L'approdo in consiglio comunale del progetto di costruzione di una nuova sede dell'Avis nicese ha portato parecchia vivacità inattesa nella seduta dello scorso giovedì sera. Oggetto del
L'approdo in consiglio comunale del progetto di costruzione di una nuova sede dell'Avis nicese ha portato parecchia vivacità inattesa nella seduta dello scorso giovedì sera. Oggetto del dibattito, la posizione del costruendo edificio, in regione Campolungo, in un terreno di proprietà comunale nei pressi -? ma sul lato opposto di via Don Celi ?- della palestra delle scuole medie. Analoghi borbottii tra i residenti dei dintorni si erano sollevati già, solo pochi giorni fa, al diffondersi della voce della possibile realizzazione di una piazzola per l'elisoccorso, insieme a una nuova sede per la Croce Verde nicese (eventualità remota la prima, progetto in valutazione il secondo, a detta del presidente Bottero).
Al netto delle discussioni animate in sala consiliare, è lo stesso gruppo di residenti a precisare come il malcontento non sia nei confronti dell'Avis o della Croce Verde, realtà legate al volontariato e alla solidarietà. Le criticità, riscontrabili anche con una semplice visita di persona, sono l'assenza di molti marciapiedi, nonostante i lampioni siano doppi proprio per illuminarli; la presenza di aree verdi dalla manutenzione non sempre costante; il fatto che nella zona l'allacciamento ai servizi essenziali sia stato fatto, negli anni, in modo diseguale: c'è ancora chi non è raggiunto dal gas. Inoltre l'area è soggetta ad allagamenti, ma questo è noto fin dalla costruzione delle prime case, progettate di conseguenza. Tutti problemi noti da tempo e che, a quanto pare, attendevano l'occasione per essere portati al centro dell'attenzione.
Il sindaco Flavio Pesce, per approfondire la questione, ha convocato i residenti di regione Campolungo in municipio martedì. «Il progetto di quell'area è partito negli anni ?'90, un periodo di espansione e di maggiori risorse disponibili da parte di tutti -? racconta il primo cittadino -? Che la gestione sia e sarà difficile non lo nego: a monte c'è un sistema complesso. In casi come quello di Campolungo, gli oneri di urbanizzazione non sono sufficienti alla realizzazione di tutti i servizi. Quando a costruire sono i privati, su terreni di proprietà, le eventuali opere di urbanizzazione rimangono a carico del Comune, ovvero della collettività».
Le scelte di Nizza in tema urbanistico in fondo non differiscono da quelle di altre città di pari o superiore dimensione: nuovi quartieri periferici, a spese di privati, a fronte di centri storici che tendono a spopolarsi. «Dal canto nostro possiamo incentivare l'edilizia nel centro storico, che i servizi li ha già, tramite oneri di urbanizzazione molto bassi. Ma l'ultima parola ce l'ha il mercato».
Fulvio Gatti
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