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I temi della sfilata, da Revignano a Villanova

I temi della sfilata, da Revignano a Villanova

REVIGNANOFrazione di Asti, a vocazione agricola, che si traduce, per lo più, nelle coltivazioni di grano e granoturco, conta circa 400 abitanti. Con il paese di Vaglierano, forma l’omonima

REVIGNANO
Frazione di Asti, a vocazione agricola, che si traduce, per lo più, nelle coltivazioni di grano e granoturco, conta circa 400 abitanti. Con il paese di Vaglierano, forma l’omonima Circoscrizione per una quindicina di km. Nella zona di Revignano, durante la guerra, sfollò da bambino Fabrizio de Andrè. Degna di nota la festa patronale di San Giacomo.

Andùma a viè (la veglia nella stalla)
E’ uno dei riti più importanti e diffusi della vita di campagna resistito fino a pochi decenni fa. Si tratta del ritrovo alla sera nella stalla (il luogo più caldo della cascina grazie alla presenza degli animali)  dove la famiglia e spesso i vicini di casa consumavano il loro momento di aggregazione.
C’erano proprio tutti: i più anziani raccontavano favole e storie ai più piccoli che le ascoltavano a bocca aperta. E poi gli adulti che costruivano o riparasavano gli arnesi usati per la coltivazione dei campi, giocavano a carte e bevevano. Le donne di case che filavano la canapa da usare per i corredi e altre che realizzavano ricami e rammendi ai poveri abiti di casa. Le ragazze seppur chine sui loro ricami intente nella realizzazione del loro corredo da sposa non disdegnavano sguardi complici dei giovani in età da moglie.

Zabaglione al Moscato d’Asti 2 euro
Bunèt della nonna 1,50 euro

ROCCHETTA TANARO
Il paese è situato a 107 m s.l.m., sulla destra del Tanaro, con una popolazione di circa 1.450 persone, di cui il primo cittadino è Tersilla Elsa Aliberti. Tra gli edifici caratteristici, la Chiesa di Santa Maria de Flesco, del ‘300, che una leggenda dice costruita dagli Angeli; e i resti del castello. Fiore all’occhiello, il parco naturale della zona.

Rocchetta: il suo fiume, la sua storia
Torna in piazza la vita in paese scandita dallo scorrere del fiume e l’inaugurazione del ponte in legno sul Tanaro. Compare il traghetto a pendolo esistente prima del ponte che collegava la riva destra a quella sinistra; intorno ad esso la vita di lavandaie e pescatori, la raccolta dei giunchi, i giochi in acqua dei bambini e l’arrivo del “tumbarel”, il carro che portava la ghiaia estratta dal fiume.
Al centro della sfilata l’evento storico datato 12 aprile 1874 con l’inaugurazione del ponte in legno sul Tanaro costruito su progetto dell’ingegnere rocchettese Nicola Sardi. Autorità civili, religiose, militari, notabili e comuni cittadini del paese tutti dietro la gigantografia del ponte.

Rustica ai formaggi 2 euro
Friciulin (frittelle) di patate 2 euro

SANTA CATERINA DI ROCCA D’ARAZZO
Sorge in una zona di particolare bellezza paesaggistica, vantando un centro storico degno di essere visitato. Il paese, a 246 m s.l.m., è abitato da circa 970 persone, sotto la guida del sindaco Pierluigi Berta. Qui, si svolgono, nel corso dell’anno, svariate manifestazioni, tra cui la Sagra dell’agnolotto e il premio letterario “Ettore Ottaviano.”

Donne e libertà
Contorni drammatici quelli del tema scelto da Santa Caterina particolarmente curato nell’animazione e nella rappresentazione scenica e teatrale. Si torna alla primavera del 1945 quando, improvvisamente, nella piccola frazione arrivano i tedeschi sbandati e in fuga dall’esercito alleato. Affamati e spaesati sono in cerca di cibo e, per procurarselo sono pronti a qualsiasi violenza sui contadini già provatissimi dai cinque anni di conflitto. A farne le spese le donne e gli anziani, unici rimasti a presidiare cascine e campi dopo che gli uomini sono stati tutti reclutati in guerra oppure hanno disertato per andare ad ingrossare le file della Resistenza partigiana. Ma le donne non hanno meno coraggio dei loro uomini   e riescono a resistere agli agguati dei soldati e a salvare dalla cattura e fucilazione i partigiani nascosti in attesa della fine della guerra.

Agnolotti al sugo di carne 3,80 euro
Antico bodino di Casa Savoia 1,50 euro

SAN DAMIANO
Estendendosi tra Langhe e Monferrato, fino al Roero, si trova a 179 m s.l.m., a 15 km da Asti. Con circa 8.474 abitanti, è tra i Comuni astigiani più popolosi. Il paese è retto dal sindaco Mauro Caliendo. Primeggia la produzione vinicola, affiancata da quella di frutta e ortaggi. Bellezze architettoniche, religiose e non, nel centro storico e dintorni.

La festa d’ San Roc (la festa di San Rocco)
Connotazione prettamente religiosa quella della rievocazione della festa che  vedeva l’avvicendamento dei  rettori. In questa occasione veniva composto un sonetto dedicato al borghigiano che si era particolarmente distinto in opere a favore del borgo e questo stesso sonetto (che ragazzi in sfilata distribuiranno fra il pubblico) veniva donato in cambio di un’offerta che finiva alla chiesa. Messa e poi, trattandosi di festa, appunto, c’erano anche tanti momenti di svaghi e di giochi, dal tiro alla fune al gioco delle bocce, dai tornei a carte ai giochi per i bambini. E poi il rettore che offre la “merenda sinoira” a parroco e borghigiani sulle note di una fisarmonica che accompagnerà i balli fino a tarda serata. Durante il pasto si teneva l’incanto del “paltò” (cappotto)  e poi si tiravano le fave: chi metteva le mani su quella nera vinceva un cappone.

Salsiccia alla Barbera d’Asti 3,20 euro
Canestrelli di San Damiano 1,50 euro

SAN MARZANOTTO
Con diverse centinaia di abitanti (oltre mille in tutta la Circoscrizione con Valle Tanaro), la località si erge a 251 m s.l.m. (a 120 m s.l.m. la Piana). Oggi frazione di Asti, è stata Comune fino al 1929. Degni di nota la chiesa parrocchiale di San Marziano e quella di San Rocco, costruita durante la peste del 1630.

I due San Marziano: quello della chiesa e quello della pentola
E’ forse l’unico posto al mondo dove la festa liturgica del Santo patrono si svolge in data diversa da quella laica, detta “della pentola”. La prima in primavera, la seconda  a novembre. Questo risale ad una secolare controversia che opponeva i vescovi di Asti al consiglio comunale di San Marzanotto. I primi imponevano la festa nel giorno di ricorrenza del Santo, il secondo pretendeva lo spostamento in data più favorevole, quando erano finiti i lavori di campagna. Così la sfilata porta in scena questa curiosa dicotomia. Nella prima parte vi è la festa religiosa, con parroco, chierichetti, Figlie di Maria e la statua di San Marziano portata a spalle dai proprietari terrieri mentre la seconda parte è quella dedicata al pranzo in famiglia, a quello con gli amici all’osteria Da Giacu, al banco di beneficenza.

Polenta arrostita sulla brace con salsiccia e peperonata 3,70 euro
Lardo macinato, insaporito e spalmato sul pane 1,50 euro

SERRAVALLE
E’ una frazione di Asti, da cui non dista molto, che si trova a 147 m s.l.m. Un tempo Comune, oggi, dopo la costruzione di vari complessi residenziali, registra un incremento della propria popolazione, che conta circa 266 abitanti. Caratteristica la presenza di un antico castello, che domina il territorio, contribuendo a rendere attrattiva la zona.

La zucca nella vita: tradizione e cultura contadina
Molto autunnale il tema scelto dalla frazione astigiana che racconta l’importanza della zucca in tempi in cui era importante mettere a frutto anche terreni non molto fertili. Grazie alla sua robustezza, la zucca cresceva ovunque e consentiva di integrare l’alimentazione della famiglia grazie al fatto che si conserva per un lungo periodo. La prima parte della sfilata ripropone la coltivazione della zucca, a partire dalla semina fino alla legatura alle staccionate e al raccolto. Poi si passa al suo utilizzo in cucina e a tavola: dalla minestra di zucca alla torta di zucca e amaretti passando per la zucca in carpione. Curioso anche l’uso delle zucche vuote come caraffe infrangibili in cui servire il vino. Chiude la sfilata il carro sul quale suona l’ancora attiva Banda del Cusi (Banda delle zucche) che, al posto degli strumenti, suona delle zucche vuote.

Tonno di coniglio 4,50 euro
Torta di zucca 1,50 euro

SESSANT
Frazione di Asti, situata a nord ovest, precisamente a 215 m s.l.m., è abitata da circa 140 persone. Domina varie località, dove è possibile passeggiare sia a piedi sia a cavallo. A pochi chilometri, si trova in particolare il Castello Belvedere di Serravalle, nei cui pressi c’è l’omonimo laghetto naturale, dal quale emerge la statua della “Ninetta.”

Quando la campanella dell’asilo suonava a Sessant
Omaggio ai coniugi Pietro Bosia e Irene Garezz che nel 1911 donarono all’allora Comune di Sessant un edificio e i soldi per realizzare un asilo aperto a tutti. La sfilata si apre proprio con la rievocazione del giorno dell’inaugurazione dell’asilo e si dipana con la vita dei piccoli gestiti dalle suore. Così la suora economa registra la retta per ogni bambino (quelli provenienti da famiglie più povere lo frequentavano gratis) e poi visita tutti i piccoli accompagnati dalle mamme preoccupate. La passeggiata con le suore e l’ora della ricreazioni rappresentano due momenti cruciali della vita dell’asilo che, però, è aperto anche alle “figlie del laboratorio”, le ragazze che andavano ad imparare dalle suore a cucire e ricamare. Intorno la vita del paese con la coltivazione dei bachi da seta, la raccolta di gelso, ginepro e canne e le altre fasi dell’allevamento dei bachi.

Carne cruda all’Astigiana 3,60 euro
Torta di ricotta 1,50 euro

VALENZANI
Divisa tra ben 5 Comuni astigiani, la località fa parte del territorio frazionale di Asti, formando con Quarto la Circoscrizione che si estende per 18 km a est. Circondato da boschi, l’abitato conta circa 400 persone. Tra gli edifici caratteristici, la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio. Una delle specialità gastronomiche locali la frittura di pesce.

Festa di Sant’Antonio con carità e caritin
La chiesa della frazione di Valenzani è intitolata a Sant’Antonio che si festeggia il 17 gennaio. Nei giorni precedenti le massaie di tutte le case preparavano l’impasto per realizzare caritin e carità, due dolci semplici a base di farina, uova e zucchero da portare alla festa e venivano poi portati a cuocere nel forno del panettiere. Il giorno della festa, dopo la messa e la processione con la statua del Santo, sulla piazza i caritin venivano distribuiti a tutti i presenti mentre le carità venivano messe all’incanto e il ricavato era donato al parroco che provvedeva a devolverlo alle famiglie più bisognose.

Polenta con bocconcini di cinghiale 4 euro
Salamini di cinghiale 2 euro

VARIGLIE
Località frazionale di Asti, da cui dista circa 5 km, sorge a 135 m s.l.m. La zona si caratterizza per la bellezza della campagna circostante, dove si trovano diversi agriturismo. Di grande interesse la tradizionale rievocazione storica della “Battaglia e Firma del Trattato di Pace della Prima Guerra di Successione del Monferrato” presso il castello.

La pesca limonìn (limonina): coltivazione, raccolta e conservazione
E’ dedicata al prodotto principe della zona (che ha anche ottenuto il riconoscimento di denominazione comunale) la sfilata della frazione di Variglie. Si tratta di una particolare varietà di pesca che ha un retrogusto al limone. Su quattro carro distinti vengono rappresentati la messa a dimora del piantino curato con l’innesto e l’irrogazione del verderame prima della potatura. Finalmente le piante fioriscono sulla gioia e la spensieratezza dei bambini che vi giocano intorno. Segue la rievocazione della raccolta e poi quella importante della vendita a mediatori e clienti diretti. Infine l’uso che della pesca limonina si faceva: i frutti venivano tagliati a fettine sottili  che venivano poi sistemate pazientemente in una bottiglia dal collo largo prima di essere riposte per l’inverno.

Pan marià (pane raffermo passato nell’uovo e fritto) 1,70 euro
Friciulin (frittini) di riso 1,50 euro

VIARIGI
Il Comune si estende per più di 13 km, a 252 m s.l.m. Aggrappato alla collina, il paese è abitato da circa 932 persone, sotto la guida del sindaco Francesca Ferraris. Il simbolo di Viarigi è la “torre delle vedette,” che risale al 1.451. Degna di nota, tra l’altro, la frazione Accorneri, per funghi, tartufo bianco e la pieve romanica di San Marziano.  

Finalmente il rimedio alla filossera: l’innesto
Emigranti di ritorno per riconquistare la vite. Nuovo tema, anzi la naturale evoluzione del precedente, per la Pro loco che dopo la dolorosa partenza alla volta dell'America con la filossera preda delle vigne quest'anno rievoca il ritorno tra le colline dei propri abitanti. La rinascita della campagna nei primi decenni del 1900 con la battaglia vinta sulla malattia, che ebbe il massimo della virulenza tra il 1880 e 1885 portando al doloroso allontanamento alla ricerca di lavoro, e l'innesto delle nuove barbatelle con i contadini a riprendersi quanto lasciato. Verrà rappresentato il ritorno della popolazione, i bambini emigranti diventati giovani fanno ritorno alle proprie terre, dopo il lungo viaggio in nave, ma soprattutto l'intervento tra i filari per debellare la malattia fino all'innesto. Diversi i carri allestiti per la rappresentazione fiduciosi di ripetere gli ottimi riscontri ottenuti già con quello della filossera, presentato per la prima volta nel 2010 e premiato l'anno successivo.

Agnolotti alla moda di Viarigi conditi con sugo di arrosto 3,80 euro

VILLAFRANCA
Su di un territorio di oltre 12 km quadrati, Villafranca sorge a 206 m s.l.m., caratterizzandosi per i numerosi reperti fossili, vegetali e animali, rinvenuti dall’800. Tanto da indurre gli studiosi a parlare di “periodo villanfranchiano.” Conta circa 3.200 abitanti ed è retta dal sindaco Guido Cavalla. Particolare la chiesa parrocchiale dell’Assunta.

L’antico mestiere del cartunè: il cambio cavalli
La Pro loco di Villafranca tiene fede ai “mezzi di trasporto”, ma fa un salto indietro nel tempo. Dalle auto sportive della corsa “Asti-Torino” dell’anno scorso si tirano indietro le lancette dell’orologio al tempo dell’“antico mestiere del cantunè: il cambio dei cavalli”. A Villafranca, fino agli anni Trenta, all’uscita del paese in direzione di Dusino, c’erano alcune taverne che offrivano il servizio di stallaggio e di cambio cavalli, da cui molto probabilmente deriva il nome della frazione: Taverne. I cartunè agganciavano i cavalli ai carri dei commercianti spesso carichi di botti di vino, per permettere loro di affrontare la salita fino alla pianura di Villanova dove venivano nuovamente sganciati e ricondotti alla Posta. Lo stesso veniva richiesto per le carrozze e le diligenze dei signori: cavalli freschi e riposati per affrontare la lunga salita. I figuranti di Villafranca simuleranno questo antico mestiere grazie alla collaborazione con l’Associazione “I Cartunè di Castagnito” che metteranno carri, carrozze e cavalli a disposizione della Pro loco villafranchese.

Tagliatelle ai funghi porcini 3 euro
Bunèt al cioccolato 1,50 euro

VILLANOVA
Si estende per ben 42 kmq, a 260 m s.l.m., nella parte più a ovest dell’Astigiano. Conta circa 5.845 persone, di cui il primo cittadino è Christian Giordano. Tra i principali poli industriali locali, è famosa per la carne pregiata e la gallina “bionda.” Fu fondata nel 1001, attorno a un monastero benedettino. Parecchie le bellezze storico artistiche.

Il latte alimento primario della vita contadina
Si divide in quattro scene la sfilata villanovese che presenta anche alle Sagre una delle forze delle sue campagne: l’allevamento del bestiame, da carne e da latte. In particolare viene ripercorso tutto il ciclo di quest’ultimo, alimento spesso unico dei pasti dei contadini. Protagoniste ovviamente la mucca, in tutto il suo splendore e mansuetudine che rientra dal pascolo appagata e generosa del latte che verrà munto dalla contadina per finire al casearo o meglio al “marghè”. Con il suo “cartun” si presentava tutte le mattina nelle cascine della piana per raccogliere il latto fresco di mungitura. E poi la destinazione famigliare del latte, a partire dalla zuppa per la colazione di tutti dove le scodelle venivano riempiti di due bianchi alimenti: il latte e il pane duro. Chiude la sfilata la rievocazione delle balie, le donne che avevano appena partorito e che avevano latte in abbondanza tanto da poter allattare (a pagamento) anche i neonati di altre donne.

Vitello tonnato 3,60 euro
Pesche ripiene al cioccolato 1,70

GEMONA DEL FRIULI
Incastonata tra una cornice di montagne e rilievi morenici, Gemona è toccata dal fiume Tagliamento e gode di un suggestivo ambiente naturale. Cittadina di origine medievale, Gemona offre ai suoi visitatori un imponente Duomo romanico-gotico, l’antico Castello, il cinquecentesco Palazzo comunale e il Santuario di Sant’Antonio. Bellezze offuscate dal ricordo che tragico terremoto del settembre 1976.

Una Pro Loco con 111 anni di storia
Nata nel 1903, la Pro loco di Gemona è una delle più vecchie d’Italia ma ha saputo sempre rinnovarsi entusiasmando le giovani generazioni. Fra gli eventi principali organizzati durante l’anno vi è Tempus est jocundum che si tiene nel centro storico al primo fine settimana di agosto con la rievocazione di ambientazioni medievali con dame, cavalieri, animazioni, mercanti, cene propiziatorie per il Palio del Niederlech e proclamazione delle Dama Castellana. Altro appuntamento è, al secondo week end di novembre con il formaggio presentato in una grande mostra mercato con produttori e allevatori bovini. Nel giorno della Befana, invece, si tiene l’Epifania del Tallero, quando il sindaco, a nome di tutta la comunità, dona simbolicamente un tallero d’argento alla chiesa.

Gnocchi di polenta con formaggi e prosciutto di San Daniele 3 euro

GENOVA VOLTRI 2000
Voltri è un popoloso quartiere di Genova a circa 17 chilometri dal suo centro. Conta poco più di 13 mila abitanti e due frazioni: Vesima e Acquasanta. Fra i monumenti il Santuario della Madonna delle Grazie, quello di N.S. dell’Acquasanta mentre grande richiamo turistico è attivato da Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera con un grande parco e Villa Lomellini Mameli oggi adibita ad abitazioni privati e visitabile solo in parte.

Mare e parco in giro per l'Italia
La pro loco Voltri 2000 è nata nel 1998 dalla volontà di Graziella Polo alla quale si sono unite numerose persone nel corso degli anni al fine di rendere viva l’estrema delegazione del Comune di Genova e promuoverne l’immagine anche all’esterno, attraverso la partecipazione di sagre provinciali, regionali e nazionali. Il prodotto più richiesto alla pro loco Voltri 2000 è il “Fugassin” ma la partecipazione a numerose manifestazioni gastronomiche è l’occasione per far conoscere il suo parco, il più esteso della provincia di Genova, il mare e la passeggiata Roberto Bruzzone oltre ai suoi caruggi. Tutto questo è possibile grazie alle foto che ogni anno vengono scattate nell’ambito del concorso fotografico. Ogni anno i proventi del lavoro della Pro loco viene devoluto in beneficenza all’ospedale San Carlo di Voltri per l’acquisto di attrezzature utili alla degenza e alla cura dei malati.

Trenette al pesto con basilico di Prà 3 euro
Canestrelli dell’Acquasanta 1 euro
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