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La querelle

San Fedele, la “mezza asfaltatura” di via Ticino finisce nell'ennesima interpellanza

Asfalto a 'patchwork', opposizioni in rivolta e polemiche sulla programmazione dei lavori. Dito puntato contro l'assessore ai Lavori Pubblici Morra

La “mezza asfaltatura” di via Ticino finisce nell'ennesima interpellanza

La “mezza asfaltatura” di via Ticino finisce nell'ennesima interpellanza

Un'interpellanza, comunicati stampa, post su Facebook: la querelle sugli asfalti cittadini, sia quelli effettuati negli ultimi giorni, sia quelli mai realizzati e che difficilmente vedranno la luce per mancanza di fondi, ha scatenato le critiche contro l'operato del Comune e in risposta ad alcune dichiarazioni dell'assessore ai Lavori Pubblici, Stefania Morra. L'interpellanza riguarda la “mezza asfaltatura” fatta in via Ticino, zona San Fedele, dove il risultato è stato definito dal consigliere comunale di Ambiente Asti Mario Malandrone «un intervento parziale e frammentato con il nuovo manto bituminoso - si legge nel documento - che copre solo una parte della carreggiata creando un evidente effetto “patchwork” tra l'asfalto nuovo e quello preesistente, usurato».

«Si osserva inoltre - continua Malandrone - che il nuovo tappeto non si limita a coprire una singola corsia, ma ha parzialmente invaso la corsia opposta, interrompendosi in modo irregolare e lasciando un dislivello longitudinale, una asimmetria sulla carreggiata». Chiedendo all'assessore Morra i motivi di questo intervento parziale, «a fronte di un'ordinanza che prevedeva la chiusura totale dell'intera via per lavori», il consigliere di minoranza chiede «in che misura la crisi internazionale e i rincari del bitume abbiano effettivamente condizionato la pianificazione di questo specifico cantiere, portando alla decisione di asfaltare solo una parte della sede stradale». Ma anche fuori dall'aula consiliare non sono mancate pesanti critiche alle dichiarazioni dell'assessore e, più in generale, allo stato in cui versano numerose strade cittadine o il decoro urbano.

«Sentir dire che oggi “è difficile anche asfaltare una strada” a causa dei rincari e della situazione internazionale suona, onestamente, come una bandiera bianca alzata troppo tardi - commentano dal Coordinamento provinciale di Azione Asti - Nessuno vive fuori dal mondo: sappiamo bene che i costi sono aumentati, ma il punto è un altro: è troppo comodo nascondersi dietro la crisi di oggi per giustificare il nulla di fatto degli ultimi nove anni. Se la città soffre, se il decoro urbano è ai minimi termini e se il traffico è diventato un labirinto quotidiano per chi lavora, non è colpa dei rincari dell'ultimo anno. È il risultato di quasi un decennio senza una visione, senza una programmazione seria, in cui la manutenzione ordinaria è stata trattata come un optional».

Per Mauro Cuniberti, Luigi Fabozzi, Paola Turin e Maurizio Galasso della lista “Città Amica” «le manutenzioni stradali dovrebbero essere opere programmate negli anni del mandato della amministrazione, con fondi impegnati sui relativi capitoli di spesa; eppure, come al solito avviene ad Asti, queste sono opere relegate ai periodi preelettorali che servono generalmente a svuotare il bilancio per mettere in difficoltà la prossima amministrazione la quale troverà le casse impoverite».

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