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Don Rampone guiderà<br/>il Seminario alessandrino

Don Rampone guiderà<br/>il Seminario alessandrino

«Porto con me un'esperienza positiva, per quanto riguarda il rapporto sia con i ragazzi sia con il corpo docenti, con cui è nata una condivisione sul modo di vedere la scuola e le attività

«Porto con me un'esperienza positiva, per quanto riguarda il rapporto sia con i ragazzi sia con il corpo docenti, con cui è nata una condivisione sul modo di vedere la scuola e le attività extrascolastiche degli studenti. Un'esperienza che mi ha trasmesso entusiasmo e serietà di cammino. Ho trovato inoltre un ambiente umanamente disponibile e accogliente. Lascio quindi belle relazioni». Così don Carlo Rampone saluta il liceo classico "Alfieri", dove ha insegnato Religione dal 2001 fino alla fine dell'anno didattico da poco concluso. Dal prossimo settembre, infatti, rivestirà l'incarico di rettore del seminario interdiocesano (riguardante cioè le diocesi di Asti, Alessandria, Acqui Terme, Tortona e Casale Monferrato) intitolato alla Beata Maria Vergine del Cenacolo, che si trova in località Betania di Valmadonna, nell'Alessandrino.

In vista del nuovo incarico, don Rampone ha preso un anno di aspettativa, in previsione però della cessazione definitiva dell'attività di insegnante, che per tempistiche non è stato possibile richiedere subito. «E' difficile che torni a dedicarmi all'insegnamento ? afferma ? proprio per la complessità del futuro incarico, che avrà durata quinquennale e che potrebbe essere rinnovato. Inoltre, in un futuro più lontano, potrei avere un compito in una parrocchia o comunque in ambito diocesano. L'esperienza imminente non sarà nuovissima, perché da tre anni sono già vice rettore del seminario interdiocesano. Quindi, mi inserirò nella linea della continuità rispetto al rettore uscente, monsignor Marco Daniele, nominato parroco di Casteggio, nella diocesi di Tortona. Sarà invece nuova, per me, la responsabilità piena verso la vita comunitaria, che conterà 15 seminaristi per i corsi teologici, più 7 ragazzi della comunità propedeutica a Torino, in vista del loro ingresso, dopo un anno, nel seminario interdiocesano».

In attesa di conoscere chi sarà chiamato a sostituire al Classico don Rampone, quest'ultimo parla del rapporto maturato con i giovani: «Ho imparato molto da loro», sostiene. «Citando Sant'Agostino, il miglior modo per imparare è insegnare. Ho incontrato ragazzi motivati, fondati nella fede e nella preghiera, nei valori e nei principi cristiani, con una certa curiosità intellettuale e disponibilità all'ascolto. Con loro ho e ho avuto un buon feeling, forse per lo stesso linguaggio, non tanto di parole, quanto di modi di essere. Il rapporto con i giovani, che danno molta importanza al primo impatto, all'empatia e che non sono mai scontati, deve avere un po' di elasticità. In quest'ottica, è fondamentale la dinamica del coinvolgimento e dell'ascolto. In particolare, l'importanza di insegnare loro religione consiste nel recuperare uno sguardo di fede, che si sta un po' perdendo, andando oltre ciò che si vede e richiamando ad una trasversalità di valori, che va al di là della stessa fede».

Don Rampone si sofferma anche su come sono cambiati negli anni i giovani e sulle loro problematiche principali: «Da un lato possiedono una virtualità molto spiccata, grazie alle nuove tecnologie, dall'altro faticano di più nelle relazioni reali, per il cui recupero servono confronti con le debolezze sociali e umane. Quanto alle criticità, ho visto parecchie sofferenze nel mondo familiare, per cui i ragazzi chiedono agli adulti punti di riferimento». Se l'attività di insegnante, intrapresa nel '97 all'Istituto "Artom" sembra destinata a concludersi, proseguirà invece per don Rampone quella legata alla Pastorale Giovanile della Diocesi locale e di quella regionale di Piemonte e Valle d'Aosta, di cui è a capo rispettivamente dal 2002 e dal 2007 e che sarà uno dei motivi, insieme ad altri impegni diocesani, per cui il sacerdote tornerà ad Asti nei fine settimana.

Manuela Zoccola
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