivate compaiono esemplari rarissimi e ricchi di fascino storico: dalla Rosa cinese sanguinea del 1824 alla Banksiae lutea arrivata dalla Cina, passando per varietà francesi dell’Ottocento, rose botaniche e celebri ibridi inglesi di David Austin.
Durante il percorso è stata colta l’occasione per riflettere sugli effetti del cambiamento climatico sui giardini storici. Le estati sempre più calde e siccitose hanno reso indispensabile un sofisticato sistema di irrigazione sotterranea “goccia a goccia”, progettato dal marito della padrona di casa e alimentato da un vecchio pozzo della proprietà. Un intervento necessario per preservare un ecosistema delicato che viene curato senza l’utilizzo di concimi chimici o antiparassitari aggressivi.
Nel giardino trovano spazio anche ricci, coccinelle, lucciole e numerose specie di uccelli, simboli di una biodiversità che la famiglia cerca di proteggere ogni giorno con una gestione naturale e rispettosa dell’ambiente.
Le visite guidate sono partite all’ombra del grande noce, dove i volontari del FAI di Asti hanno accompagnato i partecipanti in un viaggio tra botanica, memoria familiare e storia delle rose in un luogo in cui il tempo sembra fermarsi. A chiudere la piacevole visita un aperitivo con i prodotti di D. Barbero Cioccolateria e Torroneria e del Consorzio del Moscato d’Asti.
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