La politica, si sa, è una partita che cambia nelle strategie e nei tempi a seconda delle squadre in campo. E così è stato mercoledì sera, quando il consiglio comunale convocato per discutere il
La politica, si sa, è una partita che cambia nelle strategie e nei tempi a seconda delle squadre in campo. E così è stato mercoledì sera, quando il consiglio comunale convocato per discutere il bilancio ha liquidato la pratica in 90 minuti, senza neppure i tempi supplementari. Le maratone a tirar tardi sino alle 4 di mattina per cavillare su entrate e spese dell'azienda-Comune sono un ricordo. E non poteva essere diversamente, almeno per questa partita: il rinnovamento qualche scotto lo paga.
Bilancio tra i più celeri della storia cittadina quello illustrato con qualche slide da Francesca Balestrieri, neo assessore alla sua prima uscita ufficiale, che pareggia in 12 milioni 234 mila 921 euro e qualche spicciolo. Nelle voci in entrata la parte del leone la fanno gli introiti dei tributi per 9 milioni 729 mila euro. In picchiata i contributi, statali e regionali, che portano nelle casse 640 mila euro. Nel capitolo spese, quelle correnti (stipendi e uscite di gestione) sommano a 8 milioni 933 mila euro. Spulciando si apprende che sul fronte istruzione verranno impiegati 684 mila euro, 181 mila alla cultura, 172 per lo sport mentre la voce turismo ne incamera 278 mila. Cifra di tutto rispetto per l'urbanistica con 1 milione 797 mila euro, 1,5 milioni di euro l'assistenza sociale, 799 mila drenati dalla viabilità e 597 mila dalla polizia locale. Per gli interventi sul patrimonio pubblico sono stati stanziati 802 mila euro: di questi, 135 mila se ne andranno per la manutenzione delle strade e 50 mila sul potenziamento della videosorveglianza.
«E' un bilancio più che mai tecnico -? hanno spiegato Balestrieri e il sindaco Gabusi - dove pesa il patto di stabilità che vincola la capacità di spesa a 893 mila euro. In ogni caso, abbiamo mantenuto in linea con gli anni precedenti le imposte e le tariffe, garantendo il funzionamento adeguato dei servizi». Documento contabile caratterizzato dai «tagli -? ha detto il sindaco ?- non solo ai trasferimenti ma anche dei necessari risparmi interni. Investiremo su manutenzioni del patrimonio e sicurezza, continuando a garantire i servizi».
Il clima di sobrietà non ha impedito, comunque, il comparire di qualche striatura polemica. Come sull'imposta di soggiorno, che la maggioranza ha proposto (e votato). Sarà di 1,5 euro per ogni persona che alloggerà nelle strutture ricettive canellesi (sono 18 per circa 280 posti letto) con un gettito che butterà nelle casse comuni 25 mila euro. «Inopportuna ?- l'ha bollata Alberto Barbero del M5S - soprattutto all'indomani del riconoscimento Unesco. Questo non è un incentivo al turismo, non è la città dell'accoglienza che vogliamo anche perché i 12-13 mila euro che si incasseranno non cambieranno la vita al Comune».
E Simona Bedino, di Canelli Viva, nel bocciare la proposta ha rimarcato come «la tassa di soggiorno deve essere preceduta da un progetto che, ora, non vedo». Risposta di Gabusi: «I progetti li abbiamo costruiti nel tempo, dall'apertura delle cantine storiche alla promozione internazionale sino alle nuove manifestazioni che stanno nascendo con il ruolo centrale che assumerà l'Enoteca nei prossimi mesi. Ed anche 12-13 mila euro non sono pochi, oggi come oggi, che ci aiuteranno a potenziare l'ufficio turistico».
Da segnalare, in apertura, una interrogazione "orale" di Massimiliano Dassaro (M5S) che ha chiesto al sindaco se il Comune era al corrente che «il progetto Atlante Mondiale dei Vitigni è di proprietà dell'architetto Gianmarco Cavagnino». Querelle già emersa in campagna elettorale sulla quale il sindaco ha tagliato corto: «Non è un argomento che riveste carattere d'urgenza, come prevede. Dunque, formulate interrogazione scritta e vi verrà risposto con lo stesso mezzo come previsto dallo statuto».
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