Politica
15 Maggio 2026 08:57:42
A sinistra l'ex consigliere Roberto Vercelli e il nuovo consigliere del Pd Donato Pafundi
Nell'ultimo Consiglio comunale, a seguito delle dimissioni di Roberto Vercelli (Partito Democratico), neo-nominato nel Consiglio di amministrazione della Banca di Asti, ha fatto il suo ingresso il consigliere Donato Pafundi. Le dimissioni di Vercelli sono state accompagnate da una lettera, riportata in aula dal presidente dell'assemblea Federico Garrone, in cui l’ormai ex consigliere comunale dem ha spiegato la volontà di dedicarsi pienamente al nuovo incarico professionale.
«Pur non essendoci incompatibilità dirette tra i due ruoli - ha precisato Vercelli - ritengo importante concentrarmi sul ruolo di consigliere di amministrazione, in particolare in questa fase di grande trasformazione della Banca che ha visto la nomina di un nuovo amministratore delegato e un Consiglio di amministrazione molto rinnovato. Ho davvero molto apprezzato tutti coloro che in questi mesi, senza considerare il mio schieramento politico, mi hanno sollecitato a presentare la candidatura per il CdA della Banca ponendo molta fiducia nelle mie varie esperienze di dirigente bancario - ha aggiunto Vercelli - e mi impegnerò al massimo affinché la citata esperienza possa far crescere e valorizzare ulteriormente la Banca di Asti».
La scelta di Vercelli di non confondere le cariche è stata apprezzata da diversi colleghi, come nel caso del consigliere Massimo Cerruti (M5S) che ha lodato la decisione per evitare interferenze tra il ruolo pubblico e gli interessi legati al mondo bancario. Tuttavia, la surroga ha innescato anche riflessioni più pungenti. I consiglieri Mauro Bosia (Uniti si può) e Mario Malandrone (Ambiente Asti) hanno utilizzato l'esempio di Vercelli per rilanciare una provocazione politica al sindaco Rasero: secondo i due, anche il primo cittadino dovrebbe seguire il suo esempio e dimettersi per il suo ruolo da presidente della Banca, evitando così sovrapposizioni.
Malandrone ha però espresso amarezza per l'addio dell'esponente del Pd, paragonandolo all'ex calciatore del Toro Alessio Cerci che «cambiò squadra, andando all'Atletico Madrid, "per il calcio che conta"». Se non un "tradimento della squadra", di certo una scelta discussa e discutibile, almeno per gli ex compagni dell'opposizione. Di diverso avviso il consigliere Renato Berzano (Fratelli d'Italia), secondo cui le dimissioni di Vercelli non sono legate a una reale incompatibilità tecnica, quanto piuttosto a «un problema politico interno del Pd», che avrebbe osteggiato la sua nomina bancaria mettendolo in difficoltà all'interno del gruppo.
Dopo la convalida della surroga, Donato Pafundi, che alle elezioni di quattro anni fa aveva incassato 137 preferenze, ha preso la parola commosso per il suo ritorno in aula dopo una precedente esperienza. L’accoglienza per il nuovo consigliere è stata unanime, descritto dai colleghi come un uomo «fatto di passione politica, di concretezza e di rapporto quotidiano con la gente». La capogruppo del Pd, Maria Ferlisi, l'ha anche definito un «sindacalista nell'animo» e un profondo conoscitore del territorio.
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