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Il caso

Rasero "sindaco/banchiere" finisce in un'interrogazione parlamentare di Avs: «Concentrazione di poteri e di nomine che riteniamo pericolosa»

Il deputato Marco Grimaldi chiede al Ministro dell'Economia se non ritenga opportuno intervenire mentre si attende il parere sulla nomina della Banca d'Italia

Banca di Asti, i sindacati: «Attenti a perdere un patrimonio di fiducia e rapporti»

La sede della Banca di Asti in piazza Libertà

La nomina del sindaco di Asti, Maurizio Rasero, a presidente della Banca di Asti continua a far discutere a livello locale, ma anche a Roma dove la vicenda è ufficialmente entrata in Parlamento.

Secondo quanto denunciato in un’interrogazione parlamentare depositata il 6 maggio dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Marco Grimaldi, Rasero, nelle duplici funzioni di sindaco e presidente della Provincia (incarico che ha lasciato il giorno stesso della nomina ai vertici della Banca) avrebbe avuto la strada spianata per ottenere l'ultimo prestigioso incarico nell'Istituto di credito grazie alle nomine fatte in precedenza nel Consiglio di Indirizzo della Fondazione e, a cascata, nel Consiglio di Amministrazione.

«Per il ruolo di Presidente della Banca la Fondazione di Asti, quale primo azionista, propone la nomina proprio del sindaco e presidente della Provincia Maurizio Rasero, - scrive l'onorevole Grimaldi - cioè proprio di colui che ha condizionato la nomina del Consiglio di Indirizzo e conseguentemente la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Presidente della Fondazione di Asti».

L’onorevole Grimaldi ha chiesto l’intervento del Ministro dell’Economia e delle Finanze, ravvisando in questa operazione una pericolosa «commistione tra istituzioni politiche locali e vertici bancari» ritenendo che, con questa nomina, potrebbero essere stati violati i principi di indipendenza e quelli sulla gestione del conflitto di interessi richiamati dalla normativa europea e nazionale del "fit and proper" (decreto MEF n. 169/2020). Una normativa che prevede, per chi ricopre certi ruoli apicali nelle banche, «onorabilità, professionalità, indipendenza e tempo sufficiente per svolgere l'incarico».

«La scelta di affidare la presidenza della Banca all’attuale sindaco della città - continua il deputato di Avs - configura una concentrazione di poteri e di nomine che riteniamo pericolosa. La commistione tra istituzioni politiche locali e vertici bancari rischia di minare quell’imparzialità necessaria a una gestione sana e trasparente, creando un corto circuito tra chi deve amministrare il territorio e chi deve finanziare le attività che su quel territorio insistono».

Uniti si può: «Un problema di opportunità politica»

A livello locale, i consiglieri Vittoria Briccarello e Mauro Bosia della lista Uniti si può hanno di nuovo espresso una dura condanna, definendo la situazione un «enorme problema politico e istituzionale». In un comunicato stampa, il gruppo ha ribadito che non si tratta di una questione personale contro Rasero, ma di una battaglia per la trasparenza e l'indipendenza delle istituzioni. «Non possiamo accettare che nella stessa persona si concentrino per anni potere politico, potere di nomina e infine anche il vertice del principale istituto bancario del territorio», hanno dichiarato i consiglieri, parlando di un corto circuito «che rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e negli enti che dovrebbero agire nell’interesse della comunità».

Il futuro della governance della Banca di Asti è ora in attesa delle verifiche di idoneità che la Banca d’Italia dovrà effettuare nelle prossime settimane. L'organo di vigilanza sarà chiamato a valutare se il nuovo Consiglio di Amministrazione rispetti i criteri previsti. Nel frattempo, l'opposizione promette battaglia, sostenendo che Asti non abbia bisogno di un «sistema chiuso di potere, ma di istituzioni autonome, credibili e trasparenti».

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