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L'11 luglio torna l'Asti Pride: "Diritti alla Felicità" con BigMama madrina d'eccezione

I dettagli della quarta edizione del Pride cittadino, il percorso e gli eventi di avvicinamento: «Non riceviamo soldi pubblici e non abbiamo chiesto il patrocinio al Comune»

BigMama

La madrina dell'Asti Pride 2026 è la rapper BigMama

Asti si prepara a vivere la quarta edizione del suo Pride, fissata per sabato 11 luglio, un evento che quest'anno assume un valore politico ancora più marcato in un contesto internazionale definito, dagli organizzatori, «di luci e ombre». Durante la presentazione ufficiale avvenuta alla Casa del Popolo, Patrizio Onori, esponente dell'associazione Asti Pride, ha illustrato lo spirito della manifestazione che culminerà nella parata cittadina, sottolineando come la comunità LGBTQI+ stia attraversando un momento di forti tensioni, tra gli avanzamenti normativi europei e «una preoccupante ondata reazionaria che colpisce i diritti già acquisiti».

Il claim scelto per questa edizione, "Diritti alla felicità", racchiude in sé una doppia valenza: da un lato indica il cammino di avanzamento e autodeterminazione della comunità, dall'altro esprime la consapevolezza che la felicità non è un fatto privato, ma un obiettivo concreto raggiungibile solo attraverso un sistema solido di diritti e tutele. Onori ha ribadito che «la felicità deve essere un diritto accessibile e garantito per tutti», citando anche il diritto all'autodeterminazione in ambiti come il fine vita, per sottolineare quanto la mancanza di leggi adeguate crei situazioni di profonda sofferenza.

La rapper BigMama madrina di Asti Pride 2026

La madrina d’eccezione per l'edizione 2026 sarà la rapper BigMama, nome d'arte di Marianna Mammone. Nata ad Avellino nel 2000, l'artista si è imposta come una delle voci più incisive della scena urban italiana grazie a uno stile autobiografico che affronta temi come il body shaming, le discriminazioni e l'identità.

La sua presenza è stata fortemente voluta dagli organizzatori anche per il valore simbolico del suo brano "Luca è gay", presentato al concerto del Primo Maggio, che Onori ha definito «una risposta potente e necessaria a vecchi pregiudizi». Ad affiancarla nel ruolo di "resident star" ci sarà ancora una volta Cristy McBacon, definita «l'anima e la voce della manifestazione sin dal debutto nel 2019».

Il percorso lungo le vie del centro

Il percorso della parata di sabato 11 luglio si snoderà per circa 2,3 chilometri attraverso il centro cittadino. Il ritrovo è previsto per le ore 16 in viale alla Vittoria, nei pressi del Parco della Resistenza, per poi proseguire lungo corso Einaudi, corso Matteotti, via Grassi, via Brofferio e via Cavour.

Il corteo si concluderà in piazza San Secondo intorno alle ore 20 dove si terranno i discorsi finali. Gli organizzatori hanno spiegato di aver scelto questo itinerario, concordato con la Questura, anche per evitare interferenze con il mercato cittadino in piazza Libertà, «prevenendo così possibili strumentalizzazioni e polemiche logistiche».

Gli appuntamenti di avvicinamento ad Asti Pride

Il cammino verso l'11 luglio sarà accompagnato da numerosi appuntamenti di sensibilizzazione e autofinanziamento, a partire dalla cena del 15 maggio organizzata ad Alba dall'associazione Ri(S)volte. Tra gli eventi principali figurano lo spettacolo teatrale di Vladimir Luxuria "Stasera ve le canto" il 18 maggio al Palco 19, la presentazione del libro "Neuroqueer" il 22 maggio al Diavolo Rosso e i laboratori per bambini con "La Principessa Racconta" il 6 giugno a Vaglio Serra.

Il calendario proseguirà con la presentazione di "Amori Queer contro il fascismo" il 19 giugno alla Casa del Popolo e un incontro sull'inclusività organizzato con Amnesty International il 1° luglio, per concludersi il 4 luglio con la cena e l'estrazione della lotteria "Artisti per il Pride".

«Asti Pride non riceve finanziamenti pubblici»

Un aspetto fondamentale ribadito con fermezza da Onori è l'indipendenza finanziaria dell'Asti Pride, «che non riceve alcun tipo di contributo pubblico». «Il budget di circa 6.000 euro necessario per coprire le spese organizzative - ha spiegato - viene raccolto interamente attraverso donazioni dei cittadini tramite le piattaforme Satispay e GoFundMe, la vendita di gadget e i biglietti della lotteria che mette in palio opere di artisti e fotografi locali. Questa scelta rivendica la natura popolare e "dal basso" della manifestazione, costruita senza l'appoggio delle istituzioni locali».

Proprio il rapporto con l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Maurizio Rasero rimane uno dei nodi più critici. Onori ha confermato che non è stato richiesto il patrocinio del Comune, «poiché con l'attuale giunta non esiste alcuna condivisione di obiettivi o valori». La polemica è accesa e l'associazione Asti Pride accusa il Comune di aver sistematicamente ignorato tutte le proposte concrete avanzate negli anni, come l'adesione alla Rete RE.A.DY. per contrastare le discriminazioni.

«A questa amministrazione pare che basti, quando si parla di questioni LGBTQI+, organizzare premi letterari - ha osservato Onori - Ora, ci mancherebbe, vanno bene i premi letterari, ma che questo possa esaurire l'impegno di un'amministrazione in una città come Asti, che sappiamo bene avere delle criticità sul fronte dell'inclusione, è francamente ridicolo. Almeno, secondo il mio parere personale». Anche per questo, sebbene il Pride resti un luogo aperto a tutti, gli organizzatori hanno già fatto sapere che non mancheranno di criticare pubblicamente «chi cercherà una "foto opportunity" elettorale in favore delle migliaia di persone che verranno al Pride, pur avendo magari ostacolato i diritti della comunità LGBTQI+ fino al giorno precedente».

Intanto l'associazione Asti Pride è già al lavoro anche per quello che succederà il prossimo anno, il 26 giugno 2027, quando Torino ospiterà l'Europride, un evento internazionale, che attirerà centinaia di migliaia di persone in Piemonte, dedicato alla visibilità, all’inclusione e ai diritti della comunità LGBTQI+.

[foto Ago]

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