Cerca

Storia della Bula, rifugio naturalistico nato da un "buco"

Storia della Bula, rifugio naturalistico nato da un "buco"

L'idea della Bula di Belangero nacque nel 1990 quando un attivista del Wwf chiese in gestione un piccolo "buco" residuo di una cava. Poco dopo, su suggerimento di un altro attivista di

L'idea della Bula di Belangero nacque nel 1990 quando un attivista del Wwf chiese in gestione un piccolo "buco" residuo di una cava. Poco dopo, su suggerimento di un altro attivista di Casale Monferrato e del direttore del Parco Fluviale del Po sempre di Casale, Dario Zocco, il presidente Wwf di Asti Giorgio Baldizzone propose di ragionare con i proprietari dei lotti confinanti e dei vari cavatori per realizzare un unico grande progetto d'insieme con escavazioni mirate a ricostruire un ambiente "umido" di quelli che un tempo erano comuni lungo il Tanaro, indispensabili per gli uccelli e altre forme di vita. Si formò una squadra di progettisti e i lavori vennero seguiti in larga parte dall'archichetto Angelo Demarchis.

Tutto il progetto fu approvato dalla Regione che in quel tempo vietava escavazioni sotto falda visto che la gestione sarebbe stata poi affidata al Wwf. Vennero preparate le convenzioni con i proprietari (cavatori o agricoltori) che prevedevano comodati con il Wwf di durata decennale con tacito rinnovo. I lavori iniziarono poco alla volta e subirono una brusca battuta d'arresto con l'alluvione del 1994 che spazzò via la recinzione e riempì i laghi già realizzati con ogni tipo di detriti e fango. La ripresa dei lavori dovette attendere parecchio, il progetto venne modificato per la costruzione degli argini ma, alla fine, con il finanziamento della Regione legato ai Sic del 1999, si ripristinò la recinzione, si costruirono i due capanni, si acquistarono un certo numero di lotti che nel frattempo i proprietari avevano messo in vendita e il progetto decollò.

Il successo biologico della faticosa iniziativa è andato oltre le più rosee aspettative, come dimostrano ricerche e tesi di laurea e le osservazioni sugli uccelli nidificanti o presenti occasionalmente effettuate dal professor Carlo Nebbia e dal dottor Enrico Caprio, ornitologo dell'università di Torino. L'Oasi della Bula è gestita sulla base di una semplice convenzione per la collaborazione fra l'Ente Parchi e il Wwf Piemonte; la stessa che funziona anche per il Verneto di Rocchetta Tanaro e il Bosco del Lago di Castello d'Annone.
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133