Martedì mattina summit dall'assessore all'ambiente Maria Bagnadentro per trovare un sistema che rispetti le prescrizioni e preservi l'integrità della Bula di Belangero, l'Oasi Wwf
Martedì mattina summit dall'assessore all'ambiente Maria Bagnadentro per trovare un sistema che rispetti le prescrizioni e preservi l'integrità della Bula di Belangero, l'Oasi Wwf definita Sic (sito di interesse comunitario per la sua pregevolezza ambientale). I problemi che affliggono la Bula erano già stati denunciati dal nostro giornale in un ampio servizio (anche fotografico) e sono stati nuovamente sottoposti all'assessore e agli altri enti e forze dell'ordine presenti, fra i quali il Corpo Forestale dello Stato e la Polizia Municipale di Asti.
A partire dall'abbandono massiccio di rifiuti, sia nell'area della Bula, sia sulle sponde ad immediato ridosso di essa. Il Comune ha già apposto delle barre che impediscono l'accesso di camioncini, auto e furgoni alle sponde in modo da rendere meno comoda l'operazione di scarico e di abbandono, ma molto resta ancora da fare sia per la bonifica di quanto è rimasto lì dagli ultimi scarichi sia per chi trova nuove vie per lasciare rifiuti anche ingombranti ed altamente inquinanti. Le forze dell'ordine, pur condividendo appieno la necessità di salvaguardia della zona, non hanno potuto garantire un pattugliamento costante di quell'area alla ricerca di scaricatori di rifiuti, assicurando però che, nel caso di sequestro di materiale ed oggetti che possano ricondurre all'identificazione delle persone, si sarebbero farti parte diligente per la denuncia e l'irrogzione delle sanzioni.
Sul taglio in più punti della rete di recinzione con ingresso di intere greggi per pascolare nelle zone a prato della Bula, non ci sono idee immediate. L'unica cosa è un costante monitoraggio dei volontari che, in caso di rilievo di presenze di pastori ed animali, allertino non solo i vigili urbani chiamati a far rispettare il divieto di pascolo, ma anche i veterinari dell'Asl per accertare la regolarità dei documenti e delle profilassi sanitarie sugli animali. Altro problema è quello dell'ingresso nella zona dell'Oasi dei pescatori di frodo; visto che si tratta quasi sempre delle stesse persone, è stato proposto di avvicinare costoro per spiegare che lì non possono pescare e convincerli a cambiare luogo.
L'idea forse più innovativa che è emersa, ma che necessita di una serie di valutazioni di vario genere, è quella dell'utilizzo delle foto-trappole, ovvero delle fotocamere fisse, mimetizzate nella vegetazione, installate in punti strategici in grado di fermare in immagine chi si introduce nella Bula abusivamente e compie atti di vandalismo o il reato di pesca di frodo. L'incontro si è chiuso con un'amara considerazione dei volontari che lavorano al Sic nato grazie ad un impegno forte del Wwf e all'aiuto di professionisti astigiani come gli architetti Vittorio Fiore e Angelo Demarchis: «Più che un'area protetta, sembra una terra di nessuno».
Daniela Peira
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