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Sui telefonini i video<br/>dei viaggi della morte

Sui telefonini i video<br/>dei viaggi della morte

Coloro che partono e arrivano sulle nostre coste non sono migranti, sono sopravvissuti. Senza nessun progetto migratorio. Si limitano a scappare e nei loro racconti la morte è sempre presente. «Sono

Coloro che partono e arrivano sulle nostre coste non sono migranti, sono sopravvissuti. Senza nessun progetto migratorio. Si limitano a scappare e nei loro racconti la morte è sempre presente. «Sono video di migranti - racconta Alberto Mossino che del PIAM è il presidente - probabilmente se li passano anche tra loro. Tutto in presa diretta, non è una fiction. Lì dentro c'è tutto, il transito in Libia, i barconi, gli scafisti, il deserto, i morti».

I barconi in Libia, centinaia di persone stipate in piedi su un gommone che non ha nessuna speranza di poter salpare e percorrere anche pochi metri. Se fosse partito sarebbe stata una sicura condanna a morte ma la benzina finisce e gli scafisti rinunciano a partire. Quando scendono si vedono immagini di madri con bambini piccolissimi in braccio. Che quasi mai riescono a superare la traversata. Altro video, il deserto del Niger. I confini geometrici, la sabbia ocra, che raggiunge le temperature dell'inferno e sembra acqua bollente. Le immagini fanno vedere la sabbia. Poi un incidente, banale come può succedere spesso anche a tutti noi. Ma un incidente nel deserto equivale quasi sempre a morte certa. Le immagini filmano, i corpi di uomini e donne morti. Filmati con la pietà di chi sta facendo lo stesso viaggio e che sa che gli potrebbe toccare la stessa sorte la prossima duna.

Poi la guerra civile, un video vietato in Libia. Se te lo trovano su un cellulare o lo diffondi in rete tramite un social network rischi la pena di morte. Ma non lo cancelli perché devono sapere, devono vedere quello che hai visto tu. Una successione infinita di scoppi, spari e cadaveri, appoggiati ai muri o scomposti in mezzo alla strada.
Video in presa diretta, fatti con un telefonino. Senza nessun compiacimento, senza nessun morboso voyerismo, solo con la consapevolezza che bisogna farle vedere quelle immagini. Guardandoli è davvero impossibile continuare a dire che non è un problema nostro. I video completi su http://piamonlus.blogspot.it sezione rifugiati

l.p.
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