Cerca

Comunità

Il Giardino "segreto" di Arianna ha aperto le sue porte per una speciale giornata firmata FAI

Un luogo per immergersi nel cuore verde di Asti popolato da rose antiche, alberi secolari e ricordi familiari

Il Giardino di Arianna ha aperto le sue porte per una speciale giornata firmata FAI

C’è un luogo nascosto nel cuore di Asti tra rose antiche, alberi da frutto secolari e sentieri immersi nel verde. Domenica 17 maggio la delegazione del FAI di Asti ha guidato i visitatori alla scoperta del “Giardino segreto di Arianna”, proprietà della famiglia Comotto dagli anni Cinquanta, aperto eccezionalmente per una visita guidata dedicata alla storia botanica e familiare di questo spazio unico nel cuore del centro cittadino.

Il giardino si sviluppa attorno a due abitazioni storiche nei pressi di corso Torino: una casa ottocentesca di proprietà dei genitori, datata 21 maggio 1871, acquistata negli anni ‘50 e una acquisita negli anni ’70 dalla famiglia Comotto, dove vivono attualmente. Un’oasi verde protetta dalle abitazioni circostanti, a pochi passi da corso Torino, viale dei Partigiani e dal parco Biberach.

Ad anticipare la storia del luogo la mamma Carla e la figlia Arianna a cui è stato intitolato il giardino, entrambe custodi di un patrimonio vegetale costruito negli anni con passione e attenzione alla biodiversità. Tra le piante più preziose spiccano due antichi "Pom Marcon", antica e pregiata varietà di mela autoctona del Monferrato Astigiano, che secondo gli agronomi avrebbero circa 150 anni e risalirebbero agli anni immediatamente successivi alla costruzione della casa ottocentesca. Nonostante il tempo continuano ancora oggi a produrre frutti.

Il giardino ospita anche un grande noce e un ciliegio di un’età intorno ai cinquant’anni, una magnolia grandiflora di oltre settant’anni, ortensie, peonie e soprattutto una straordinaria collezione di rose antiche. Sono circa un centinaio quelle presenti nel percorso visitabile, scelte non solo per la bellezza ma soprattutto per la storia e il ricordo che custodiscono.

«Le rose devono raccontare qualcosa, non possono solo essere esteticamente belle, altrimenti sono "soltanto" rose» spiega la proprietaria. Per questo tra le varietà coltivate compaiono esemplari rarissimi e ricchi di fascino storico: dalla Rosa cinese sanguinea del 1824 alla Banksiae lutea arrivata dalla Cina, passando per varietà francesi dell’Ottocento, rose botaniche e celebri ibridi inglesi di David Austin.

Durante il percorso è stata colta l’occasione per riflettere sugli effetti del cambiamento climatico sui giardini storici. Le estati sempre più calde e siccitose hanno reso indispensabile un sofisticato sistema di irrigazione sotterranea “goccia a goccia”, progettato dal marito della padrona di casa e alimentato da un vecchio pozzo della proprietà. Un intervento necessario per preservare un ecosistema delicato che viene curato senza l’utilizzo di concimi chimici o antiparassitari aggressivi.

Nel giardino trovano spazio anche ricci, coccinelle, lucciole e numerose specie di uccelli, simboli di una biodiversità che la famiglia cerca di proteggere ogni giorno con una gestione naturale e rispettosa dell’ambiente.

Le visite guidate sono partite all’ombra del grande noce, dove i volontari del FAI di Asti hanno accompagnato i partecipanti in un viaggio tra botanica, memoria familiare e storia delle rose in un luogo in cui il tempo sembra fermarsi. A chiudere la piacevole visita un aperitivo con i prodotti di D. Barbero Cioccolateria e Torroneria e del Consorzio del Moscato d’Asti.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133