Ambiente
14 Maggio 2026 16:25:20
Tari ad Asti: nessuna diminuzione per quest'anno, ma lievi aumenti per le utenze private [foto di repertorio]
Anche quest'anno gli astigiani proveranno un brivido freddo correre lungo la schiena quando, nelle prossime settimane, riceveranno la bolletta della Tari. Questo perché, nonostante la tassa per lo smaltimento dei rifiuti e la pulizia delle strade sia già una delle più care d'Italia, sono previsti nuovi aumenti, anche se lievi, come emerso in sede di conferma del Piano economico finanziario approvato in Consiglio comunale con i voti favorevoli della maggioranza e contrari dell'opposizione. I costi di gestione della Tari sono stati ufficializzati dall'assessore al Bilancio, Stefania Morra, che ha annunciato una spesa totale di 18.160.041 euro (iva inclusa) comprensivi del bonus sociale, uno sconto del 25% per gli utenti domestici con Isee non superiore a 9.530 euro elevato a 20.000 euro se nella famiglia ci sono almeno quattro figli.
L'aumento delle bollette, rispetto al 2025, sarebbe stato del 3,43%, ma l'effettivo rincaro della Tari è stato calmierato grazie al recupero del sommerso: circa 100.000 mq di superficie tassabile sconosciuta agli uffici fino all'anno scorso e sulla quale si spalmerà il costo totale. «Così arriviamo a un incremento di circa 1,32% nel caso di un nucleo familiare con un componente e una media di 86 mq - ha spiegato Morra - di 0,98% con due componenti su una media di 100 mq; di 0,90% per tre componenti e 106 mq e di 0,82% con quattro componenti e 114 mq». Sulle utenze non domestiche l'aumento della Tari sarà di circa il 2% suddiviso tra le varie tipologie.
Non stupisce, quindi, che la discussione in aula si sia trasformata in un "processo", politico e tecnico, per capire i motivi di questi ennesimi aumenti, rimarcare le criticità nel sistema della raccolta rifiuti, identificare i presunti colpevoli immaginando, per il futuro, ulteriori rincari che continueranno a tartassare gli astigiani.
A sollevare le prime accuse è stato il consigliere del Pd Luciano Sutera che nel suo intervento ha focalizzato l'attenzione su più aspetti: «È tempo che la politica torni a guidare il sistema dei rifiuti, smettendo di essere spettatrice passiva degli algoritmi di Arera e delle esigenze di bilancio della partecipate (Asp e Gaia ndr). Questo Pef 2026 si basa sui costi del 2024, di due anni fa, con inefficienze che arrivano oggi in Consiglio. Non possiamo ridurci a semplici passacarte di quanto trasmesso dal Cbra - ha tuonato - Gli uffici comunali, d’intesa con la politica, devono validare i costi, prima del Pef, sulle singole spese e sui contratti di servizio, anche comprando appositi software. Meglio spendere per il controllo oggi che piangere sulla tariffa domani». E ancora: «Il Comune esprime rappresentanti nei CdA di Asp e Gaia che non possono essere avvocati d’ufficio delle partecipate, ma devono trovare il giusto equilibro tra efficienza aziendale e sostenibilità della tariffa». Da Sutera è stata espressa preoccupazione in vista della gara d'appalto per il servizio, prevista nel 2027: «Sarà validata sui costi storici che approviamo oggi: state ipotizzando le bollette dei nostri figli per i prossimi tre lustri».
A seguire tutti gli altri interventi dei consiglieri di minoranza che hanno sollevato altre criticità le quali, direttamente o meno, incidono sulla Tari. Roberto Migliasso di Asti Oltre ha ricordato «la mancata riscossione della Tari nel corso degli anni che ha creato un ammanco di 13,9 milioni di euro» (393.000 euro solo nel 2025) mentre Gianfranco Miroglio di Europa Verde - I Verdi ha invece sollevato la diminuzione della raccolta differenziata «passata, nel corso del tempo, dal 69,41% al 65%: questo vuol dire che Asti si sta avvicinando a un dato che la esporrà a pensanti sanzioni».
Michele Miravalle del Pd è tornato su quello che considera il fallimento della raccolta verticale dei rifiuti, tramite cassonetti elettronici: «I dati parlano chiaro perché su 15 zone in cui è divisa la città, 7 sono ampiamente sopra la soglia del 20% di rifiuti indesiderati e ciò capita in tutte le zone dove viene fatta la raccolta verticale. Per questo vi chiediamo di sospenderla anche se il calendario sulle nuove attivazioni non è già stato rispettato».
Una Tari, quella che pagano gli astigiani, che il consigliere Mario Malandrone di Ambiente Asti ha definito «un servizio che costa come un bene di lusso, ma con risultati da maglia nera». «Il confronto regionale è umiliante: - ha poi aggiunto - mentre ad Asti una famiglia spende mediamente 469 euro, a Novara ne spende 254, a Cuneo 249 e persino nella complessa Torino si ferma a 377 euro. Perché un cittadino di Asti deve pagare quasi il doppio rispetto a un residente di Cuneo o Novara? La risposta non è nel "migliore servizio", ma in un'inefficienza gestionale cronica».
Se per Massimo Cerruti del Movimento 5 Stelle le promesse del passato non sono state mantenute perché «ci era stato detto che per invertire un trend ci vuole tempo, ma questo è il 9° anno in cui amministrate la città e risultati non se ne vedono», per il consigliere Mauro Bosia di Uniti si può «bisogna predisporre un piano di rientro per eliminare le inefficienze: si è già iniziato a capire dove sta l’inefficienza? Propongo di convocare una commissione congiunta con Gaia e Asp per analizzare la situazione». Per Bosia il problema sarà anche nel prossimo futuro quando, a partire dal 2032, i rifiuti non potranno più andare in discarica, ma finiranno nell'inceneritore e il ruolo di Gaia potrebbe essere rivisto fino, non ha escluso, a una possibile vendita ai privati.
I due consiglieri di maggioranza che hanno preso la parola hanno cercato di ribaltare la situazione e riconsiderare alcuni aspetti emersi nel dibattito. In particolare è stato il consigliere Renato Berzano di Fratelli d'Italia a rispondere a quello che è stato un sottotesto della narrazione principale, vale a dire che se le bollette della Tari aumentano e i costi non scendono, qualcuno ci starebbe comunque guadagnando.
«Non accetto che si tenti di trasmettere l’idea che qualche azione fatta da questa amministrazione sia stata guidata da soggetti terzi, che non sia frutto di una scelta autonoma, ma che ci sia qualcuno che l’abbia eterodiretta nell’interesse di un terzo, guarda caso il socio privato: Iren - ha risposto Berzano che in passato è stato assessore al Bilancio e alle partecipate - I 18 milioni di cui stiamo parlando oggi sono lo stesso importo che c’era nel 2017. Abbiamo tutti le idee un po' confuse e questo è il frutto di una situazione che arriva da anni addietro. Cosa è stato fatto nelle precedenti gestioni per ridurre la tariffa rifiuti? Perché è un problema che riguarda tutti, ma non credo che si risolva accusando uno o l’altro».
Anzi, per Denis Ghiglione de I Giovani Astigiani, «il Comune si è distinto dove poteva fare delle scelte ed è riuscito a ripartire un 3,43% di aumenti totali su aumenti medi del 2,10% perché ha incrementato la platea degli utenti scoprendo 93.000 mq non censiti e 1.088 nuclei famigliari sconosciuti. Questo è il primo modo di riscuotere la Tari».
Alla fine la pratica è stata approvata con scadenze delle tre rate il 30 giugno, 30 settembre e 2 dicembre.
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Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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