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«Rivisti i trasferimenti per evitare il dissesto»<br/>Fiorio sulle nuove norme tra Stato e Provincia

«Rivisti i trasferimenti per evitare il dissesto»<br/>Fiorio sulle nuove norme tra Stato e Provincia

«Revisione dei tagli alle province piemontesi: arriva dalla Legge sui pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni una norma che prevede la rimodulazione dei trasferimenti economici dallo Stato alle

«Revisione dei tagli alle province piemontesi: arriva dalla Legge sui pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni una norma che prevede la rimodulazione dei trasferimenti economici dallo Stato alle amministrazioni provinciali». A rendere noto l’importante novità economia che riguarderà anche l’Astigiano è l’onorevole Massimo Fiorio (parlamentare PD di Asti) che recentemente è stato nominato vice presidente della Commissione Agricoltura alla Camera. La revisione è stata approvata la scorsa settimana e si tratta indubbiamente di una boccata d’ossigeno per i bilanci delle amministrazioni provinciali.

«Questo provvedimento intende porre rimedio ad una situazione paradossale che si era venuta a creare a causa della ‘Spending rewiew’ che penalizzava le province con maggiori funzioni delegate. Tale problema era stato subito sollevato con una interpellanza urgente che avevo presentato nelle scorse settimane. La riduzione dei trasferimenti alle province – continua Massimo Fiorio – stava creando, in particolare in Piemonte, una situazione di dissesto finanziario degli stessi enti e conseguentemente la corretta erogazione dei servizi ai cittadini ed alle imprese (come trasporto pubblico, formazione professionale, manutenzione di immobili pubblici, tra cui le scuole e le infrastrutture stradali), la regolare remunerazione del personale dipendente, oltre a provocare lo stop a lavori già programmati per la messa in sicurezza di strade ed edifici».

La novità potrebbe aver salvato le province da un possibile dissesto finanziario. «La norma approvata – aggiunge Fiorio – affronta i temi sollevati dall’interpellanza che chiedeva di assumere provvedimenti urgenti in grado di evitare il dissesto finanziario delle province, valorizzando al tempo stesso le virtuosità e le differenti vocazioni degli enti e rimodulando i tagli economici tenendo conto della iniqua penalizzazione ricaduta su alcune regioni».
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