Da poche settimane il presidente della Biblioteca Astense è Roberta Bellesini, architetto, attiva nel mondo della cultura con l'associazione Cre[AT]ive. Prende il posto del marito Giorgio Faletti
Da poche settimane il presidente della Biblioteca Astense è Roberta Bellesini, architetto, attiva nel mondo della cultura con l'associazione Cre[AT]ive. Prende il posto del marito Giorgio Faletti ed è la prima presidente donna nella storia di questa istituzione. Quando è stato che il sindaco le ha proposto di ricoprire la carica di presidente? Nella prima settimana di agosto. Fabrizio Brignolo e Massimo Cotto avevano avanzato il mio nome al Consiglio generale della Biblioteca, poi sono venuti a casa mia a farmi sapere che la proposta era stata accolta all'unanimità. Io mi sono presa qualche giorno per pensarci, volevo essere sicura che il mio nome non fosse stato avanzato sull'onda emotiva della scomparsa di Giorgio. E soprattutto non volevo prendere un impegno che non fossi in grado di portare avanti.
Come darà continuità all'impegno di suo marito? Ero già coinvolta durante la presidenza di Giorgio. Lui mi metteva al corrente di quello che succedeva, delle decisioni da prendere. In questo senso sarà naturale proseguire sulla stessa strada. Inoltre, come associazione Cre[AT]ive abbiamo sempre affiancato la biblioteca dando spazio al mercatino dei libri durante Apertura temporanea, o con l'iniziativa "Altovolume". Ora ovviamente il trasloco è il nostro impegno principale e mi occuperò di supervisionare questa fase. Per quanto riguarda il futuro, a Giorgio sarebbe piaciuto organizzare un festival sulla canzone rap: la vedeva come un modo per avvicinarsi al mondo dei giovani, e in fondo i brani rap non sono altro che racconti cantati. La direttrice Donatella Gnetti è d'accordo e il prossimo anno organizzeremo la prima edizione.
In che stato di salute si trova la biblioteca? Lo staff è sufficiente? Nel 2015 dovremo far fronte al pensionamento di alcuni dipendenti, ma al di là di questo ho riscontrato buona volontà ed energie. Uno degli ex dipendenti si è trasformato in volontario, a dimostrare l'attaccamento alla nostra biblioteca. Asti per alcuni mesi dovrà fare a meno della sua biblioteca. Quanto sono rimasti chiusi il teatro e Palazzo Alfieri? Noi agli astigiani chiediamo solo di concederci qualche mese, un po' di pazienza per dimostrare il loro affetto nei nostri confronti. La quantità di lavoro necessario è inimmaginabile, tra l'altro dipendiamo da altri enti come la Regione per completare gli allacciamenti telematici. Inoltre continuiamo a garantire alcuni servizi come il Bibliobus o la lettura dei quotidiani all'Israt, presso Palazzo Ottolenghi.
Che ruolo ricopre una biblioteca nella vita culturale cittadina? Al di là del prestito di libri, la biblioteca è un motore di cultura e un luogo di aggregazione: penso al festival Passepartout, al Premio Asti d'appello. Che spazio si darà ai ragazzi che vengono a studiare? Saranno previste sale per i bambini e altre per ragazzi. Ovviamente chi vorrà studiare potrà continuare a ritrovarsi. In più, nella nuova sede saranno offerti servizi tecnologici che sono sicura attrarranno le fasce di utenti più giovani. Due donne alla guida della Biblioteca Astense. Pochi giorni fa Donatella Gnetti aveva detto che gli astigiani avrebbero imparato a guardarci e dire "attenti a quelle due". Penso che tireremo fuori tutta la nostra grinta e che lavoreremo in sinergia.
e.in.
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