Le hanno definite modifiche "chirurgiche" e in effetti rappresentano una proposta molto mirata per cercare di innalzare il livello di salvaguardia dei viali e delle alberate stradali che,
Le hanno definite modifiche "chirurgiche" e in effetti rappresentano una proposta molto mirata per cercare di innalzare il livello di salvaguardia dei viali e delle alberate stradali che, nella sola provincia di Asti, da un anno a questa parte hanno subito dei pesanti attacchi dall'interpretazione delle norme del Codice della Strada. Protagonisti sono le anime ambientaliste sostenute dai cittadini che proprio non ci stanno a vedersi buttare giù dalle motoseghe gli alberi che rappresentano porzioni importanti della loro storia e del loro paesaggio.
A dare l'annuncio della novità sono Angelo Porta, Franco Correggia e Marco Devecchi per mezzo della newsletter AltritAsti. La commissione ambiente della Camera, infatti, ha dato parere favorevole alla legge-delega per la modifica del Codice della Strada nella quale sono state inserite alcune osservazioni importanti. La prima riguarda la definizione delle alberate stradali nelle fasce di pertinenza e di rispetto al pari di altri elementi stradali come le banchine o gli spartitraffico che, attualmente, non esiste. Se passasse questa osservazione sarebbe possibile realizzare nuove alberate per ombreggiare una pista ciclabile o proteggere gli alberi durante i lavori stradali. Altra osservazione accettata riguarda la possibilità di conservazione degli alberi e delle siepi nelle fasce di pertinenza e di rispetto delle strade così sarebbero consentite non solo la conservazione ma anche l'impianto di nuovi alberi rimodulando anche i divieti che dovrebbero riguardare solo strade di grande scorrimento.
Altro argomento preso in considerazione riguarda le distanze minime per realizzare opere di ingegneria naturalistica con uso di alberi e siepi e la costruzione di barriere naturali antirumore. «Oggi, di fatto non è possibile realizzare efficaci opere naturali ed ecocompatibili a protezione delle strade in quanto per mantenere le distanze bisognerebbe piantare a decine di metri, vanificando lo scopo» spiegano Porta, Devecchi e Correggia. E poi l'introduzione dell'obbligo di messa a dimora di alberi e siepi nelle aree di servizio e sosta, così come già previsto all'estero. Infine vengono chieste regole precise per la corretta gestione e protezione delle alberate esistenti partendo dalla loro manutenzione ordinaria e straordinaria per evitare potature eccessive o sbagliate che spianano la strada a malattie future. Stessa attenzione deve essere posta ai cantieri stradali per evitare che scavi e asfaltature compromettano la salute degli alberi.
Esclusa invece la proposta di apporre guard-rail di protezione o limiti di velocità in presenza di alberate stradali. «A questo punto la palla ritorna alla Commissione Trasporti -proseguono gli ambientalisti astigiani - che potrebbe anche non considerare le osservazioni. Poi ripasserà in aula dove potrebbero spuntare emendamenti contrari a quanto indicato e, infine, il Governo avrà a disposizione un anno per redigere il testo del nuovo Codice che potrebbe non seguire fedelmente le linee guida dettate dalla legge delega». Insomma, la strada per salvare le chiome sulle strade è ancora lunga e incerta, ma un primo passo è stato fatto.
Daniela Peira
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