L'intervento
11 Maggio 2026 18:57:00
A pochi giorni dall'inaugurazione del nuovo corpo di guardia della Prefettura di Asti, per garantire la sicurezza al Palazzo Governativo e a chi lo frequenta, arriva un comunicato del Sap, sindacato autonomo di polizia guidato ad Asti dal segretario provinciale Gianni Faletti.
Dopo una lunga premessa che non mette in dubbio la necessità di dotare la Prefettura di questo moderno presidio di sicurezza dotato di vetri antiproiettile, monitor per il controllo delle immagini e collegamento diretto con la sala operativa, (costato 350 mila euro), il Sap evidenzia alcune criticità.
O, per la verità, una sola e insormontabile: la carenza di agenti in organico alla Questura di Asti.
«Quello che non è stato raccontato ai concittadini astigiani è che, di fatto, i poliziotti da metterci dentro non ci sono. O meglio, ci saranno, ma verranno individuati ed impiegati a discapito di altri servizi istituzionali. Fino a ieri, infatti - prosegue il segretario Faletti - i colleghi impiegati nella vigilanza alla Prefettura, all'interno di un atrio al primo piano del Palazzo, effettuavano servizio nei giorni dal lunedì al venerdì con orario dalle 7 alle 13 e dalle 13 alle 19 e al sabato sul solo turno mattutino con assenza alla domenica e nei festivi. In totale 11 prestazioni di lavoro alla settimana».
E poi passa a fare i conti sui servizi futuri.
«Dall'attivazione del nuovo corpo di guardia - prosegue Faletti - con l'applicazione della turnazione "in quinta" saranno 28 i servizi da coprire. Conti alla mano, mancano all'appello 17 turni alla settimana che moltiplicati per 52 settimane fanno, in un anno, 884 turni di lavoro. Senza considerare i festivi, i giorni di riposo e di ferie di cui dovranno fruire i turnisti fissi. Ecco, quello che non è stato raccontato ai cittadini astigiani è che per coprire questi oltre 884 turni di lavoro saranno destinati poliziotti che attualmente sono impiegati in quasi tutti gli altri uffici della Questura come quelli dedicati all'immigrazione, ai passaporti, alle armi, alla divisione amministrativa, anticrimine e controllo del territorio. Aree, peraltro, che già oggi si trovano in sofferenza e dovranno per forza di cose ridurre ancora il personale. Tutto questo - dice ancora il segretario sap - si tradurrà in ritardi nelle partiche e sportelli chiusi oltre che ridotta presenza sul territorio delle pattuglie e aumento dei tempi di attesa per il rilascio di documenti ed autorizzazioni».
L'appello finale va al Questore di Asti, responsabile della copertura di tutti i servizi aggiuntivi che viene invitata a sollecitare al più presto e con tutti i mezzi a sua disposizione un incremento adeguato di personale «che vada ben oltre le insufficienti risorse che vengono destinate con il contagocce alla sostituzione dei colleghi che a breve saranno porsti in quiescenza o trasferiti».
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