Sociale
09 Maggio 2026 10:59:05
Padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia, a Palermo, il 15 settembre 1993
La figura di Don Pino Puglisi, il sacerdote palermitano ucciso dalla mafia nel 1993 e simbolo dell'impegno civile ed educativo, torna al centro del dibattito politico di Asti. A riportare l'attenzione su un caso che va avanti da oltre due anni e mezzo è una nuova interrogazione comunale del consigliere Mario Malandrone (Ambiente Asti), che riporta all’attenzione della Giunta la questione, ancora irrisolta, dell'intitolazione di uno spazio pubblico alla memoria del martire di Brancaccio, già beato per la Chiesa Cattolica.
L'iniziativa di Ambiente Asti giunge in un momento di particolare: martedì 12 maggio, la Collegiata di San Secondo ospiterà l'evento “Semi di Giustizia”. Promosso da Libera insieme a diverse realtà giovanili e associative del territorio, l'appuntamento si propone come un momento di riflessione collettiva sui temi della legalità, della memoria e dell'educazione civica ricordando proprio la figura religiosa ed educativa del prete palermitano. La partecipazione prevista è ampia, a testimonianza di quanto il valore simbolico di Don Puglisi sia ancora vivo e sentito, specialmente tra le nuove generazioni.
Da anni si discute della possibilità di dedicare una struttura comunale a Padre Puglisi, possibilmente una nuova palestra cittadina. Tuttavia, i ritardi nella costruzione della stessa - quella in origine prevista in via Rosa, zona Viatosto - hanno lasciato la proposta in un limbo burocratico e politico. Nell’interrogazione, Malandrone chiede esplicitamente se l’amministrazione intenda rivalutare l'intitolazione o se, visti i tempi lunghi della palestra, non sia il caso di ipotizzare altri luoghi di analoga importanza.
Tra le alternative proposte figurano la futura palestra (ex palazzetto dello sport) prevista in piazza Cosma Manera oppure gli spazi destinati alle azioni del bando DesTEENazione, luoghi frequentati quotidianamente dai giovani dove la figura di don Puglisi potrebbe fungere da guida valoriale.
Secondo il firmatario dell'interrogazione, l'intitolazione di un luogo pubblico non deve essere intesa come un semplice atto commemorativo, ma come una vera e propria scelta culturale e pedagogica. Dedicare spazi sportivi o aggregativi a chi ha combattuto la cultura mafiosa attraverso l'inclusione sociale e l'educazione significa inviare un messaggio educativo chiaro alla cittadinanza.
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