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I ristoranti cucinano e le autorità<br/>servono le famiglie in difficoltà

I ristoranti cucinano e le autorità<br/>servono le famiglie in difficoltà

I ristoratori cucineranno, volontari e autorità lavoreranno come camerieri mentre sedute a tavola ci saranno 600 persone che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica. Succederà

I ristoratori cucineranno, volontari e autorità lavoreranno come camerieri mentre sedute a tavola ci saranno 600 persone che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica. Succederà lunedì 23 giugno all'Enofila, il centro fieristico di corso Felice Cavallotti che ospiterà la prima edizione del "Pranzo della solidarietà".

L'idea nasce dalla sinergia e dalla comunione d'intenti tra Diocesi, Opera Pia Milliavacca, Assessorato comunale ai Servizi sociali, Associazione Albergatori e Ristoratori (Ascom Confcommercio) e Camera di Commercio. «Abbiamo colto con entusiasmo la proposta della Diocesi e del Comune», ha esordito il presidente della Camera di Commercio, Mario Sacco, nella conferenza stampa di presentazione dell'evento. «La solidarietà - ha proseguito - è un valore universale, che siamo chiamati a testimoniare sia come persone che come imprese».

«L'iniziativa - ha aggiunto don Carlo Rampone, responsabile della Pastorale giovanile della Diocesi - è la tappa di un percorso a favore delle persone in difficoltà economica. Tappa che segue il Pranzo di fraternità, da dieci anni organizzato dall'Opera Pia Milliavacca il giorno di Pasqua, e anticipa l'iniziativa dei "Ristoranti solidali" che partirà il prossimo autunno, di cui però abbiamo assistitito ad una "anteprima" in occasione dell'Epifania». «Riguardo all'evento di lunedì - prosegue - gli ospiti saranno segnalati da Caritas, Società San Vincenzo De Paoli e Suore della Mensa sociale di corso Genova. L'obiettivo è dare spazio alle famiglie, per fornire un segnale di sostegno a questa realtà in difficoltà».

I ristoratori aderenti hanno ideato il menu che cucineranno personalmente, mentre i camerieri, come accennato, saranno al massimo 80, tra volontari (circa 60), autorità, dirigenti e rappresentanti delle associazioni economiche, culturali e del volontariato cittadino (insieme a loro anche il vescovo Francesco Ravinale) che indosseranno, come divisa, la maglietta appositamente realizzata dalla CrAsti. Inoltre l'associazione "L'Arte del Sorriso" si occuperà di intrattenere i bimbi che parteciperanno al pranzo con i genitori. «Questa iniziativa - ha commentato l'assessore comunale PieroVercelli - non si fa per avere visibilità, ma per aiutare chi, in questo periodo, è in forte difficoltà. In futuro metteremo in piedi altre iniziative per dare un po' di sollievo a tante famiglie astigiane che vivono sulla propria pelle le conseguenze della crisi economica».

Forte l'impegno dell'Associazione Albergatori e ristoratori. «Nonostante il momento delicato che sta interessando da tempo il nostro settore - ha affermato il presidente, Luca Mogliotti - abbiamo deciso di prendere parte all'iniziativa, cucinando per 600 persone con la massima disponibilità e un sorriso sul viso. Inoltre abbiamo chiesto a tutti gli associati di offrire, dal prossimo autunno, un pasto al mese a chi è in difficoltà. La nostra non è un'iniziativa di facciata: conosciamo bene i risvolti della crisi e vogliamo provare a fare la nostra parte».

Oltre agli organizzatori, che si spartiranno tutti gli aspetti logistici e operativi, interverranno numerose altre associazioni a dare il proprio contributo al pranzo del 23 giugno: Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Unione Industriale, Api Asti, Confcooperative, Consorzio Asti Spumante, Consorzio Tutela Vini d'Asti e del Monferrato, Pro loco di San Marzanotto.

Elisa Ferrando
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