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Mostra
07 Maggio 2026 09:31:17
Alla Pow Gallery, nella chiesa sconsacrata di San Carlo, in via Roma, si inaugura sabato 9 maggio ore 17.30 la mostra personale di Naima “M4donn3 elettriche”, a cura di Alessandro Icardi, con allestimento dell’architetto Alberto Garino.
Le “madonne” evocate dal titolo non rimandano a una dimensione religiosa, ma recuperano l’accezione antica e cortese della parola, riferita alla “mia donna”, alla dama. Figure femminili che affondano le radici nella memoria iconografica della ritrattistica rinascimentale e popolare, per riemergere come apparizioni contemporanee: volti sospesi tra passato e futuro, attraversati da
cromie irreali e tensioni luminose che ne rivelano la natura ibrida.
Elemento centrale della mostra è l’integrazione della realtà aumentata che non si configura come semplice strumento tecnologico ma come estensione dell’opera stessa. Attraverso l’interazione con dispositivi mobili, le immagini si attivano: le figure prendono voce, cantano, comunicano, instaurando un dialogo diretto e intimo con il visitatore. L’atto del guardare si trasforma così in gesto partecipativo, capace di oltrepassare i confini della visione tradizionale.
Le opere diventano quindi reliquie visive e avatar, icone e interfacce, presenze che non chiedono contemplazione passiva ma attenzione attiva. In questo processo il quadro perde la sua staticità e si apre a una dimensione performativa, in cui immagine, suono e tecnologia convergono.
La ricerca di Naima (nome d’arte di Silvia Carbotti, classe 1980), artista visiva e musicista torinese di adozione, si inserisce nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra umano e artificiale interrogando i concetti di identità, memoria e bellezza sintetica. I suoi volti, al contempo familiari e perturbanti, riflettono una sensibilità diffusa nell’era digitale, in cui l’immagine non è più solo
rappresentazione ma diventa segnale, attivazione, esperienza.
Il suo lavoro intreccia riferimenti alla ritrattistica antica con processi di generazione basati sull’intelligenza artificiale, dando origine a presenze enigmatiche: volti familiari ma non del tutto riconoscibili, eleganti e al tempo stesso perturbanti. In alcuni progetti, queste figure si attivano anche sul piano sonoro, acquisendo una voce che emerge nell’incontro con il pubblico.
La mostra sarà visitabile fino al 31 maggio nei week-end e su appuntamento al 335 5350025.

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