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Famiglie costrette in una sola stanza<br/>«Serve una sistemazione dignitosa»

Famiglie costrette in una sola stanza<br/>«Serve una sistemazione dignitosa»

«Trovare al più presto una nuova sistemazione, adeguata e dignitosa, per le famiglie che da troppo tempo vivono nella struttura, creata per l'emergenza abitativa, all'interno della Casa di

«Trovare al più presto una nuova sistemazione, adeguata e dignitosa, per le famiglie che da troppo tempo vivono nella struttura, creata per l'emergenza abitativa, all'interno della Casa di Riposo della città.» E' l'appello rivolto al sindaco Fabrizio Brignolo dal consigliere comunale Maurizio Cadeddu (Indipendente), che ha richiamato l'attenzione sulle condizioni di vita di queste persone. Insieme abbiamo fatto un sopralluogo sul posto, incontrando i diretti interessati. Nello specifico, sono undici le persone, tra adulti e bambini, che vivono lì in condizioni di disagio. Si tratta di famiglie sia italiane sia straniere, di origine marocchina.

Alcuni componenti di questi nuclei familiari hanno un lavoro part ?time o saltuario, altri sono disoccupati. Tante le problematiche che ci hanno segnalato, a seguito di una permanenza che, in alcuni casi, si protrae da circa un anno. In primo luogo, la carenza di spazi, per quanto riguarda «sia la cucina, dov'è possibile cuocere i pasti solo su alcune piastre e lavare i panni in un'unica lavatrice, sia i bagni in comune.» «Non ci sono orari per mangiare - riferiscono alcuni di loro - e i bambini sono obbligati a fare la doccia e ad usare gli stessi servizi igienici degli adulti. Inoltre, specie i più piccoli sono spesso malati per la ristrettezza degli spazi. Ogni famiglia vive, infatti, in un'unica stanza, quella per dormire, che assolve a tutte o quasi le funzioni domestiche, tra cui quella per il consumo dei pasti. » Ragione per cui una mamma lamenta, tra l'altro, «le difficoltà di studio e apprendimento della figlia, segnalate anche dalla scuola.»

A complicare ulteriormente la delicata situazione sono le differenze culturali, dovute alla presenza di etnie e quindi di esigenze diverse. Come pure i problemi di carattere strutturale e igienico. «Dalle piastrelle rotte - sottolineano alcune persone - poi stuccate da uno di noi e che avevano procurato un taglio sul mento a una bimba, finita perciò al pronto soccorso, all'avvistamento di topi lungo il tratto su cui si affacciano le finestre della struttura o la caduta occasionale, dai piani superiori, di pannoloni usati, gettati da anziani incapaci di intendere e volere. Anziani che i bimbi sentono spesso gridare di notte, spaventandosi.»

Quindi, Cadeddu ricorda: «Un anno fa, avevo segnalato la situazione al sindaco, facendolo venire sul posto, perché si rendesse conto di persona. Attualmente però queste famiglie continuano a vivere lì, alcune da due anni.» Al loro disagio si somma ora anche “la rabbia e il senso di presa in giro” per lo scandalo che di recente ha investito l'ex direttore Pierino Santoro dell'Atc (Agenzia territoriale per la casa, ndr) e che secondo alcuni abitanti della struttura «ha ricadute anche sul proprio destino.» Al riguardo, Cadeddu aggiunge: «In Praia dovevano essere ultimati degli alloggi popolari entro il 2013, come riportano i relativi cartelli in zona. Cosa che non è avvenuta. »

Interpellato sulla sistemazione di queste famiglie, il sindaco ha dichiarato: «Che si tratti di una situazione in sofferenza è evidente. Doveva essere, infatti, una struttura transitoria. Quest'ultima è stata un'invenzione della precedente amministrazione e non ha mai funzionato, essendo nata in maniera infelice. Purtroppo, la difficoltà di trovare soluzione alternative, allunga i tempi di permanenza lì. Il problema è che la crisi e le situazioni di emergenza aumentano. Sicuramente, ci diamo l'obiettivo di superare questa struttura inadatta. Non siamo però in grado di garantire a queste famiglie tempistiche veloci per l'assegnazione di alloggi, dato che quelli disponibili nell'ambito dell'Atc sono piccoli per questi nuclei familiari numerosi, cui per legge non possiamo assegnare abitazioni dalle dimensioni troppo ridotte.»

Manuela Zoccola
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