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All'ex Maternità la presenza di amianto è così consistente «da aver richiesto l’elaborazione di un nuovo piano di bonifica»

Nelle ultime settimane si sono fermate le operazioni di cantiere, ma i lavori di rimozione dell'amianto proseguono. Anche il tetto è molto degradato a causa degli atti vandalici subiti nel corso del tempo

Il cantiere nell'ex Maternità di Asti

All'ex Maternità di via Corridoni la presenza di amianto continua a creare problemi nell'intervento di recupero [foto J.R.]

Operazioni di cantiere ferme da alcune settimane e nuovi problemi per la presenza di amianto nell'edificio. I lavori di ristrutturazioni dell'ex Maternità di Asti, tra via Corridoni e via Duca d'Aosta, continuano a mettere alla prova i tecnici e l'impresa a cui l'Asl di Asti ha affidato il recupero della struttura dove saranno allestiti un Ospedale e una Casa di Comunità, oltre alla Cot, la Centrale operativa territoriale.

Dopo aver sforato i tempi di chiusura del cantiere e dei collaudi già previsti per le opere del Pnrr (31 marzo 2026) a causa di vari problemi riscontrati dopo l'affidamento dei lavori, in primis la scoperta di dover effettuare una maxi bonifica dall'amianto per un costo non previsto di circa 600 mila euro, si pensava che il peggio fosse passato. Per impedire che il recupero dell'edificio potesse essere rinviato, o peggio cancellato, la Regione aveva anche deciso di destinare all'ex Maternità i fondi EU Sviluppo e Coesione (Fsc).

«Ciò per sopperire ai vari imprevisti intervenuti, in primis l’amianto - spiega il direttore generale dell'Asl AT, Giovanni Gorgoni - Quest’ultimo è presente in misura così consistente da aver richiesto l’elaborazione di un nuovo piano di bonifica tuttora in corso. Questa è la ragione per cui nelle ultime settimane si sono fermate le operazioni di cantiere».

«È stata fatta una campionatura statica a tappeto su tutte le strutture: - continua il dottor Gorgoni - le evidenze segnalano che ci sono esigenze di rinforzo. Il tetto è in stato di forte degrado anche a causa di atti vandalici sopravvenuti nel tempo».

Tutte criticità che pesano, ancora una volta, sul cronoprogramma dell'intervento, sebbene dall'Asl fanno sapere che non c'è il rischio che i progetti iniziali sull'ex Maternità possano essere ridotti. «Più volte l’assessore Riboldi e questa Direzione Asl hanno precisato che gli interventi previsti per  realizzare, in una parte dell’immobile ex Maternità, l’Ospedale di Comunità, la Centrale Operativa Territoriale (Cot) e la Casa di Comunità conservavano tutta la loro ratio - aggiunge il direttore generale dell'Asl - L’opera presentava già a settembre 2024, data della stipula del contratto, una complessità, un cronoprogramma e degli imprevisti pesantemente incompatibili con le scadenze del Pnrr».

Ma l'obiettivo, sebbene oggi non sia stata resa nota una data certa di fine lavori, non cambia. «Si prosegue nella realizzazione delle opere necessarie al funzionamento delle future strutture - conclude Gorgoni - Tra queste rientrano le centrali energetiche e tecnologiche, anch’esse finanziate con Fsc, che serviranno a supportare l’intero edificio (inclusa la porzione mai finanziata). La gara per la selezione del fornitore è in fase di esecuzione, l’aggiudicazione è prevista entro giugno».

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